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Dal mondo

Multinazionali ed elusione internazionale.
117 mld di gettito fiscale vanno persi

Per il Tjn i dati Ocse dimostrano una evidente pianificazione fiscale aggressiva da parte delle multinazionali

Mondo evasione

Ammonta a circa 117 miliardi di dollari il gettito fiscale che ogni anno viene perduto a causa dell’elusione delle multinazionali. È quanto emerge dall’elaborazione fatta dal gruppo Tax Justice Network sul recente report Corporate Tax Statistics pubblicato dall’Ocse (vedi l’articolo Ocse, dati e cifre sul fisco societario. Si alza il velo su aliquote e gettito), che sembra confermare le stime precedenti del think tank secondo cui i governi di tutto il mondo ogni anno perdono 500 miliardi di imposte sulle società a causa dei trasferimenti degli utili nei paradisi fiscali. 
L’analisi è divenuta possibile grazie all’attuazione in vari Stati del country-by-country report del Progetto Beps di Ocse e G20: secondo questa norma, le multinazionali che fatturano più di 750 milioni di dollari hanno l’obbligo di specificare i numeri della loro attività Paese per Paese e non più solo a livello globale. In questo modo gli esperti attivisti del Tax Justice Network hanno avuto modo di effettuare un’elaborazione che ha dimostrato quello che ormai è sotto gli occhi di tutti, ovvero che la maggior parte delle multinazionali hanno consolidato meccanismi di elusione fiscale che arrecano danni alla collettività.

L’analisi sui profitti delle multinazionali
Negli ultimi tempi, anziché dichiarare profitti nei Paesi dove questi vengono generati, molte aziende di grandi dimensioni hanno iniziato a spostarli verso giurisdizioni in cui la tassazione sulle società è bassissima se non addirittura nulla. Ogni anno oltre mille miliardi di dollari viaggiano verso queste destinazioni, permettendo alle multinazionali di pagare molte meno tasse.
Analizzando 15 dei 26 Paesi presi in considerazione nell’ultimo rapporto Ocse, circa 467 miliardi di dollari di profitti generati dalle imprese multinazionali vengono trasferiti in Paesi a fiscalità ridotta, spesso non troppo lontani da noi. La maggior parte degli utili è stata spostata, infatti, nei Paesi Bassi (95 miliardi), nel territorio britannico delle Bermuda (44 miliardi) nel territorio statunitense Puerto Rico (36 miliardi), ad Hong Kong (33 miliardi) e nel Lussemburgo (32 miliardi). 
Il think tank ha individuato, quindi, quattro Paesi (Regno Unito, Paesi Bassi, Lussemburgo e Svizzera) responsabili da soli del 72% delle perdite fiscali sull’imposta sulle società di tutti gli Stati del mondo. Nell’aprile scorso, per esempio, il Tax Justice Network aveva già analizzato i dati relativi alle multinazionali degli Stati Uniti per Paese e hanno evidenziato come queste stessero spostando 115 miliardi di dollari di profitti nel Regno Unito, in Svizzera, in Lussemburgo e nei Paesi Bassi, con un costo, per l’Unione Europea, di oltre 27 miliardi in imposte sulle società che sono andate perdute.

Quando guadagnano i paradisi fiscali?
Se da un lato molti Paesi subiscono perdite a causa della pianificazione fiscale aggressiva delle multinazionali, altri dovrebbero godere di questa distorsione economica. Non sempre però questo avviene. Anzi, il processo risulta altamente dispendioso. Dai dati emerge, infatti, che i paradisi fiscali hanno incassato solo 14,8 miliardi di dollari in più come imposte societarie, a fronte di 117 miliardi risparmiati dalle multinazionali. In sostanza, per ogni dollaro di imposte sulle società raccolto dai paradisi fiscali, il mondo ne ha persi 6.

Tassare nel luogo dove viene creato il profitto
I dati fin qui analizzati rappresentano solo la punta dell’iceberg di questo fenomeno: un quadro quantomeno parziale, in considerazione del fatto che il gruppo di studiosi ha analizzato, per esempio, solo le informazioni di 15 Paesi sui 26 del report, a causa di problemi legati al formato e alla qualità dei dati. Alex Cobham, direttore del Tax Justice Network ha dichiarato: “I governi devono chiedere alle aziende di pubblicare ogni anno i loro rapporti Paese per Paese e quindi tassarli in base a dove effettivamente traggono profitto, non dove pretendono di farlo”. Il Tax Justice Network ha stimato che a livello globale il trasferimento degli utili sia di circa mille e trecento miliardi di dollari. Per questo il think tank ha parlato di “momento storico” quando l’Ocse ha pubblicato il report, perché adesso i governi possono individuare più facilmente i meccanismi di elusione attivati dalle multinazionali e adottare adeguate politiche fiscali per scoraggiarli. 

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