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Dal mondo

Ocse: per Israele nel 2016
crescita forte, ma non per tutti

Presentato l’ultimo Rapporto sullo stato dell’economia del Paese che fa il punto della situazione

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L'economia del Paese ha basi solide, tuttavia le istituzioni israeliane devono affrontare subito le scarse prestazioni nazionali in termini di produttività e gli alti tassi di disuguaglianza e povertà registrati. Ecco le ricette contenute nell’indagine Ocse per incrementare il benessere e ridurre i cronici divari tra classi sociali.
 
Pil in crescita: nel 2016 al 4%
Il pil in Israele continua a crescere, ormai per il tredicesimo anno consecutivo, tanto che nel corso del 2016 si attesterà intorno al +4%. Nonostante questo, la povertà è particolarmente elevata nel Paese, con livelli preoccupanti soprattutto all’interno della popolazione anziana, probabilmente a causa dell’importo esiguo delle pensioni minime.
L’Ocse lo scrive nero su bianco nell’ultimo rapporto sullo stato dell’economia del Paese: la società israeliana sta vivendo una fase storica dominata da forti disuguaglianze. L’elevato tasso di povertà non è l’unico aspetto che va tenuto sotto osservazione. Altri punti dolenti sono dati dai tassi di occupazione relativi agli ultra-ortodossi e agli arabo-israeliani ancora troppo bassi, specie rispetto al resto della popolazione. Inoltre, l’intelaiatura costituita dal sistema delle politiche pubbliche non si è dimostrata particolarmente adatta a favorire una crescita inclusiva. Basti guardare ai bassi livelli di spesa nel settore dell’istruzione e alle scarse politiche redistributive in atto per capire che qualcosa non sta funzionando a dovere.
 
Rafforzare la concorrenza e l'efficienza nell'economia
L’Oecd Economic Survey 2016, presentata a Gerusalemme dal Segretario Generale dell'Ocse Angel Gurría alla presenza del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, suggerisce alle istituzioni pubbliche di intervenire al più presto per incrementare i tassi di produttività e per cercare di rafforzare la concorrenza e l'efficienza nell'economia. Israele dovrebbe inoltre ridurre il suo deficit di bilancio, rimuovere le agevolazioni fiscali rivelatesi inefficienti e aumentare le imposte ambientali, in particolare istituendo una qualche forma di carbon tax.
 
Israele e gli altri, i risultati del confronto internazionale
Insieme all’Economic Survey, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha presentato nella capitale israeliana un ulteriore studio, Measuring and Assessing Well-Being in Israel (Misurare e valutare il benessere in Israele, ndr).
I dati pubblicati nei due rapporti mostrano che, rispetto alle medie Ocse, Israele ottiene scarsi risultati soprattutto in settori quali la povertà, gli alloggi e la qualità dell'aria.
Di positivo c’è che da più di un decennio nel Paese la crescita raggiunge tassi al di sopra della maggior parte degli altri paesi Ocse. Nell’ultimo periodo anche l'occupazione ha preso ad aumentare, mentre l'inflazione è rimasta bassa. Nel complesso, le finanze pubbliche versano in condizioni relativamente buone, anche grazie alle prudenti politiche monetarie, finanziarie e fiscali attuate da Knesset (il Parlamento nazionale) e Governo. Il recente aumento dei prezzi delle case invece sta diventando un problema serio anche per la classe media, che vede ridursi sempre di più le opportunità relative all’accesso alla proprietà immobiliare.
 
Lotta alle disuguaglianze per una crescita inclusiva
Per  invertire la rotta sul piano degli squilibri interni, l'Ocse raccomanda alla classe dirigente israeliana di agire su due fronti. Da un lato investendo sulle infrastrutture di trasporto pubblico per rendere più facile vivere in aree residenziali a basso prezzo, dall’altro favorendo la partecipazione al mercato del lavoro per coloro che vivono nelle aree meno sviluppate.
Per ridurre la povertà delle fasce anziane, il Paese dovrebbe sicuramente alzare il livello delle pensioni minime, stando attento a non creare forti disincentivi alla partecipazione al mercato del lavoro. Inoltre, sempre per combattere la disuguaglianza, migliorare la coesione sociale e aumentare la crescita nel lungo termine, andrebbero aumentati i finanziamenti all'istruzione e potenziate le politiche per l’inserimento nel mercato del lavoro dei gruppi sociali svantaggiati.
"I due rapporti forniscono insieme un'istantanea dello stato dell’economia e del benessere della società", ha commentato Angel Gurrìa. Sulla base del quadro tratteggiato dalle due pubblicazioni, il segretario dell’Ocse ha poi aggiunto: "Bisogna mettersi al lavoro se si vuole permettere a tutti nella società israeliana di  beneficiare di questa forte crescita".
 
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