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Dal mondo

Ocse: servizi per i contribuenti
sempre più “App and Digital” (1)

Singapore, Australia, Perù, Cile, Korea, guidano la rincorsa del fisco all’utilizzo del servizio online perfetto

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Dopo esser state inizialmente lente nello sfruttare le opportunità offerte dalla crescita digitale nell’utilizzo di dispositivi e di flussi di dati, le amministrazioni fiscali, in particolare dei Paesi più ricchi, stanno mostrando una spiccata propensione nell’aumentare la loro capacità web e nell’accrescere l’uso e l’elaborazione di app sempre più innovative.

La corsa del digital tax service (DTS)
Come risultato, la maggior parte delle amministrazioni ora riferisce di offrire un'ampia gamma di servizi digitali, tra cui la possibilità di registrarsi, di inviare file e documenti ad hoc e, naturalmente, di effettuare pagamenti istantanei. Ma on-line sono ora operativi anche strumenti che includono appositi calcolatori di imposte e tasse dovute e canali di e-mail dedicate a specifici argomenti e temi. Un dato che coglie maggiormente la digitalizzazione progressiva delle Amministrazioni finanziarie è dato dal fatto che più della metà oggi offrono una cassetta postale fiscale digitale ad ogni singolo contribuente che sceglie di registrarsi.

Australia e Singapore on top
Al vertice di questa spinta modernizzatrice non si trovano né gli Usa e nemmeno il Regno Unito. Si deve guardare all’area del Pacifico per catturare i segnali d’una vera e propria rivoluzione del fisco sempre più digital. In particolare, l'Ufficio delle Imposte australiane (ATO) e l'Autorità delle Entrate di Singapore entrambi utilizzano oramai da tempo assistenti dedicati in formato virtuale o digitale per aiutare a rispondere alle richieste dei contribuenti. L'assistente ATO "Alex", per esempio, capisce il comune linguaggio di conversazione del contribuente medio e può persino chiarire e rispondere a domande che eccedono il livello base di complessità. A Singapore poi, da mesi si sta lavorando alla sperimentazione d’un vero e proprio robot fiscale, capace di fornire risposte multiple 24 ore su 24. Comunque, è ancora una fase sperimentale.

Il fisco al tempo delle App
Dal lancio delle prime applicazioni mobile da parte di un piccolo numero di amministrazioni fiscali nel 2011, le applicazioni fiscali digitali sono diventate una parte sempre più comune nel menù di offerte di servizi d’un numero crescente di amministrazioni fiscali. Nella maggior parte dei casi le applicazioni dell’esordio hanno semplicemente avviato servizi progettati per ambienti web e disponibili tramite dispositivi mobili. Ora però, le amministrazioni stanno sviluppando servizi sempre più specifici per operare su dispositivi mobili. Questi strumenti stanno permettendo ai contribuenti di depositare, pagare e chiedere "on-the-go". Questi approcci sono entrambi facili da utilizzare e integrare con altri sistemi che i contribuenti usano nella loro vita quotidiana. Il risultato è un duplice risparmio: da parte dei contribuenti e, al contempo, sul versante puramente procedurale e amministrativo. Ciò che si definisce, efficienza aziendale dispositiva.

L’esempio australiano
In Australia, l'ATO ha continuato a migliorare la funzionalità della sua App per dispositivi mobili lanciata nel luglio 2013 per sostenere gli individui e le piccole imprese. L'applicazione offre una serie di strumenti e funzionalità, incluse le date chiave da non dimenticare, consentendo ai clienti di aggiungere un promemoria fitto e dedicato al loro calendario. La App permette anche di segnalare eventuali dubbi e di calcolare la ritenuta fiscale. Gli individui e gli operatori individuali possono utilizzare la stessa voce sia per l’accesso ai servizi basati su telefono sia per quelli online, e sempre protetti sul proprio dispositivo mobile. Nel 2015, è stato aggiunto all’applicazione il nuovo strumento, myDeductions, consentendo agli utenti di registrare le detrazioni fiscali e i rimborsi fiscali cui anno diritto o che hanno già ricevuto. Infine, utilizzando la fotocamera sul proprio dispositivo, le persone possono catturare eventuali ricevute e utilizzare i servizi di localizzazione per registrare viaggi di lavoro legati alla loro occupazione per le deduzioni dei veicoli ed eliminando la necessità di registrare documenti cartacei.

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