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Dal mondo

Ocse, l’Europa approvi riforme
per salvare l'euro e la crescita

I rapporti su Ue e Uem offrono ricette per un'Unione più forte. Stimato il Pil dell’Eurozona: +2,2% nel 2018

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L'Europa sta crescendo, grazie alla politica monetaria della Bce, alle politiche fiscali espansive mantenute finora e al mutato contesto economico globale. A dirlo sono i due nuovi rapporti dell'Ocse sull'andamento dell’economia nei 28 Paesi dell’Unione europea e nei 19 dell'area euro, che esaminano i fattori alla base della forte ripresa nel continente e le sfide che l'Europa deve affrontare per assicurare una crescita a lungo termine più forte e inclusiva.
C’è da dire che la crescita media stimata da Parigi per l’area euro supera di poco il +2% per il biennio 2018-2019, con una forbice che varia da valori che in alcune economie superano a stento il +1% a valori sopra il +4% in pochi altri casi. Tra i Paesi che nel 2018 crescono di più c’è la Slovenia (+5%), tra i meno competitivi Francia (+1,9%), Belgio (+1,7%) e Italia (+1,4%). Per l’Ocse questa fase di moderata espansione economica dovrebbe essere utilizzata per sostenere l’approvazione di riforme di sistema che coinvolgano tutta l’area della moneta unica europea. A maggior ragione, per l’Organizzazione internazionale le politiche dell'Ue andrebbero riviste per puntare a una maggiore integrazione europea.
 
Portare sotto un unico tetto le agevolazioni fiscali dei vari Stati
Gli studi, presentati a Bruxelles dal segretario generale dell'Ocse Angel Gurría, evidenziano la necessità di una riforma del bilancio dell'Ue e di ulteriori sforzi per rafforzare il mercato unico. Per Parigi è fondamentale innanzitutto la creazione di una sorta di unione fiscale che parta dalla realizzazione di un regime coordinato a livello europeo di agevolazioni fiscali, al posto dei vari regimi di favore stabiliti attualmente per le singole economie a livello statale. Queste misure per Gurrìa rafforzerebbero la zona euro rendendola più resistente a eventuali shock economici. "Le condizioni sono quelle giuste per una nuova ondata di riforme che rilancino il progetto europeo e assicurino che i benefici siano condivisi da tutti" ha affermato il segretario generale, tenuto conto che finalmente “dopo anni di crisi, una slancio economico positivo si è diffuso in tutta Europa".
 
Secondo obiettivo, la riduzione dei fattori di squilibrio
Nella fase attuale di espansione economica, per l’Organizzazione di Parigi i governi nazionali dovrebbero puntare a ridurre il proprio rapporto debito/Pil. La semplificazione delle norme fiscali e una maggiore attenzione alla spesa pubblica dovrebbero contribuire a raggiungere questo obiettivo senza mettere a rischio la ripresa.
Da un punto di vista macroeconomico, i due report presentati dall’Ocse sostengono che le politiche economico finanziarie dovrebbero essere programmate per sostenere l'espansione economica riducendo al contempo gli squilibri in atto. Per i tecnici di Parigi inoltre la politica monetaria dovrebbe tenere conto dell’andamento dell'inflazione, anche se è un fatto ormai noto che la Bce punta a un ruolo più tecnico e a un’uscita graduale dalle sue recenti politiche interventiste.

Nella lista di riforme, le banche e le crisi future
Tra i punti cardine dell’agenda che l’Ocse suggerisce alle istituzioni europee rientrano le riforme relative alla costruenda unione bancaria, in particolare le ipotesi relative all'istituzione di un sistema comune europeo di assicurazione dei depositi e l'utilizzo del Meccanismo europeo di stabilità come sostegno per il Fondo unico di risoluzione previsto per le crisi bancarie. Entrambe queste misure aiuterebbero a prevenire la trasformazione di crisi bancarie in crisi del debito sovrano. Per l'organizzazione internazionale guidata da Gurrìa, infatti, il sistema bancario dell'eurozona è ancora a rischio. Una soluzione alla presenza di crediti deteriorati (i cd Non performing loans) nel sistema finanziario è pertanto fondamentale per sostenere il credito nei Paesi colpiti dalla crisi.

Mercato unico europeo, bilancio dell’Ue e incertezze dei mercati, fari accesi sul ritorno del protezionismo 
Migliorare il funzionamento del mercato unico aumenterebbe la crescita e il tenore di vita, è il leitmotiv dei rapporti Ocse dedicati all’Europa. Anche le riforme che modificano il bilancio dell'Unione europea possono migliorare la crescita e renderla più inclusiva. Secondo l’analisi contenuta nei volumi, c’è margine di manovra per aumentare i contributi degli Stati membri, anche rivalutando il modo in cui il bilancio comune è finanziato. Del resto un dato di fatto ormai assodato è che il meccanismo di finanziamento attuale non riflette la capacità di pagamento dei singoli Paesi membri.
Un’ombra finale sul futuro è proiettata dal permanere di una forte incertezza nell'Eurozona, che resta alta e potrebbe aumentare ulteriormente. Tra i principali fattori di insicurezza, il rapporto cita in primo luogo l'aumento del protezionismo nel commercio e negli investimenti e i rischi di abbandono della monta unica da parte di alcuni Paesi. In pratica, per Gurrìa e i suoi, garantire la stabilità dell'unione monetaria e rafforzare la resistenza della moneta comune si dimostrerà un fattore vitale per il futuro progresso economico di tutto il continente.
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