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Dal mondo

Obama lancia StartupAmerica.Usa sull’onda del piccolo è bello

Tassazione azzerata sui capital gains e riduzione degli adempimenti burocratici e fiscali

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Un’insolita Partnership targata Usa, tra pubblico e privato, con l’obiettivo comune d’incentivare l’accesso al credito e di favorire gli investimenti su due settori dell’economia considerati strategici per riavviare la crescita: l’avvio di nuove aziende, ovvero l’impulso allo start-up in aree chiave ad elevato contenuto di forza lavoro, quindi più occupati, e con un alta prospettiva di crescita, cioè di riuscita, e al contempo, offrire sinergie e appoggio per il rafforzamento del mondo delle piccole e medie imprese statunitense, spesso oscurato dal profilo globale delle multinazionali ma, nella pratica del business quotidiano, il vero polmone alla base della rete economica della locomotiva mondiale, soprattutto a livello interstatale:


Popolazione SMEs negli Usa
Numero delle piccole e medie imprese negli Usa 6,3milioni
Numero degli occupati 60milioni
Ricavi annuali 12mila miliardi di dollari
Fonte: Us Census bureau  
Naturalmente, il tutto arricchito da un significativo menù di sconti fiscali, di agevolazioni e di minori tasse che Washington esigerà dai partecipanti al nuovo piano, denominato “StartupAmerica”.   Spese zero, incentivi fiscali numerosi – Due i fattori alla base dell’iniziativa che hanno lasciato, in molti, sorpresi. Innanzitutto, in un momento difficile, anzi, critico sul versante delle entrate fiscali, per molti Stati occidentali non soltanto per gli Usa, la Casa Bianca s’appresta, con questa nuova Partnership, a varare una serie d’incentivi, e di sconti fiscali, la cui spiegazione richiederebbe un sicuro ardore contabile, soprattutto tenendo bene a mente l’attuale corsa, senza freni, del debito statunitense. La risposta è celata nel significato operativo del secondo dei due fattori che costituiscono il motore della nuova e inedita Partnership. Il Governo federale Usa, infatti, indirizzerà sullo “StartupAmerica” fondi già stanziati per favorire le attività di ricerca e sviluppo, all’incirca 140miliardi di dollari, mentre saranno i provati, e questo è davvero sorprendente, a provvedere delle risorse rimanenti il piano di Obama. In particolare, sul versante del fisco, l’imposta sui guadagni di capitale sarà, di fatto, sospesa a condizione che gli investimenti e i fondi privati impegnati siano stati indirizzati per favorire imprese, o in settori specifici, indicati dalla legge che varerà il piano “StartupAmerica”. Una misura questa che dovrebbe dare impulso agli investimenti e conseguentemente accelerare i programmi rivolti all’occupazione e a nuove assunzioni pianificati dalle società coinvolte. Comunque, oltre all’azzeramento dell’imposta sui capital gains, la Partnership prevede anche l’eliminazione di alcune procedure amministrative, la riduzione degli adempimenti fiscali e, a conti fatti, la riduzione dei costi di gestione e di contabilità che gravano sui bilanci delle piccole e medie imprese.   L’esordio dei Privati in Partnership con Washington – In merito alle risorse rimanenti, queste saranno messe in campo direttamente dai partner privati che hanno deciso di raccogliere l’invito di Obama. In testa le grandi multinazionali dell’informatica e del settore dell’high-tech tra le quali, per esempio,m l’IBM e Intel. Dall’associazione delle piccole e medie imprese, invece, sono già pronti 2miliardi di dollari da riversare sulla Partnership. Ma l’elenco non finisce qui. Sulla nave di StartupAmerica, infatti, saliranno anche Fondazioni, Università, business leader, grandi investitori e persino enti no-profit. Insomma, il cuore dell’economia statunitense e una quota considerevole delle maggiori lobby che da almeno dieci anni si sono mostrate tra le più attive tra i corridoi del Congresso Usa e nelle anticamere della Casa Bianca, un vero e proprio dedalo di stanze, salotti e sale per ricevere ospiti.
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