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Dal mondo

Ocse, rallenta la crescita dei redditi.
Frenano soprattutto Usa e Germania

Nel secondo trimestre 2018 migliora il Pil pro capite degli Stati aderenti (+0,6%). Più lento quello dell’Ue (+0,4%)

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Nell'area Ocse la crescita del reddito pro capite ha toccato soglia +0,3% nel secondo trimestre del 2018, mostrando un lieve rallentamento rispetto al +0,7% registrato nel primo trimestre dell’anno. L’andamento del Pil pro capite medio degli Stati aderenti invece è passato dal +0,4% al +0,6% nel secondo trimestre, rivelando una tendenza diametralmente opposta.  
Nell’Unione europea, nello stesso arco temporale, l’incremento del Pil pro capite è passato dal +0,3% al  +0,4%, mentre il trend del reddito pro capite ha raggiunto quota +0,5% (nel precedente trimestre cresceva invece dello 0,2%). All’interno degli Stati membri dell’Ue, però, ci sono differenze che rispecchiano le particolari condizioni economiche nazionali. In Italia, in particolare, da un trimestre all’altro la crescita del reddito pro capite è stata molto accentuata. L’ultimo dato registrato è, infatti, del +1,6%, mentre nel trimestre precedente si toccava un dato inferiore allo zero (-0,4%).
 
Unione ed eurozona vanno di pari passo
Nell'Unione europea e nell'area dell'euro il reddito pro capite del trimestre è aumentato dello 0,5%, una crescita di poco superiore a quella del Pil pro capite (+0,4%). In Italia, invece, la crescita dei redditi ha segnato un vero e proprio balzo in avanti. Difatti, l’asticella della crescita dei redditi si è impennata dal -0,4% del primo trimestre del 2018 al +1,6% del secondo trimestre. La crescita dei redditi pro capite ha così superato in modo significativo la crescita del Pil pro capite che ha subito un rallentamento relativo (+0,2% nel secondo trimestre, +0,3% in quello precedente). Anche la Francia sembra aver superato un momento difficile. Oltralpe, infatti, la crescita del reddito pro capite è aumentata fortemente (in termini relativi), passando da una evidente contrazione (-0,5% nel primo trimestre) a un dato positivo (+0,5% nel secondo trimestre del 2018). Da segnalare, infine, la performance negativa fornita dalla Germania. Qui la crescita dei redditi pro capite ha patito una brusca frenata, raggiungendo il valore del +0,1% nel secondo trimestre del 2018 (mentre viaggiava a un +1,2% nel trimestre precedente). La crescita del Pil pro capite tedesco è contemporaneamente accelerata (di un timido +0,1%) nell’ultimo periodo considerato, raggiungendo quota +0,4%.
 
Il benessere delle famiglie nel resto del mondo
Dall’altro lato della Manica le cose appaiono relativamente stazionarie. Nel Regno Unito, infatti, la crescita dei redditi pro capite è rallentata di poco (da +0,4% a +0,3%). Allo stesso tempo il Pil pro capite britannico è cresciuto di un +0,2% nel secondo trimestre del 2018. Un dato comunque positivo se paragonato al -0,1% del primo trimestre dell’anno in corso.
Andando oltreoceano, Usa e Canada registrano dinamiche non del tutto sovrapponibili. In entrambe le economie si è consolidata la crescita del Pil pro capite. Negli Stati Uniti, però, l’andamento del Pil del secondo trimestre, arrivato al +0,9% dal +0,4% del trimestre precedente, ha sorpassato in modo significativo la crescita pro capite del reddito (che all’incontrario è sceso dal +0.9% al +0,4%). In Canada, invece, anche se in forma ridotta, si è rafforzata anche la crescita del reddito pro capite (+0,2% nel secondo trimestre, +0,1% in quello precedente), mentre la corsa del Pil si è rafforzata portandosi al +0,4% (dal +0,1% del primo trimestre del 2018).
 
L’Ocse fotografa il rapporto tra Pil e redditi negli ultimi 27 mesi
Il rapporto su crescita e benessere pubblicato all’inizio del mese di novembre si sofferma anche sulla relazione tra i due trend di crescita nell’ultimo periodo. A questo proposito, l’analisi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico delinea un quadro abbastanza netto. Negli ultimi nove trimestri, infatti, negli Stati aderenti all'Ocse la crescita del Pil pro capite ha superato la crescita dei redditi pro capite di 0,7 pp (punti percentuali). Guardando alle sette maggiori economie globali (quelle che formano il G7), il divario è stato maggiore nel Regno Unito (1,7 pp), seguito da Francia (1,2 pp), Italia (0,5 pp) , Germania (0,3 pp) e Stati Uniti (0,2 pp). In controtendenza il Canada, dove la crescita del reddito pro capite ha superato di gran lunga il trend del Pil pro capite (2,8 pp). La crescita cumulativa dei redditi canadesi in questi 9 trimestri, infatti, ha raggiunto quota +5,3%, mentre la crescita del Pil si è fermata a +2,5%.
 
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