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Dal mondo

Olaf, un altro anno all’insegna
della lotta alle frodi in Europa

Presentato il bilancio di 12 mesi di attività svolte dall’Ufficio antifrode della Commissione europea

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L'ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) fa il punto sul proprio operato e sullo stato dell’arte della lotta alle frodi nell’Unione europea. Il rapporto sulle attività del 2018 dell’Olaf analizza il tanto lavoro istruttorio svolto e un importante passaggio di consegne alla guida dell’organizzazione. Ma un aspetto ancora più importante è relativo ai casi complessi e transnazionali su cui si è concentrata l’anno passato l’attività d'indagine dei funzionari europei. Casi che, è appena il caso di dirlo, sarebbero stati difficili da affrontare con il solo intervento delle autorità nazionali. In particolare, nel settore dei fondi strutturali, grazie al proprio lavoro d’indagine, l'Olaf ha impedito più volte alla criminalità organizzata di realizzare ulteriori frodi ai danni del bilancio dell'Unione europea. Il direttore Ville Itälä, subentrato a metà del 2018 a Nicholas Ilett, si è detto molto soddisfatto del lavoro svolto dall’organizzazione e ha ringraziato il precedente direttore, senza il quale non si sarebbero raggiunti gli stessi ottimi risultati. I numeri del resto parlano chiaro. Nel 2018 l’Olaf ha concluso 167 indagini e formulato 256 raccomandazioni alle autorità competenti dell'Unione e degli Stati membri. Inoltre, sempre nel corso dello scorso anno, l’ufficio europeo antifrode ha acceso i fari su 371 milioni di euro da recuperare al bilancio dell'Ue. Infine, nel 2018 l’Olaf ha avviato 219 nuove indagini, a seguito di 1.259 analisi preliminari effettuate dai propri esperti.

A difesa degli interessi finanziari dell’Unione europea (e oltre)
Commentando i risultati dell’Olaf, il neo direttore Itälä ha sostenuto che essi “dimostrano quanto il nostro lavoro si stia rivelando determinante, a tutela non solo degli interessi finanziari dell'Ue, ma anche della salute e del benessere dei cittadini europei”. Del resto nel mandato dell’ufficio antifrode europeo rientrano innanzitutto gli sforzi per individuare e interrompere l'uso fraudolento dei fondi dell'Ue. Nel corso del loro lavoro quotidiano i funzionari dell’Olaf svolgono indagini sulle frodi e la corruzione in autonomia, con lo scopo di garantire che tutto il denaro dei contribuenti europei serva a finanziare progetti volti a creare posti di lavoro e a generare crescita in Europa e non venga distratto illecitamente. In base ai suoi poteri, inoltre, l'Olaf può esaminare tutte le questioni relative a frodi, corruzione e altri reati lesivi degli interessi finanziari dell'Ue per quanto riguarda l’intero capitolo “spese dell'Unione” (fondi strutturali, finanziamenti per la politica agricola e per lo sviluppo rurale, etc.) e, parzialmente, per quanto attiene al capitolo entrate (in particolare nell’ambito dei dazi doganali).

Le tendenze del 2018, dalle imprese fantasma alle operazioni fittizie
Grazie alla dimensione transnazionale della sua attività, l'Olaf riesce ad avere una visione d'insieme che gli permette di seguire l'evoluzione delle frodi nel continente. Ciò gli ha permesso di presentare un'analisi di alcune delle tendenze più rilevanti emerse dalle indagini svolte nel 2018, ovvero: creazione di imprese fittizie e dissimulazione di false transazioni commerciali allo scopo di ottenere finanziamenti dell'Ue; frodi nella promozione di prodotti agricoli, spesso accompagnate da riciclaggio di denaro sporco attraverso i Paesi terzi; evasione di dazi doganali, orchestrata attraverso strategie criminali transnazionali. La relazione di quest'anno si incentra in particolare su alcuni dei  modi con cui cui l'Olaf è riuscito a sventare i piani escogitati dalla criminalità organizzata nel tentativo di appropriarsi del denaro dell’Unione europea.

La lotta alle frodi, un panorama in continua evoluzione
Nel corso del 2018 la Commissione europea ha adottato una proposta di modifica della base giuridica dell'Olaf proponendo di rafforzare l'ammissibilità delle prove raccolte dall’ufficio antifrode nei procedimenti dinanzi agli organi giurisdizionali nazionali e di concedere l’accesso ai funzionari dell’ufficio antifrode ai conti bancari dei cittadini europei. Le modifiche puntano a dare all'Olaf anche la possibilità di agire efficacemente insieme alla nuova procura europea (Eppo), integrandone l'operato a vantaggio di tutti gli Stati. L’anno passato, inoltre, l’ufficio antifrode ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della nuova strategia della Commissione europea contro le frodi. Tra le competenze dell’Olaf, infatti, rientra proprio la partecipazione attiva alla definizione delle politiche antifrode dell'Unione europea. Azione sul campo e ideazione di nuove pratiche e nuove tattiche per stare al passo con i creatori di frodi che si fanno sempre più raffinate. L’antifrode del futuro passa attraverso queste due prospettive.

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