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Nel 2005 il 50% delle multinazionali Usa sotto la lente del Fisco

Nel mirino dell’Amministrazione tributaria federale i bilanci e i profili fiscali delle grandi società con patrimoni che superano i 250 milioni di dollari

In pratica, il 50 per cento dei marchi più noti e autorevoli della Corporate America hanno dovuto affrontare l’esame dell’Agenzia delle Entrate statunitense (Irs). Peraltro anche alcune migliaia di piccole e medie imprese, 18mila per l’esattezza, sono state chiamate a render conto e a giustificare il rapporto tra quanto dichiarato e le somme effettivamente versate nelle casse dell’Erario.
L’evasione fiscale made in Usa lambirebbe oramai la soglia dei 400 miliardi di dollari l’anno, almeno sommando le statistiche e le stime, comunque prudenziali e affatto smisurate, elaborate recentemente sia dall’Amministrazione tributaria federale che dai rispettivi Erari dei singoli Stati che fanno parte dell’Unione. Si tratta di una somma rilevante che, qualora ricondotta all’interno dei forzieri del fisco centrale di Washington e delle molteplici amministrazioni tributarie locali, circa 6 mila, consentirebbe di recuperare e di disporre delle risorse sufficienti al fine di riequilibrare i conti pubblici federali della locomotiva dell’economia globale e i bilanci, oggi in gran parte immobilizzati in un mare di inchiostro rosso, degli Stati.
Oltre 1,2 milioni le dichiarazioni controllate dal Fisco
Proprio in considerazione dell’impennarsi dell’evasione fiscale, peraltro concomitante con il graduale deterioramento delle risorse pubbliche necessarie per ridare tono ai servizi orientati al mercato interno, l’Internal Revenue Service (Irs), ovvero, l’Agenzia delle Entrate statunitense, ha dato il via nell’anno in corso a una vasta e articolata ondata di controlli che, rispetto alle verifiche realizzate nel 2004, ha prodotto un aumento consistente, quasi del 20 per cento, nel numero dei contribuenti individuali e delle aziende i cui profili tributari e i bilanci sono stati selezionati ed esaminati dagli ispettori del Fisco.
Maggiori controlli sui ricchi
In particolare, per quanto riguarda le dichiarazioni dei redditi passate sotto la lente dell’Irs, nel 2005 sono già state 1,2 milioni, in pratica circa 200 mila in più rispetto alla performance raggiunta l’anno passato. Ma la soddisfazione maggiore, espressa da Mark Everson, il direttore dell’Internal Revenue Service (Irs), è legata soprattutto alla tipologia delle dichiarazioni esaminate. Infatti le posizioni fiscali di ben 220 mila dei contribuenti cosiddetti facoltosi, quelli che dichiarano redditi annuali superiori ai 100 mila dollari, sono state verificate con attenzione. Dunque, la quota dei "paperoni" sottoposti al vaglio dei Fisco è quasi raddoppiata nel corso dell’ultimo biennio.
Anche i bilanci delle società finiscono sotto la lente del Fisco
Naturalmente, lo sforzo dell’Irs non ha interessato soltanto i redditi dei contribuenti individuali. Infatti, l’intensificarsi delle verifiche e degli accertamenti ha incluso anche decine di migliaia di aziende, soprattutto quelle di vaste dimensioni, incluse le multinazionali. In particolare ben il 20 per cento delle imprese con patrimoni oltre i 10 milioni di dollari sono state controllate. Ma la quota delle società esaminate è stata piuttosto elevata in riferimento all’estensione dei patrimoni riportati dalle singole aziende. Infatti i bilanci e i profili fiscali di circa il 50 per cento delle grandi società con oltre 250 milioni di dollari di patrimonio sono stati sottoposti al vaglio della lente del Fisco Usa. In pratica il 50 per cento dei marchi più noti e autorevoli della Corporate America hanno dovuto affrontare l’esame dell’Agenzia delle Entrate statunitense. Peraltro anche alcune migliaia di piccole e medie imprese, 18 mila per l’esattezza, sono state chiamate a render conto e a giustificare il rapporto tra quanto dichiarato e le somme effettivamente versate nelle casse dell’Erario.
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