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Messico: per l'Ocse progressi
sulla fiscalità ma molto resta da fare

Pubblicata l’edizione 2013 dell’OECD Economic Surveys sulle prospettive di crescita e riforma del sistema

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L’Organizzazione per la cooperazione e per lo sviluppo economico (Ocse) ha recentemente pubblicato l’edizione 2013 dell’indagine economica sul Messico. Il documento valuta, nel complesso, l’impatto delle politiche fiscali, sociali e ambientali introdotte dal Paese nordamericano. Nell’analisi sono contenute anche le consuete raccomandazioni sulle azioni da intraprendere per implementare la performance economica e migliorare le condizioni dell’elevato numero di famiglie che vivono in povertà. Il nuovo governo, guidato dal dicembre 2012 da Enrique Peña Nieto, ha disegnato un progetto ambizioso di riforme economiche e sociali (il Pacto por México), per il quale ha ottenuto un ampio sostegno politico.
 
Un sistema fiscale fatto di luci e ombre
La pubblicazione dell’aggiornamento avviene a distanza di due anni dalla precedente edizione. Nel documento si dà atto al Messico di aver compiuto importanti progressi nel contrasto all’evasione fiscale. Nel contempo sono sottolineate le permanenti debolezze del sistema di tassazione.
In particolare, il sistema di imposizione sul reddito delle società è descritto come inadeguato a contrastare le politiche aziendali di pianificazione fiscale aggressiva. Per superare le criticità evidenziate nell’indagine, l’Ocse raccomanda alle autorità fiscali nazionali di introdurre regole che:
  • limitino l’utilizzo delle perdite delle società di recente acquisizione nell’ambito dei regimi di consolidato fiscale;
  • restringano la deducibilità degli interessi, in particolare di quelli derivanti da prestiti contratti per effettuare acquisizioni (di quote o azioni societarie) infragruppo;
  • introducano obblighi di trasparenza (disclosure) nelle comunicazioni relative al transfer pricing.
Un percorso ambizioso di riforme
Per l’Organizzazione parigina, gli impegni tracciati dal governo a partire dal 2012 comprendono alcune priorità politiche essenziali necessarie a garantire una crescita forte e un maggiore benessere materiale e promuovere la sostenibilità. Molte delle misure contenute nel Patto sono identificate come priorità in precedenti indagini congiunturali sul Messico e coprono quasi tutti gli ambiti delle raccomandazioni rivolte dall'Ocse in passato.
In Messico “il ritmo delle riforme è mozzafiato”, ha commentato Pier Carlo Padoan, capo economista e vicedirettore generale dell'Ocse, presentando l’indagine economica 2013. Per il docente di nazionalità italiana, molte delle riforme in calendario sono quelle che l'OCSE ha a lungo sostenuto: “Queste riforme includono quelle per aumentare la concorrenza nel settore delle telecomunicazioni, rafforzare il sistema di istruzione, migliorare la flessibilità del mercato del lavoro e rendere i governi locali più responsabili”. Congratulandosi con le istituzioni del Paese nordamericano per gli importanti progressi compiuti, Padoan ha espresso la convinzione che “l'approccio ambizioso e politicamente “multi-partisan” del Pacto por México è ammirato in tutto il mondo, e altri paesi stanno già cercando di imparare da esso.”
 
Le raccomandazioni in campo ambientale e sociale
Per l’Ocse, bisognerebbe tenere sotto controllo l’aumento del debito pubblico avvenuto durante la recente fase di recessione (2008-2009), e il fatto che bilancio statale dipenda troppo dalla produzione di petrolio. Altri punti deboli del sistema del Paese messicano sono, a parere dell’Ocse, la scarsa efficienza del sistema di tassazione. Per rimediare a questo problema si suggerisce di ampliare la base imponibile e il farraginoso sistema vigente di federalismo fiscale, in cui gli Stati e le municipalità dipendono eccessivamente dai trasferimenti federali per finanziare la spesa pubblica. Oltre a proporre di intervenire in questi ambiti, l’Ocse raccomanda, dal punto di vista delle politiche ambientali, di eliminare gradualmente i sussidi ai combustibili fossili e di rimodulare le tasse sui veicoli tenendo conto delle prestazioni ambientali, e, dal punto di vista sociale, aumentare la copertura e la dimensione dei programmi di lotta alla povertà introdotti negli ultimi anni, come Oportunidades, Seguro Popular e 70 y más. Grazie a questi programmi sono stati ottenuti notevoli progressi nella riduzione della povertà e della disuguaglianza negli ultimi quindici anni ed è su questa strada che è pertanto necessario proseguire. 


Fonti
L’abstract dell’indagine è disponibile sul sito dell’Ocse alla pagina
 
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