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Dal mondo

Presidenza del Consiglio dell’Ue.
Via al turno green della Finlandia

La priorità del semestre sarà la sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle azioni europee

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È scattata l’ora di un nuovo cambio alla presidenza del Consiglio dell’Unione europea. Dal 1° luglio è iniziato il semestre di turno della Finlandia, che coordinerà le riunioni e i lavori dei ministri degli Stati membri fino al 31 dicembre. Il Paese scandinavo fa parte della triade di Presidenze iniziata con il turno della Romania, a cui ha appena dato il cambio, e quello della Croazia, che inizierà il suo semestre il 1° gennaio 2020.
In questo terzo turno di presidenza da quando ha aderito all’Unione nel 1995, la Finlandia ha scelto di proporre agli altri Stati membri un indirizzo di fondo per i prossimi mesi, quello della sostenibilità, in primo piano, ovviamente, quella ambientale. Una priorità che, nelle intenzioni di Helsinki, dovrebbe innervare in modo trasversale tutti i campi di azione sui quali si concentreranno le attività del Consiglio. Per quanto riguarda il fisco, le indicazioni sono un rafforzamento delle misure di contrasto all’evasione e alla pianificazione fiscale aggressiva, attraverso soprattutto la cooperazione tra Stati, e la continuazione del percorso verso la definizione di una digital tax a livello globale.

Sustainable Europe – Sustainable future, il programma del semestre
Fin dall’indicazione del motto del semestre, “Sustainable Europe – Sustainable future”, il neoeletto Governo del Paese, insediatosi appena a inizio giugno a seguito delle elezioni parlamentari di primavera, ha scelto di sostenere anche a livello europeo l’obiettivo a lungo termine di zero emissioni di Co2, un traguardo fissato a livello nazionale al 2035 e che per l’Europa si traduce nell’auspicio di stabilire entro fine anno il primo passo concreto verso l’obiettivo europeo di un impatto climatico zero entro il 2050. Sostenibilità non è tuttavia solo sinonimo di clima, ma nelle parole del primo ministro Antti Rinne, “un futuro dell’Ue che sappia essere socialmente, economicamente ed ecologicamente sostenibile”, cioè un approccio che vada a investire tutti gli ambiti di azione europea.
A partire da questa premessa, il programma del semestre, pubblicato lo scorso 26 giugno, individua le direttrici principali lungo cui la Presidenza finlandese intende condurre l’agenda del Consiglio nei prossimi mesi: il rafforzamento dei valori comuni e del principio di legalità, un’Unione più competitiva e socialmente inclusiva attraverso la ricerca, lo sviluppo, l’innovazione e la digitalizzazione, l’assunzione da parte dell’Ue di un ruolo di primo piano nell’azione globale per il miglioramento del clima e infine la protezione della sicurezza dei cittadini, tanto territoriale quanto informatica. “Il comune denominatore per le azioni europee in ogni campo dovrebbe essere la sostenibilità – spiega il programma – il che include la realizzazione, sia all’interno che oltre i confini europei, dell’Agenzia 2030 per lo sviluppo sostenibile. L’Ue dovrebbe elevare il proprio profilo a leader globale nell’azione a favore del miglioramento climatico attraverso l’adozione di una strategia per il clima di lungo termine che miri a rendere l’Unione europea a zero emissioni di Co2 entro il 2050”.

Le linee programmatiche in campo fiscale
La Presidenza finlandese ha inserito la pagina fiscale del proprio programma all’interno delle azioni di sviluppo e sostegno del mercato comune, di cui rimarca le misure fondamentali: 15mila miliardi di Pil prodotto, un bacino di 500 milioni di consumatori e 21 milioni di piccole e medie imprese che operano al suo interno. In questo contesto, e in relazione ai rapporti con le altre grandi economie mondiali, nei prossimi mesi continuerà l’impegno dell’Unione europea all’interno della cornice Ocse e G20 per l’elaborazione di una tassazione del digitale condivisa a livello globale. Parallelamente, in primo piano viene posto il contrasto all’illegalità, dai fenomeni elusivi al riciclaggio. Su questo punto, il programma del semestre si sofferma soprattutto sulla necessità di intensificare la cooperazione tra gli Stati Ue nelle attività utili a contrastare i casi di evasione e pianificazione fiscale aggressiva, che vengono considerati un ostacolo al mercato equo e a un ambiente favorevole per lo sviluppo delle imprese. Accanto alla cooperazione, viene indicata come prioritaria la messa a punto di tutti gli strumenti che consentono a livello europeo un’efficace intercettazione e neutralizzazione dei flussi occulti del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo.

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