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Dal mondo

Olaf: con gli Emirati Arabi intesa
antifrode sul contrabbando tabacchi

L’accordo rientra nella cornice di collaborazione tra il Consiglio di cooperazione del Golfo e l'Unione europea

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L'Ufficio antifrode della Commissione europea (Olaf) e le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno espresso la volontà di lavorare insieme per contrastare il contrabbando di sigarette. Proprio per questo, funzionari dell’Olaf e della polizia e della dogana di Dubai si sono incontrati nel mese di luglio per discutere come unire le forze per combattere il commercio illegale di sigarette e di prodotti del tabacco e di altri prodotti contraffatti. L’incontro rientra nella cornice dell'accordo di collaborazione tra il Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC) e l'Unione europea.
 
Con più di 8mila aziende multinazionali stabilite nel Paese, gli Emirati Arabi Uniti rappresentano la più grande zona di libero scambio di Medio Oriente e Nord Africa e un importante hub per il commercio da e verso l'Unione europea. L’incontro di luglio è stato il primo passo per la realizzazione di una cooperazione più strutturata tra l'Olaf e un paese del Golfo.
 
In occasione del meeting, il direttore generale dell'Olaf, Giovanni Kessler, ha ribadito la necessità di poter disporre “di forti partner internazionali per fare la differenza e arginare il commercio illegale che danneggia le entrate erariali a livello mondiale”. Per questo, ha continuato Kessler, l’Olaf accoglie “con favore l'impegno delle autorità degli Emirati di unire le forze.”
 
Sulla base dell'impegno espresso oggi, l'Olaf, la dogana e la polizia di Dubai valuteranno l’opportunità di cooperare su casi specifici di indagine, mentre in generale potranno sviluppare ex novo indagini congiunte in futuro. Il coordinamento tra le tre autorità si propone di ridurre al minimo il rischio che le zone di libero scambio degli Emirati Arabi vengano sfruttate per realizzare frodi - o altre pratiche illecite - lesive degli interessi finanziari dell'Unione Europea.
 
Il contrabbando di sigarette costa ai governi dell’Unione europea 11,3 miliardi di mancate entrate erariali. Inoltre, secondo il report realizzato a giugno da Kpmg, commissionato dalle quattro principali aziende di prodotti del tabacco, nel 2015 in Europa sono stati consumati 53 miliardi di sigarette “illegali”. A livello europeo, inoltre, nello stesso anno l’Italia è risultata tra i primi cinque paesi per volumi di sigarette contraffatte e contrabbandate. Se questo volume di sigarette fosse stato acquistato legalmente all’interno del Paese, sarebbero stati raccolti ulteriori introiti fiscali per circa 822 milioni di euro.
 
La lotta al contrabbando di sigarette è una delle mission istituzionali dell’Ufficio antifrode della Commissione europea. Nell’ambito delle attività realizzate dall’Olaf in questo settore, durante l’ultimo anno sono state sequestrate 619 milioni di sigarette, più del doppio rispetto ai 300 milioni del 2014. L’importanza dell’accordo di partnership è ancora più evidente se si tiene conto del fatto che gli esperti del settore ritengono che più di un miliardo di sigarette contrabbandate provengano dalla zona di libero scambio Jabel Ali, facente parte del territorio degli Emirati Arabi Uniti.
 
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