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Dal mondo

Ocse: Ue ed Uem in chiaroscuro
nell’ultimo studio del settore

Pubblicate le due Economic Survey dedicate a Unione europea e Unione economico-monetaria

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È un’Europa in chiaroscuro quella che emerge dalle Economic Surveys dedicate dall’Ocse all’Unione europea e all’Eurozona: anche se la crescita è migliorata, la disoccupazione in molti Stati è alta, il livello degli investimenti è basso e il credito a sostegno di imprese e contribuenti è ancora debole. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico chiama tutti gli Stati europei a compiere un’azione congiunta per riportare l’economia del Vecchio Continente ai livelli pre-crisi.
 
Sfide per il futuro
“Costa sta facendo l’Europa?” Con queste parole esordisce il Segretario generale dell’Ocse, Angel Gurrìa, durante il discorso di presentazione del Rapporto.
“Se lo paragoniamo alla situazione descritta dalla precedente Economic Survey (aprile 2014), l’attuale quadro europeo è sicuramente migliorato” prosegue il numero uno dell’Ocse. Secondo le stime del report, infatti, il Pil (Prodotto interno lordo) dell’Unione europea crescerà dell’1,8% quest’anno e dell’1.9% nel 2017. Nell’Eurozona, invece, aumenterà dell’1,6% nel 2016 e l’anno prossimo dell’1,7%.
L’Europa ha comunque davanti a sé, evidenzia l’Ocse, numerose sfide, tra cui in primis una migliore gestione delle finanze pubbliche, il rilancio degli investimenti, l’accesso al credito, il rafforzamento del Mercato unico e del contrasto all’evasione fiscale.
Per quanto riguarda le finanze pubbliche, l’Organizzazione con sede a Parigi auspica un cambio di passo. In particolare, gli Stati con un ampio spazio fiscale dovrebbero usare la spesa pubblica per incrementare la crescita, investendo in progetti chiave per il rilancio dell’economia, al contrario di quello che invece è stato fatto fino ad adesso. Negli ultimi anni, infatti, i Paesi europei hanno tentato di fronteggiare i colpi inferti dalla crisi economica con profondi tagli della spesa pubblica. 
Gli investimenti privati, sottolinea lo studio, rimangono a un livello molto più basso di quello pre-crisi, soprattutto nei Paesi più colpiti dalla recessione come Italia, Portogallo, Grecia e Spagna. Per rilanciare gli investimenti, l’Europa dovrebbe ridurre le barriere interne al Mercato Unico e armonizzare le norme nazionali in materia.  Il rafforzamento del mercato, evidenzia il report Ocse, riuscirebbe anche a migliorare la mobilità di lavoratori e pensionati tra i vari Paesi Ue, con ricadute positive in termini di occupazione e produttività economica.
 
Occhio al Fisco
Le azioni adottate dall’Unione europea in ambito fiscale incassano il plauso dell’Ocse. L’Organizzazione con sede a Parigi, in particolare, esprime un giudizio positivo su due recenti iniziative: il Piano di azione sulla tassazione societaria e il Pacchetto contro l’elusione fiscale, presentato dalla Commissione nel gennaio di quest’anno. Il primo include un ventaglio di misure a sostegno dell’attività imprenditoriale. Il secondo, invece, chiede agli Stati Ue di intervenire in modo più incisivo contro le multinazionali che aggirano le norme per pagare meno tasse e di rendere operativo quanto stabilito proprio dall’Ocse per contrastare l’erosione  della base imponibile e il trasferimento degli utili (Beps). L’Unione europea, inoltre, ha pubblicamente annunciato l’intenzione di creare una black list di giurisdizioni non cooperative.
Sempre in ambito fiscale, l’Ocse raccomanda all’Europa di aumentare le imposte, come la carbon tax, sull’emissione di sostanze inquinanti. In questo modo, i Governi potrebbero sia incrementare le entrate tributarie, sia ridurre altre tasse (come ad esempio, quelle sul lavoro), che hanno un effetto distorsivo sull’equità fiscale.
 
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