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Dal mondo

Portogallo: exit tax e pex
al centro della riforma

Presentato in Parlamento il progetto di ristrutturazione di alcuni aspetti della normativa internazionale

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Il governo portoghese, con la proposta de lei n.º 175/XII, ha sottoposto alla approvazione del Parlamento la riforma dell’imposta sulle persone giuridiche (Imposto sobre o Rendimento das Pessoas Coletivas). Se approvate, le misure della riforma avranno effetto dal primo gennaio 2014
 
I profitti della stabile organizzazioni estere
Il progetto di riforma introdurrebbe un regime opzionale per le società portoghesi che consentirebbe di esentare dal reddito imponibile i profitti delle stabili organizzazioni estere (di converso non sarebbe possibile utilizzare le eventuali perdite), a condizione che la stabile organizzazione all’estero (SO) sia  assoggettata  ad una imposizione nel Paese in cui è situata ad una aliquota che sia almeno pari al 60% dell’aliquota portoghese. Questa opzione non sarà disponibile nel caso in cui le perdite della SO estera siano state precedentemente compensate a fronte di utili tassabili in Portogallo fino a concorrenza delle perdite utilizzate. L'opzione esercitata è vincolante per un periodo di tre anni e deve essere esercitata contemporaneamente per tutte le SO ubicate della medesima giurisdizione.
 
Credito per le imposte pagate all’estero
Secondo il progetto di legge, nell’ipotesi in cui alla formazione del reddito complessivo concorrano redditi prodotti in più Stati esteri, il credito d’imposta spettante andrà determinato separatamente per ciascuno Stato (“per country limitation”). Si propone inoltre di introdurre la possibilità di riporto dell’imposta estera eccedente la quota d’imposta nazionale fino al quinto esercizio successivo per essere utilizzata quale credito d’imposta nell’esercizio in cui si produce l’eccedenza dell’imposta nazionale rispetto a quella estera (in base alle norme vigenti, il credito non può essere riportato in avanti).
 
Trasferimento di residenza
In Portogallo è applicabile una cosiddetta exit tax alle società portoghesi (o alle stabili organizzazioni in Portogallo di società non residenti) che trasferiscono la loro residenza all’estero, compresi gli altri Stati membri  dell'UE o dello Spazio Economico Europeo. Come noto, in tema di exit tax la Corte di giustizia dell’Unione europea si è pronunciata con la sentenza “National Grid Indus BV” (C-371/10) del 29 novembre 2011, chiarendo che, in materia di imposta sulle società, l’exit tax, calcolata sulla base dei plusvalori latenti determinati in via definitiva al momento del trasferimento della residenza fiscale, è legittima a condizione che al contribuente sia concessa la possibilità di scegliere tra il pagamento immediato ed il rinvio del pagamento al momento  successivo dell’effettivo realizzo della plusvalenza. Inoltre, la sentenza C-38/10 del 6 settembre 2012 ha censurato direttamente la normativa portoghese in materia di exit tax in quanto  lesiva della libertà di stabilimento. Infatti in Portogallo è prevista la tassazione immediata delle plusvalenze latenti di una società portoghese che trasferisce la sede statutaria e la direzione effettiva al di fuori del territorio portoghese, mentre così non è quando una società mantiene la sua sede nel territorio dello Stato. Anche in caso di trasferimento parziale o totale degli attivi di una stabile organizzazione di una società non residente in Portogallo ubicata nel territorio portoghese verso un altro Stato membro è prevista la tassazione immediata delle plusvalenze latenti.
Al fine di conformarsi al diritto comunitario, nella proposta di riforma sarebbero tre le opzioni rese disponibili al contribuente che trasferisce la residenza della società in uno Stato membro UE/SEE: il il pagamento immediato, il pagamento in cinque rate o il differimento del pagamento dell’imposta all'anno successivo alla effettiva cessione o al trasferimento di residenza in una giurisdizione extra UE/SEE  (le ultime due opzioni sarebbero soggette al pagamento di interessi).
 
Participation exemption
L’esenzione attualmente si applica ai dividendi derivanti da partecipazioni che sono state detenute per un periodo ininterrotto di almeno 12 mesi e che rappresentano almeno il 10% del capitale di una società  portoghese o di una società residente in  UE / SEE. L’esenzione sulle plusvalenze è disponibile solo per le Sociedades Gestoras de Participações Sociais (società holding) e per le Sociedades de Capital de Risco (società di venture capital ), purché siano soddisfatti determinati requisiti.
Secondo la proposta di legge, mantenendo fermo l’holding period,  i dividendi sarebbero esentati quando una società portoghese detiene, direttamente o indirettamente, almeno il 5 % ( rispetto all'attuale 10 %) del capitale o dei diritti di voto in assemblea della partecipata. La pex sarebbe inoltre fruibile anche per le partecipazioni per almeno il 5% in una società non -UE, a condizione che la società partecipata non sia fiscalmente residente o domiciliata in un paradiso fiscale.
I dividendi erogati da una società portoghese ad una società residente nell'Unione europea o in una giurisdizione che ha concluso un accordo di cooperazione fiscale saranno esentati da ritenuta alla fonte se la partecipazione è almeno del 5% ed il beneficiario è soggetto ad una imposta equivalente alla imposta sulle società portoghese ad una aliquota che sia  almeno pari al 60 % dell’aliquota portoghese (se quest'ultima condizione non è soddisfatta è tuttavia ancora possibile beneficiare dell'esenzione se sono soddisfatte altre condizioni).
 
Tassazione di gruppo
Con la proposta di riforma si vuole ridurre dal 90% al 75% la percentuale minima di partecipazione ai fini dell’accesso al regime del consolidato fiscale  e si vuole consentire l’accesso al regime anche alle imprese portoghesi indirettamente controllate tramite altra impresa residente in UE/SEE.
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