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Dal mondo

Ocse, in Indonesia fari accesi
su riscossione e tax compliance

Destinare nuove risorse per modernizzare l’amministrazione fiscale e promuovere l’adempimento spontaneo

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La crescita dell’Indonesia non si ferma e ottiene la ratifica dell’Ocse nell’ultimo rapporto congiunturale dedicato all’economia del Paese. Nell’Economic survey appena pubblicato, Parigi conferma che il forte sviluppo indonesiano (+5,1% medio negli ultimi 5 anni) sta conducendo a risultati importanti: l’innalzamento degli standard di vita, la riduzione della povertà e l’accesso ai servizi pubblici per milioni di persone che ne erano precedentemente tagliate fuori. Inoltre, se il Pil del 2018 raggiungerà cifre intorno al +5,2%, quello del 2019 è previsto in ulteriore leggera crescita (+5,3%). Cifre inimmaginabili qui in Europa.
Il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurrìa, volato a Bali per presentare il report, ha ricordato che in ogni caso, seppure l'economia del Paese sta crescendo a ritmi sostenuti, l’Indonesia deve introdurre provvedimenti tali da “garantire che le generazioni future abbiano l'opportunità di una vita migliore. Le infrastrutture, l'istruzione, la salute e la qualità del lavoro rappresentano tuttora sfide importanti” per ottenere una crescita sostenibile e inclusiva nel Paese.
 
Le riforme sul tavolo: modernizzare, riscuotere, adempiere
Gli interventi richiesti nel report comprendono iniziative che promuovano la crescita, migliorino il contesto imprenditoriale (soprattutto per le piccole e medie imprese) e aumentino le entrate pubbliche in modo da investire risorse nelle infrastrutture e nei servizi sanitari e sociali. In quest’ottica, appare fondamentale il ruolo giocato dalle riforme tributarie.
In particolare, dal 2002 in poi sono state realizzate ben quattro riforme che hanno coinvolto l'amministrazione fiscale. Obiettivi di queste riforme erano modernizzare i processi e l’organizzazione amministrativa, implementare le competenze delle risorse umane, ampliare il numero dei contribuenti in regola e ridurre l'evasione fiscale. Inoltre, l’indagine dell’Ocse sottolinea i recenti sforzi dell’amministrazione per aumentare la compliance e semplificare gli adempimenti. Dal punto di vista del ricorso ai servizi telematici, un risultato paradigmatico dei progressi raggiunti grazie a queste iniziative riguarda la quota delle dichiarazioni dei redditi telematiche, che nel 2017 ha raggiunto l’82% di quelle complessivamente presentate.
 
Aumentare le entrate, potenziare l’Agenzia
Nonostante le recenti riforme, però, in Indonesia c’è ancora molto da fare per far crescere le entrate erariali e l’efficienza dell’amministrazione tributaria. Secondo Parigi, è necessario aumentare le risorse statali rivolte all’Agenzia delle Entrate indonesiana, autorizzare subito nuove spese per assumere personale, potenziare i servizi telematici e implementare la dotazione di tecnologia a disposizione dei funzionari del Fisco. Nuovi investimenti dovrebbero essere stanziati, infine, anche per rafforzare i controlli e facilitare gli adempimenti dei contribuenti.
 
La compliance e i risultati del condono 2017
Un focus del rapporto di quest’anno è dedicato alla tax amnesty varata di recente in Indonesia. Per l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, infatti, anche il condono avviato da luglio 2016 a marzo 2017 rientra negli sforzi del governo per promuovere l’adempimento spontaneo. Del resto, questo condono ha fatto regolarizzare attività finora non dichiarate del valore di 329 miliardi di dollari e ha fatto versare a chi ha scelto di aderire importi per 9 miliardi di dollari. La maggior parte dei risultati conseguiti deriva dall’adesione di contribuenti persone fisiche (87% del totale delle attività regolarizzate). Delle attività offshore rimpatriate (il 3% di quelle emerse), tre quarti si trovavano a Singapore.
In termini di attività regolarizzate, quello indonesiano si è dimostrato il condono di maggior successo al mondo (dati Banca mondiale del 2017). Il problema del basso numero di contribuenti in regola non è stato comunque risolto, se si pensa che ancora oggi su 260 milioni di indonesiani sono meno di 40 milioni quelli che risultano nell’elenco dei registered taxpayers in mano al Fisco indonesiano (all’incirca 38 milioni di contribuenti comprese le persone giuridiche, dati 2018). Lo stesso condono ha realizzato l’emersione di 52.700 contribuenti, un risultato decisamente inferiore alle attese.  
 
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