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Dal mondo

Ocse: il fisco, un volano
per l'economia sudamericana

L'argomento al centro di un rapporto dell'organizzazione che ha preso in esame l'economia di 12 Stati

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L’aumento delle entrate fiscali come fattore chiave nello sviluppo dell’economia sudamericana e dei Caraibi. A rivelarlo, uno studio realizzato dall’Ocse (Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica) in collaborazione con il Ciat (Centro interamericano delle Amministrazioni tributarie e l’Eclac (Commissione economica delle Nazioni Unite per l’America latina e i Caraibi). In esame, l’economia di dodici Stati dell’America centro-meridionale (Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Salvador, Guatemala, Messico, Perù, Uruguay e Venezuela) durante un arco temporale che va dal 1990 al 2009.

Le indicazioni contenute nel Rapporto Ocse
Il report evidenzia una crescita della pressione fiscale media dal 14.9% del 1990 al 19.2% nel 2009, che però rimane ancora lontana dal livello dei Paesi Ocse (33.8%).  L’aumento della pressione fiscale è dovuto principalmente a una migliore gestione delle Amministrazioni fiscali e a una maggiore tassazione delle fonti energiche non rinnovabili (minerali, petrolio) di cui Paesi sono tra i principali esportatori al mondo. L’aumento delle entrate tributarie, sottolinea lo studio Ocse, ha avuto un impatto positivo sulla vita socio-economica dei Paesi che, grazie a esso, hanno potuto potenziare le spese destinate all’educazione, alle infrastrutture e all’innovazione tecnologica.    Un trend in crescita  A guidare la classifica, il Brasile e l’Argentina che, con una pressione fiscale media, rispettivamente, del 32.6% e del 31,4% si avvicinano a quella dei Paesi Ocse (33.8%). A chiudere,  il Guatemala e la Repubblica Dominicana con una media, rispettivamente, del 12.2% e del 13.1%. Dall’analisi della composizione delle entrate tributarie emerge che a subire un’impennata nel ventennio 1990-2010 sono soprattutto le imposte sui consumi (in primis l’Iva), che nel 2009 rappresentano il 35% del gettito tributario complessivo. La quota delle accise e dei tributi gravanti sui prodotti del commercio internazionale, invece, è scesa al 15%. Stessa cifra per i contributi sociali, mentre le imposte sui redditi segnano nel periodo in esame un incremento di 5 punti percentuali, attestandosi nel 2009 al 28% delle entrate fiscali totali. Diversa, invece, la composizione delle entrate tributarie dei Paesi Ocse dove a fare la parte del leone sono le imposte sui redditi con il 33%, seguite dai contributi sociali (quota 27% contro il 15% delle economie latinoamericane) e dove è nettamente più bassa la quota del gettito derivante dall’Iva (20% a fronte del 35% dei Paesi dell’area latinoamericana). 
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