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Dal mondo

Olimpiadi: sulla tassazione
dei premi vince la differenza

A meno di 100 giorni dall'inizio dei giochi riemerge il dibattito sulle modalità di tassazione dei premi olimpici

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La trentesima edizione dei giochi olimpici si svolgerà a Londra dal 27 luglio al 12 agosto. I vantaggi fiscali, connessi al conseguimento dei premi olimpici, sono differenti da nazione a nazione. La Gran Bretagna, ad esempio,  Paese organizzatore della nuova edizione 2012, ha annunciato, di recente, che non vi sarà alcuna ricompensa. Alla vittoria seguirà soltanto la gloria e una somma pari a 12mila euro circa come cessione del diritto d'immagine alla Royal Mail che stamperà, in meno di 24 ore da ogni medaglia d'oro vinta, un francobollo celebrativo.
  Premi e vantaggi fiscali: breve analisi comparata A erogare i premi agli atleti vincitori, in linea generale, sono i comitati olimpici dei singoli Paesi partecipanti. I premi equivalgono a un trattamento accessorio e ulteriore rispetto all'ordinario compenso degli atleti. Prendendo spunto dalla penultima edizione, quella di Pechino 2008, è possibile tracciare un identikit del trattamento tributario riservato ai singoli atleti da alcuni degli Stati partecipanti.   Gli esempi in Europa L'Ungheria, nella scorsa edizione, ha messo in palio un premio di 60mila euro esente da imposte per la medaglia d'oro. In Polonia il primo classificato si è assicurato un premio di 55mila euro e un'automobile di media cilindrata, valutabile in almeno 15mila euro, mentre al secondo e al terzo classificati sono stati riconosciuti premi per 41.700 e 27.800 euro. In Croazia i premi sono stati di 30mila euro per l'oro e 23mila euro per ogni componente delle singole squadre. La Slovacchia ha invece riconosciuto 30mila euro alla medaglia d'oro, 18mila all'argento e 12mila al bronzo, con una tassazione al 19% anche se i riconoscimenti sono stati attribuiti sino all'ottavo posto classificato. In Serbia, la tassazione sui premi è stata nell'ordine del 15% e per le gare a squadre i premi sono stati di 400mila (cumulativi) per il primo posto, 350mila per il secondo e 300mila per il terzo classificato.    I Paesi extraeuropei: la Cina I premi milionari riconosciuti agli atleti, nella scorsa edizione, erano con esenzione da imposte. Chi si posizionava sul gradino più alto del podio poteva portarsi a casa fino a un milione di yuan. In aggiunta, poi, ai vincitori era attribuito un riconoscimento aggiuntivo, la realizzazione di un francobollo celebrativo con la propria immagine   L'Australia e il francobollo celebrativo Il Paese dei canguri è il paradiso fiscale dei medagliati, la terra del <<tax free>>. Nessuna tassa da pagare, nessuna percentuale al Fisco ma l'oro ha fatto "vincere" solo 11.765 euro mentre per l'argento e il bronzo non vi è stato alcun riconoscimento in danaro. Nella passata edizione, agli atleti, il conseguimento della medaglia ha fruttato, come "premio addizionale", la realizzazione di un francobollo (del valore di 0,50 dollari) che ritraeva, anche in questo caso, l'immagine dello sportivo.   In Bielorussia anche una provvista di salsicce Singolare iniziativa, infine, è stata inaugurata nella Repubblica della Bielorussa. Un produttore di carne ha ricompensato i vincitori della medaglia d'oro con una provvista di salsicce. Per le atlete della squadra di basket, tale "premio" è stato concesso indipendentemente dalla lega della medaglia ottenuta. E se i "wurstel" non fossero stati sufficienti, agli atleti posizionati ai vertici dell'Olimpo altri sponsor hanno riconosciuto un premio di 100mila dollari per la medaglia d'oro, 50mila per quella d'argento e 30mila per quella di bronzo.   Il caso dell'Estonia: niente al Fisco L'Estonia, ha rappresentato un caso particolare. L'oro ha "pesato" per 102mila euro, (51.000 al tecnico), l'argento per 70mila e il bronzo per 22mila euro. In entrambi i casi si è trattato di compensi netti per i quali non vi era alcun obbligo di versare nulla al fisco. 
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