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Dal mondo

Nuova Zelanda, in un report
il futuro delle tasse nazionali

Pubblicato il documento del Working tax group contenente indicazioni per rendere più equo il sistema fiscale

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Tassare i capital gain, ridurre le imposte per i contribuenti a basso reddito, migliorare la compliance da parte delle imprese. Questi alcuni dei punti chiave del report finale “Future of tax” presentato al Governo dal Working tax group, istituito dal ministro delle Finanze con il compito di elaborare una serie di raccomandazioni per rendere più efficiente e più equo il sistema fiscale. Parte del lavoro della task force è frutto anche della consultazione pubblica lanciata dall’Esecutivo lo scorso anno, a cui hanno partecipato singoli cittadini, imprese, associazioni di categoria, inviando le proprie opinioni sul futuro del sistema fiscale nazionale.

Più tasse per i capital gain, meno per i contribuenti a basso reddito
Oltre 8 miliardi di dollari neozelandesi in cinque anni. Questa la somma che potrebbe arrivare nelle casse dell’Erario se il Governo decidesse di tassare i capital gain. Il report mette in evidenza come la mancata tassazione dei capital gain non costituisca solo una perdita di gettito, ma abbia effetti regressivi sul sistema fiscale, perché di fatto va a vantaggio dei contribuenti più ricchi. Il capo del Working tax group, Michael Cullen, sottolinea che se il Governo decidesse di tassare i capital gain, potrebbe ridurre la pressione fiscale in altri settori, prima di tutto quella gravante sui contribuenti con i redditi più bassi.
Per quanto riguarda la tassazione delle persone fisiche, una delle possibili manovre da parte dell’Esecutivo potrebbe essere quella di intervenire sull’aliquota più bassa (10,5%), con lo scopo di migliorare i redditi dei lavoratori a basso e medio reddito.
Per quanto riguarda le imprese, il Gruppo non propone modifiche sostanziali alla tassazione dei redditi societari ma consiglia al Governo di continuare a monitorare le aliquote vigenti nei Paesi vicini, come l’Australia, per evitare che un’eccessiva pressione fiscale possa portare a una fuga di aziende verso Stati limitrofi. Il report, invece, raccomanda di introdurre una tassazione sui servizi digitali, soprattutto se anche gli altri Paesi membri dell’Ocse si muoveranno in quella direzione.
Dal gruppo di lavoro arrivano indicazioni anche per migliorare l’attività dell’Inland Revenue. Viene auspicata una maggiore trasparenza dei dati economici in possesso dell’Amministrazione fiscale e un miglioramento della risoluzione delle controversie tributarie.  E’ necessario, inoltre, rafforzare le risorse a disposizione delle Entrate per migliorare il contrasto all’evasione fiscale e al lavoro nero. Nel mirino del Fisco, in particolare, dovrebbe finire l’uso improprio che trust e fondazioni fanno delle regole fiscali vantaggiose esistenti per il settore no profit (ad esempio, quando un’associazione senza fini di lucro in realtà nasconde una natura commerciale).

Semaforo verde per la Goods and services tax
E le altre tasse? Il gruppo di lavoro passa ai raggi la Gst (Goods and services tax), un’imposta indiretta molto simile all’Iva. Per il team di esperti, la Gst va bene così com’è attualmente, nonostante i numerosi solleciti giunti durante la consultazione pubblica del 2018 da parte di associazioni di categoria e contribuenti per ottenere una riduzione dell’ aliquota o un aumento dell’esenzione dall’imposta per ridurre il suo impatto nei confronti dei contribuenti a basso reddito. Secondo gli esperti del gruppo, però, per migliorare la progressività del sistema fiscale sono più utili altre misure, come la tassazione dei capital gain e la riduzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche più bassi.
 
Fisco leva strategica per ambiente e salute
Infine, il report consiglia al Governo di utilizzare la leva fiscale per modificare i comportamenti negativi nei confronti dell’ambiente e della propria salute. Nel primo settore, combattendo l’inquinamento attraverso la tassazione sull’emissione delle sostanze inquinanti; per la salute, invece, introducendo una sugar tax per ridurre il consumo di cibi e bevande zuccherate.

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