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Dal mondo

Ocse: su procedure amichevoli
sollecitata la Map Arbitration

Nella consultazione che si è chiusa di recente, ribadita l’importanza di disporre di strumenti certi e rapidi

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Il 19 gennaio 2015 sono stati pubblicati sul sito dell’Ocse i commenti ricevuti dal mondo del business al draft. In generale, è stata riconosciuta la rilevanza dell’azione ed è stato espresso unanime riconoscimento all’importanza di mettere a disposizione dei contribuenti strumenti in grado di contribuire alla certezza del diritto e alla risoluzione delle controversie.
Tra i numerosi comment pubblicati, di cui non è possibile dar conto, tra i più ricorrenti vi è sicuramente la richiesta di prevedere un meccanismo di Map arbitration che renda obbligatorio per gli Stati giungere a un accordo in tempi certi.
 
Ambito applicativo delle Map
Le procedure amichevoli attivabili sulla base della Convenzione arbitrale europea sono, come detto, connesse alle sole rettifiche di transfer price.
Le Map fondate sull’articolo 25 del modello di Convenzione, invece, secondo quanto indicato nel Manual on Effective Mutual Agreement Procedures, sono attivabili in presenza di:
  • aggiustamenti connessi a valutazioni in tema di transfer price
  • individuazione, sulla base di norme interne, della residenza fiscale del soggetto in due Paesi
  • applicazione di ritenute sulla base di norme pattizie
  • modifica del reddito imponibile di una branch in seguito ad aggiustamento apportato da uno Stato contraente
  • individuazione di una stabile organizzazione
  • in ogni caso in cui vi siano problemi ovvero incertezze nell’applicazione delle convenzioni.
Report Map 2013
L’importanza sempre maggiore che l’istituto delle procedure amichevoli sta assumendo è confermata dalle statistiche riportate nell’ultimo Report sulle Map pubblicato dall’Ocse lo scorso 25 novembre 2014 che ha evidenziato come le procedure Map in corso di istruttoria alle fine 2013 nei Paesi membri siano risultate 4.556, con un incremento di casi del 12,1% rispetto al 2012 e addirittura del 94,1% rispetto al 2006.
 
Beps e action 14
L’Ocse riconosce che le azioni previste dal progetto Beps per contrastare l’erosione della base imponibile devono essere completate con azioni in grado di dare certezza alle imprese.
L’action 14 “make dispute resolution more effective”, in questo senso, è vista come un’azione di completamento che si prefigge, da un lato, di minimizzare  l’incertezza derivante dall’introduzione della nuove regole del progetto Beps e, dall’altro, di analizzare e rimuovere gli ostacoli che impediscono alle procedure di essere efficaci nella risoluzione delle treaty-related disputes tra Stati.
 
Contenuto dell’action 14
Nel Discussion Draft dell’action 14 pubblicato il 18 dicembre 2014, l’Ocse premette che, nonostante siano stati effettuati diversi interventi diretti a migliorare il funzionamento dei meccanismi di risoluzione delle controversie internazionali, permangono alcune criticità. Il documento descrive, quindi, compiutamente una serie di ostacoli che dovrebbero essere rimossi per implementare l’efficacia delle procedure amichevoli e propone un approccio da sviluppare su tre livelli (three-pronged approch).
 
Ostacoli individuati nell’action 14
Tra gli ostacoli che al momento impediscono un efficace utilizzo delle procedure amichevoli, il draft sottolinea la mancanza di un consenso generalizzato degli Stati membri per l’adozione di una “mandatory binding MAP arbitration” di una clausola, cioè, che imponga agli Stati l’obbligo preventivo di rimuovere la doppia imposizione.  In particolare il  draft evidenzia che il paragrafo 5 dell’art. 25 del modello di Convenzione non ha avuto la diffusione sperata nei trattati sottoscritti.
Tra gli altri ostacoli individuati e analizzati nel documento si riportano a titolo, di esempio, la mancanza di indipendenza delle competent authorities, la mancanza di risorse e di indicatori di performance in seno all’autorità competente, la carenza di programmi Apa, la complessità e la carenza di trasparenza delle procedure, le problematiche connesse con la riscossione delle imposte una volta attivata la procedura e con i time limits di accesso,  la mancanza d cooperazione tra competent authorities, nonché la mancanza di linee guida nella risoluzione dei casi.
 
Approccio dell’action 14
Per rimuovere tali ostacoli, l’Ocse propone un approccio da attuarsi su tre livelli (three-pronged approach):
  • ogni Stato dovrebbe impegnarsi politicamente (political commitment) ad eliminare le forme di imposizione in contrasto con la Convenzione Ocse
  • dovrebbero essere introdotte misure specifiche per migliorare sia le modalità di accesso che di funzionamento delle procedure amichevoli
  • dovrebbero essere introdotte misure in grado di verificare e monitorare costantemente l’implementazione del political commitment espresso da ciascun Stato.
Principi guida dell’action 14
Il draft Ocse rimarca, infine, i quattro principi guida che dovrebbe orientare l’impegno politico richiesto agli Stati membri:
  • assicurare l’implementazione in buon fede (implemented in good faith) delle procedure amichevoli
  • assicurare che i procedimenti amministrativi promuovano la prevenzione e la risoluzione delle dispute connesse ai trattati (treaty-related disputes)
  • assicurare che i contribuenti possano accedere alle procedure amichevoli
  • assicurare che si giunga alla risoluzione delle controversie quando vengono attivate le procedure amichevoli.
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