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Dal mondo

Paesi Bassi: sull’elusione fiscale
l’obiettivo è tutto interno

Tracciabilità e interventi in tandem dell’Intelligence tributaria e delle Procure nella zona calda delle Antille

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Direttiva ATV. In termini strettamente amministrativi, e documentaristici, è questa la sigla di riconoscimento che contiene le ultime modifiche introdotte dal ministero olandese delle Finanze in una vasta area d’intervento che corre dai redditi alle accise passando attraverso numerose sotto-aree come, per esempio, scommesse, transfer pricing e, più in generale, l’intero menù relativo al regime di tassazione a oggi applicato. In pratica, si tratta di misure che, una volta operative, inseguiranno l’obiettivo di ridurre in volume, e in numero, il flusso delle frodi fiscali derivanti dall’abuso di norme e istituti perfettamente leciti. In altre parole, si tratta d’una mini-rivoluzione operata in ambito fiscale e diretta, soprattutto, a ricondurre sotto il pieno controllo delle autorità olandesi fenomeni oramai allarmanti riconducibili all’elusione fiscale che, invariabilmente, trovano nelle Antille olandesi, e in altre giurisdizioni collegate dei caraibi, il loro epicentro geografico ad alta concentrazione. Un vero e proprio libero-emporio elusivo o, come definito dagli esperti del Fondo Monetario Internazionale, una fabbrica incontinente e multilaterale di frodi fiscali pressoché seriali.   Le Antille Olandesi, da paradisi fiscali a inferni contabili – In realtà. dall’ottobre del 2010, il puzzle caraibico riconducibile alla sigla delle Antille Olandesi appare ancor più polverizzato. Curacao e Saint Marten, infatti, beneficiano oramai d’una ampia autonomia quasi sovrapponibile a una indipendenza sostanziale. Al contrario delle aspettative, la transizione verso il raggiungimento d’un completo distacco dall’Olanda non ha affatto prodotto i benefici stimati, né tanto meno quelli ipotizzati. A conti fatti, la dissociazione del sistema olandese nei caraibi ha infatti condotto all’erosione interna della contabilità pubblica delle giurisdizioni resesi largamente autonome, indipendenti. Un declino talmente rapido che lo stesso Fondo monetario internazionale è dovuto intervenire più volte sulle autorità locali chiedendo un deciso cambio di passo, sia in materia fiscale sia sull’agenda-lavoro. Insomma, territori offshore, entrambi contraddistinti da aree tax free ampliamente abbandonate a transazioni intra-imprese e alla stabilizzazione di multinazionali, o di semplici fondi, per lo più privi di rendicontazioni sufficientemente corrispondenti agli standard internazionali, ebbene simili aree geografiche com’è possibile che esibiscano una crescita del pil modesta, intorno allo zero, e un debito pubblico eccessivo, quasi incontrollato, che oramai viaggia oltre i 100milioni di dollari? Difficile trovare una risposta che spieghi un trend sociale talmente in frenata da far suonare l’allerta anche in materia di lavoro, e questo nonostante la clausola del 20-80, in pratica una norma che impone ad ogni entità straniera di regalare l’80per cento dei posti di lavoro creati a cittadini residenti nelle due giurisdizioni. Piuttosto, l’FMI suggerisce due ricette: ampliare la base imponibile, facendo salire l’Iva al 10 per cento, l’imposta sui profitti al 25per cento e al 20 l’imposta sui redditi delle persone fisiche. Mentre il secondo step consisterebbe nel diversificare l’economia, spostandola dalla finanza al turismo e all’export.   Come funziona la nuova Direttiva ATV, spazio all’intelligence anti-evasione – La direttiva, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale a novembre, riconosce pienamente all’Intelligence fiscale, il FIOD, i poteri necessari per dare l’avvio a indagini e accertamenti mirati. Naturalmente, l’indicazione è che si tratti di frodi fiscali caratterizzate da mancato invio delle rispettive dichiarazioni dei redditi, per una scelta del tutto volontaria, e a seguire l’invio di dati fiscal-finanziari falsi, o errati, allo scopo di truffare il fisco. A questo punto, una volta intercettate le frodi sospette la palla passerà dal FIOD alle rispettive procure competenti. Dunque, alla base dell’operatività della nuova direttiva si costituirà di fatto una sorta di task force anti-elusione che vedrà allineate unità d’Intelligence fiscal-finanziaria e uffici dipendenti dal ministero di Giustizia. Un asse questo tradizionalmente lontano soprattutto in materia di fisco e finanza.   Case, business e patrimoni personali – Comunque, la sezione normativa che sembra preoccupare maggiormente i timonieri della finanza olandese, e straniera, che sull’Olanda s’orienta da decenni per salvaguardare al meglio i rispettivi esborsi in imposte e tasse, è quella relativa alla tracciabilità di proprietà, patrimoni finanziari e conti bancari dei soggetti sui quali penderebbe il sospetto d’una frode fiscale. A ogni modo, come sottolineato dall’attuale responsabile dell’Economia, Frans Weekers, la direttiva risponde ad un preciso intento: stabilire un percorso normativo adeguato per tagliare i flussi finanziari, legali e illeciti, che terminano il loro percorso in territorio offshore per riacquistare una sorta di neutralità apparente ed essere poi reinvestiti in progetti e sistemi produttivi sparsi su tutto il Pianeta. Un fenomeno che oramai ha raggiunto un volume non più tollerabile. E il fatto che abbia fatto la comparsa anche la prigione, in caso di frodi di rilievo offre un indicatore reale di quanto oramai questo puzzle fiscal-finanziario sia in aperto conflitto con gli interessi nazionali, attuali, del Paese.  
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