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Dal mondo

Messico: sul Fisco luci e ombre
nell’ultimo Rapporto dell’Ocse

Pubblicato il tradizionale e periodico Outlook dedicato ai progressi raggiunti in campo economico

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L’ OECD Economic Survey of Mexico punta i riflettori sull’economia dello Stato americano, sottolineandone luci e ombre. Incassano il giudizio positivo dell’Organizzazione con sede a Parigi la riforma tributaria del 2014 e la liberalizzazione di alcuni settori chiave del sistema produttivo. In evidenza, però alcuni limiti del Fisco nazionale e della gestione della spesa pubblica.
 
Un quadro d’insieme
Il Messico è l’undicesima economia al mondo in termini di Prodotto interno lordo misurato a parità di potere d'acquisto. Il Paese dell’America centrale negli ultimi trenta anni ha avviato una serie di riforme strutturali che lo hanno portato a compiere un enorme balzo in avanti, dando impulso soprattutto alle attività commerciali, anche attraverso la firma di 12 accordi di libero scambio con 46 Stati esteri.

Il rapporto debito/Pil del Messico è tra i più bassi dell’Ocse, nonostante sia aumentato del 10% negli ultimi 3 anni, raggiungendo il 54% nel 2016. Secondo le previsioni dell’Organizzazione con sede a Parigi, se in futuro il governo messicano non metterà in campo delle misure adeguate, il rapporto potrebbe aumentare nel 2018 fino al 60%.  Il tasso di crescita, invece, nel 2016 si attesta al 2.2.%, e dovrebbe crescere di un punto percentuale nel 2017 e di un ulteriore punto nel 2018.  Il livello di produttività medio è aumentato grazie alle riforme messe in campo negli ultimi anni che hanno portato a una liberalizzazione di alcuni settori chiave dell’economia come le telecomunicazioni e l’energia. L’ingresso dei privati ha comportato una notevole riduzione dei costi a carico dei singoli cittadini (basti pensare che i prezzi dei servizi di telecomunicazioni sono diminuiti di circa il 23 % tra il 2013 e il 2015) e un aumento della produttività media delle aziende, dando impulso all’intera economia messicana.

Nonostante la crescita sia in costante aumento, secondo l’Ocse, all’interno del Paese persistono ancora forti disuguaglianze. Molte famiglie messicane vivono in uno stato di indigenza ed esiste una forte disparità tra le zone del Nord e del Centro del Paese, che presentano un alto livello di produttività e un tessuto economico abbastanza moderno, e il Sud. Il report evidenzia la necessità di aumentare gli investimenti pubblici in infrastrutture, nell’istruzione e in interventi finalizzati alla riduzione della povertà.
 
Fisco in primo piano
Ottiene il plauso dell’Ocse la riforma fiscale varata dal Governo messicano nel 2014.  A distanza di un paio d’anni, le conseguenze positive si fanno sentire in termini di aumento delle entrate tributarie, miglioramento della progressività delle imposte e semplificazione del sistema fiscale. Molto è stato fatto anche per ridurre le agevolazioni fiscali, in particolar modo quelle per le imprese, il cui volume è diminuito dal 6% del Pil nel 2005 al 3% nel 2015. Nonostante questo, secondo lo studio, il Messico dovrebbe ulteriormente tagliere il pacchetto di bonus fiscali esistenti, limitare le esenzioni sui redditi delle persone fisiche e aumentare l’Iva.

La riforma del sistema di riscossione di tasse e contributi sociali
La riforma che però appare più urgente è quella relativa all’unificazione della riscossione di tasse e contributi sociali. La creazione di un unico apparato amministrativo che presiede alla raccolta e alla gestione dei debiti sia fiscali che contributivi dei cittadini comporterebbe una significativa riduzione dei costi con la creazione di un unico archivio digitale contenente tutte le informazioni utili. Una macchina amministrativa più efficiente, sottolinea il report, comporterebbe un ulteriore aumento delle entrate per le casse dello Stato.
Inoltre, continua l’Ocse, il governo messicano dovrebbe equiparare la tassazione delle aziende di Stato a quelle del settore privato, applicando lo stesso regime fiscale.
In prima linea, anche il rafforzamento del contrasto all’evasione fiscale. In quest’ambito, il report dell’Ocse evidenza i passi avanti compiuti dal Messico con l’introduzione di norme in regola con le linee guida formulate dall’organizzazione in materia di Beps (Base erosion and profit shifting) per contrastare l’evasione e l’elusione messe in atto da multinazionali e grandi aziende.
 
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