Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Dal mondo

Ocse: su scambio dati e trasparenza
approccio multilaterale e globale – 1

Sempre più ampio e articolato il panorama di strumenti disponibili per le Amministrazioni fiscali degli Stati membri

Thumbnail
L’autostrada e i database del fisco internazionale, e nella disponibilità delle Amministrazioni nazionali, prendono forma, mentre si fa sempre più stretto lo spazio riservato agli evasori. Dunque, i mezzi e i dispositivi chiave normativi ci sono. Se c'è un lato positivo della crisi finanziaria del 2008, è che ha finito per funzionare da catalizzatore primario e da stimolo centrale a sostegno d’un avanzamento senza precedenti nell’elaborazione e nella costruzione di solide norme fiscali “internazionali” destinate a riequilibrare un’economia globale, come quella del 21° secolo, sempre più interconnessa ma altrettanto disarticolata, vaga e oscura in materia di capitali e finanza. In pratica, l'agenda attuale che detta i tempi alla fiscalità internazionale, ma anche e soprattutto nazionale, si basa su due elementi costitutivi: affrontare i molteplici fenomeni connessi all’evasione fiscale mediante il ricorso al “Piano BEPS”, o Base Erosion and Profit Shifting, strumento ad hoc studiato ed elaborato in ambito Ocse/G20 per frenare il ricorso alla pianificazione fiscale aggressiva (ATP) delle grandi imprese multinazionali in genere, nonché delle imprese digitali della new-economy, e per correggere gli eccessi derivanti dalla concorrenza fiscale sleale e dannosa tra Stati (HTC); promuovere la trasparenza e lo scambio di informazioni tra le diverse giurisdizioni ai fini fiscali, in particolare per rafforzare la lotta contro l’evasione e l’elusione posta in essere dalle persone fisiche tramite l’uso spesso improprio di entità dotate di personalità giuridica.
 
Il peso crescente dell’Ocse e del Global Forum. Non solo Europa nel farsi delle norme nazionali - Oggi ci troviamo in un momento cruciale. La costruzione di soluzioni fiscali universalmente accettabili sarebbe infatti inutile senza una loro attuazione su di un piano globale, non ristretto. E’ nel 2009 che un tale principio s’è concretizzato, quando al culmine della crisi il G20 ha dichiarato che il segreto bancario era finito, impegnandosi ad agire contro le giurisdizioni non-cooperative, inclusi i paradisi fiscali. Per la prima volta, i Paesi di tutto il mondo hanno deciso di combattere l'evasione fiscale transfrontaliera insieme, adottando e facendo proprio dei rispettivi ordinamenti giusnormativi lo standard internazionale per lo scambio di informazioni fiscali su richiesta (EOIR) sviluppato dall'OCSE e, al contempo, aderendo al Global Forum, in versione rivista e rinnovata, sulla trasparenza e lo scambio di informazioni a fini fiscali. Un vero e proprio network multilivello e internazionale Global Forum, che ora ha più di 130 membri, tutti partecipanti su un piano di parità. Un’assise globale che ha permesso una rapida implementazione dello standard attraverso l’attivazione d’un processo completo di peer review, cioè di monitoraggio e di valutazione periodici.
 
Gli strumenti anti-evasione sotto l’ombrello Ocse - La trasparenza fiscale globale è stata ulteriormente rafforzata nel 2014, quando è stato sviluppato il Common Reporting Standard (CRS) per implementare lo scambio automatico di informazioni (AEOI). In pratica, si tratta d’uno scambio automatico su base multilaterale di informazioni, elaborato anch’esso in sede Ocse/G20 sul modello FATCA, che sarà pienamente operativo a partire dal settembre 2017/2018 e che più di 100 giurisdizioni, Stati, si sono impegnati a realizzare. Riassumendo, il primo di questi scambi sarà avviato e si  concretizzerà a pieno entro il 2017. È bene tenere a mente che anche la Svizzera è annoverata tra i Paesi che hanno aderito. Un ulteriore passaggio storico, almeno sotto il profilo fiscale, per quello culturale c’è bisogno d’attendere ancora alcuni anni.
 
L’ambito d’applicazione e la finalità del CRS - Questo standard globale condiviso punta a ridurre  al minimo gli oneri di conformità sia a carico dei governi e sia delle istituzioni finanziarie coinvolte. Allo stesso tempo, l’obiettivo o il risultato atteso è quello di determinare un aumento del tasso di adempimento volontario, come dimostrato, ad oggi, dagli oltre 48 miliardi di $ già raccolti attraverso i molteplici programmi e le diverse iniziative rientranti nello schema della voluntary disclosure adottati da un gran numero di Paesi e volti a incoraggiare i contribuenti a segnalare redditi e ricchezze nascosti in precedenza alle competenti autorità e, naturalmente, versare un’imposta o, in alcuni casi, una sanzione per regolarizzare la rispettiva posizione. Per implementare lo standard comune sullo scambio automatico d'informazioni, l'OCSE sta lavorando con i paesi del G20 e il Forum Globale per fornire tutte le giurisdizioni partecipanti, senza distinzioni, con gli strumenti e le indicazioni pratiche necessarie per l'attuazione coerente a livello globale del programma.
 
L’autostrada informatica su cui viaggeranno miliardi di dati e di informazioni al giorno - In un incontro apposito, l'OCSE ha di recente concordato un sistema di trasmissione comune (CTS) creando il primo sistema di scambio bilaterale globale per rendere operativi gli scambi automatici. Una vera e propria piattaforma di scambio internazionale fortemente innovativa. La pietra angolare della CTS è la sicurezza dei dati, con i principali standard industriali di crittografia applicati a ogni trasmissione. I membri dell’Ocse hanno finanziato il suo sviluppo. Ad ogni modo, anche i Paesi meno sviluppati, non industrializzati, saranno posti nelle condizioni di accedere alla piattaforma e dio renderla comunque operativa.
 
URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/dal-mondo/articolo/ocse-scambio-dati-e-trasparenza-approccio-multilaterale-e-globale-1