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Dal mondo

Portogallo e Francia chiudono
il 2013 e aprono il 2014 in testa

A indicarlo i bollettini Df sulle entrate internazionali per i 12 mesi dell’anno passato e il primo mese del nuovo

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Il palmares del Paese con il tasso di crescita più elevato lo conquista nel 2013 il Portogallo seguito a distanza dalla Francia. Chiudono la speciale classifica, per dati di gettito, il Regno Unito, la Germania e l’Irlanda. Non mutano le posizioni di testa nel 2014 che vedono sempre il Portogallo in cima alla classifica con l’Irlanda fanalino di coda. Sono le due novità di rilievo che emergono dalla lettura dei bollettini del dipartimento delle Finanze sulle entrate tributarie internazionali, disponibili sul sito del Df. La prima contenuta nel Rapporto riepilogativo 2013 e la seconda nel primo Rapporto 2014 relativo a gennaio.
 

La speciale classifica nel Rapporto 2013
All’incremento del 13,1% registrato dal Portogallo nei dodici mesi hanno contribuito il gettito delle imposte dirette (+27,6) e la stabilità di quelle indirette (+2,4). Il Portogallo, nel solo mese di dicembre, ha registrato una forte crescita tendenziale delle entrate tributarie (+49,2%) che consolida il trend sostenuto registrato nei dodici mesi dell’anno. A fare l’andatura l’imposta sui redditi delle persone fisiche (72,9%), delle società (60,4%) e l’Iva (30,8%). In seconda posizione, anche se distanziata, la Francia (+5,8%) le cui entrate tributarie, al netto di rimborsi e sgravi, hanno registrato un aumento di circa 15,6 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Al terzo posto il Regno Unito che, nel periodo di riferimento, ha ottenuto un gettito cumulato di 435 miliardi di euro pari a una crescita tendenziale, rispetto al 2012, del 3,9%. A una spanna (+3,3) la Germania che continua a registrare una dinamica favorevole delle entrate, comunque con ritmi di crescita inferiori al 2012, e l’Irlanda (+3,2%) al di sotto della media registrata lo scorso anno.
 
Il gettito Iva e l’andamento tendenziale
Tutti i Paesi considerati nel Rapporto hanno registrato valori positivi. Il Portogallo conferma la variazione in melius iniziata nell’ ottobre 2013 mentre il Regno Unito mantiene dall’inizio dello scorso anno valori elevati di crescita. La Germania e l’Irlanda hanno invece registrato tassi di variazione decisamente inferiori a quelli registrati negli ultimi mesi del 2012. La classifica per dati di gettito Iva vede in testa il Regno Unito (+3,6%) seguito dal Portogallo (+3,5%) e al terzo posto la Francia (+2,1%). Al quarto e quinto posto si classificano, rispettivamente, l’Irlanda (+1,6%) e la Germania (+1,1%).
 
Il Rapporto 2014: i primi dati di gennaio
Il primo mese del 2014 vale all’Europa del Sud un risultato che la vede ancora una volta in testa alla classifica. Il Portogallo, in gennaio, registra, in assoluto, il valore più elevato (+10%) che è anche il primo valore positivo dell’anno. L’Irlanda, di segno opposto, fa invece registrare una marcata flessione (-17,1%) spiegata dalla diminuzione di gettito derivante, secondo il Rapporto, sia dalle imposte sui redditi delle persone fisiche, sulle società e sull’Iva. A seguire la Francia che, a gennaio, registra un elevato tasso di variazione tendenziale in linea con la media del 2013 (+5,4%), la Germania (+3,3) che continua a far valere una dinamica favorevole delle entrate in linea con la media del 2013 e il Regno Unito sostanzialmente stabile (-0,9%).
 
La dinamica del gettito Iva
La forbice di variazione che divide il Paese con la crescita più elevata, il Regno Unito (+5,7%), da quello con la minore crescita, l’Irlanda (-21,4%) evidenzia, nel periodo di riferimento, forti oscillazioni tra i Paesi messi a confronto. Regno Unito, Portogallo e Germania si classificano, rispettivamente al primo, secondo e terzo posto della speciale classifica per dati di gettito con un +5,7%, un +4,2% e un +3,1%. Segue al quarto posto, a una spanna, la Francia con un +2,9%. Anche sul fronte Iva il risultato più marcato, in termini negativi, riguarda ancora una volta l’Irlanda che si posiziona all’ultimo posto con un -21,4% e che evidenzia tassi di variazione marcatamente inferiori rispetto a quelli registrati nel 2013. Il Regno Unito, con questo nuovo risultato aumenta i valori di crescita mentre il Portogallo conferma la variazione positiva iniziata a ottobre 2013.
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