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Ocse: aggiornate le linee guida
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La valutazione degli intangibili e il metodo profit split aggiornano le linee guida sui prezzi di trasferimento

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Chiarire, semplificare ed uniformare. Sono questi i principi su cui si basano le recenti guide dell’Ocse che hanno ad oggetto le modalità di valutazione dei beni immateriali (intangibles) e l’applicazione del metodo reddituale profit split. L’ambito è circoscritto alle regole che definiscono la valorizzazione delle transazioni cross-border tra imprese associate. I nuovi documenti, che rappresentano un follow up del report Aligning Transfer Pricing Outcomes with Value Creation, pubblicato nel 2015 all’interno del progetto OECD/G20 BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) a conclusione delle Actions 8-10, hanno come obiettivo primario quello di favorire l’implementazione delle nuove misure. In particolare, la guida sulla valutazione degli intangibili si rivolge alle amministrazioni fiscali, proponendosi come obiettivo quello di individuare criteri condivisi da seguire nel caso di rettifiche derivanti dall’applicazione del c.d. Hard-to-value intangibles approach. Invece, la guida sull’applicazione del metodo profit split, vuole essere un ausilio per l’individuazione delle situazioni nelle quali ne è opportuno l’utilizzo, nonché per la definizione delle modalità di applicazione. Entrambi i report contengono, nella seconda parte, numerosi esempi pratici che aiutano gli operatori a comprendere la portata applicativa delle nuove raccomandazioni. Il contenuto dei due documenti verrà trasferito all’interno delle OECD Transfer Pricing Guidelines (TPG), la cui ultima versione è stata pubblicata nel 2017.
 
La guida sulla valutazione degli Hard-to-value intangibles
Le indicazioni contenute nel documento hanno come interlocutore privilegiato le amministrazioni fiscali e come oggetto le modalità di applicazione del metodo per la valutazione di quegli specifici beni immateriali che, per tipologia e caratteristiche, risultano di difficile valorizzazione. Il riferimento è al paragrafo D4 Hard-to-value intangibles del Capitolo VI (Special Considerations for Intangibles) delle TPG 2017. Il metodo di valutazione è stato introdotto nelle linee guida 2017 a seguito dell’adozione delle misure contenute nel Final Report delle Actions 8-10 del progetto Beps con lo scopo di tutelare le amministrazioni fiscali da eventuali carenze informative. Si tratta, infatti, di beni unici, difficilmente comparabili o valutabili, i cui elementi e potenzialità potevano essere pienamente conosciuti, al momento del trasferimento, soltanto dalle parti interessate. Per sopperire a questa asimmetria informativa, che rischia di causare un’alterazione nel processo di valutazione sulla congruità del valore assegnato dalle imprese consociate, è stata introdotta la possibilità per l’amministrazione finanziaria di considerare le risultanze (ad es. quelle di natura finanziaria) osservate nel periodo successivo alla transazione, come presunzione per verificare l’adeguatezza delle valutazioni effettuate nel momento in cui è avvenuto il trasferimento. Quindi, una valutazione ex post, che però deve essere condotta tenendo in considerazione le informazioni ragionevolmente disponibili ex ante. I contribuenti hanno comunque la possibilità di replicare a questa presunzione dimostrando l’affidabilità delle informazioni utilizzate per la valutazione. Sulla base di questi presupposti il BEPS TP report aveva già avvertito l’esigenza di approntare una guida dedicata alle modalità di applicazione delle rettifiche derivanti dall’adozione del nuovo approccio. La definizione di principi condivisi, infatti, permette di aumentare l’efficacia del metodo e ridurre il rischio di doppia imposizione. In proposito, emergono importanti indicazioni su aspetti tecnici da tenere in considerazione nel processo di valutazione come la probabilità, alla data della transazione, associata agli eventi economici o finanziari osservati successivamente (es. il volume dei flussi finanziari) e la ricerca di ulteriori elementi rilevanti per la definizione della transazione. Completano il quadro alcune raccomandazioni organizzative per le amministrazioni fiscali: l’opportunità di porre in essere iniziative volte a identificare, non appena possibile, i trasferimenti di beni intangibili e il costante utilizzo del metodo di valutazione che porta ad incrementare il senso di certezza per i contribuenti.
 
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