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Procura europea al via.
Nominati i procuratori del collegio

Il 27 luglio scorso il Consiglio dell’Unione europea ha nominato i componenti dell’organo di indirizzo della nuova istituzione europea

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La Procura europea è pronta a partire. Alla fine di luglio, il Consiglio dell'Unione europea ha nominato i 22 procuratori, che insieme alla procuratrice-capo Laura Codruţa Kövesi, nominata nel 2019, comporranno il collegio, l’organo di indirizzo della nuova Procura europea. L’Eppo, così si chiamerà la Procura formando l'acronimo di European Public Prosecutor’s Office, sarà un organo indipendente specializzato nel perseguire i reati contro il bilancio Ue, come le frodi oltre i 10mila euro sui fondi comunitari, la corruzione, il riciclaggio e le frodi Iva transfrontaliere per oltre i 10 milioni di euro. Agendo in qualità di sede per una cooperazione rafforzata tra gli Stati membri nel contrasto ai reati finanziari andrà quindi ad affiancarsi agli altri soggetti europei che si occupano degli stessi illeciti, Olaf ed Eurojust, ma in più avrà gli strumenti e i poteri per operare in sede penale dinanzi alle Corti nazionali. Il collegio istituito a luglio nominerà i procuratori europei delegati, che nei rispettivi Stati membri si occuperanno operativamente dei casi e porteranno le azioni in giudizio per conto dell’Eppo.

Come funziona la Procura europea
La Procura europea, che ha la sua sede centrale a Lussemburgo, formerà una sorta di rete tra procuratori, situati nei singoli Stati membri e incaricati di indagare, perseguire e portare in giudizio davanti agli organi giurisdizionali nazionali i reati che ledono specificamente gli interessi finanziari dell'Unione. Si tratta di reati che attualmente possono perseguire solo le autorità nazionali, ma che facilmente tracimano i confini nazionali. Per esempio, “solo” le frodi Iva transnazionali, quindi senza contare la corruzione, le frodi sui fondi europei o il riciclaggio, riescono a erodere un gettito di almeno 50 miliardi di euro ogni anno. I reati a danno del bilancio dell'Ue si basano spesso su sistemi fraudolenti intricati, che coinvolgono più soggetti di più Paesi, quindi con l’aggravante, in termini di complessità, del coinvolgimento di giurisdizioni e normative penali differenti.
La Procura europea nasce per ovviare a queste difficoltà assicurando un’azione coordinata e rapida tra i Paesi coinvolti, a partire dallo svolgimento delle indagini fino alle azioni da portare in giudizio delle sedi giudiziarie nazionali. A livello centrale, il procuratore capo e il collegio nominato a fine luglio avranno la funzione di indirizzare, monitorare e mantenere una visione d’insieme sulle attività condotte dai procuratori europei. I singoli casi saranno assegnati alle Camere permanenti, che lavoreranno in diretto collegamento con i procuratori delegati di ciascun Paese, fungendo da coordinamento per i reati transfrontalieri e decidendo sulle azioni da intraprendere, se portare un caso in giudizio, archiviare o riaprire indagini. Lo svolgimento quotidiano delle attività sarà portato avanti dai procuratori europei delegati, che saranno magistrati a tutti gli effetti attivi nelle Procure di ciascuno Stato membro e lavoreranno in linea con la legislazione del Paese in cui operano e con gli stessi poteri dei magistrati nazionali.

Dal Collegio ai procuratori europei delegati nelle Procure nazionali
Il collegio nominato lo scorso 27 luglio dal Consiglio dell’Ue è formato da 22 procuratori, uno per ciascuno degli Stati membri Ue partecipanti, visto che Danimarca, Irlanda, Polonia, Svezia e Ungheria non hanno aderito alla nascita della Procura europea. il Consiglio ha selezionato ciascun procuratore scegliendo tra una rosa di magistrati qualificati presentata da ogni singolo Paese e redatta in base alle competenze acquisite in indagini finanziarie e cooperazione giudiziaria internazionale in campo penale. Secondo le disposizioni transitorie applicabili alla formazione iniziale del collegio, un terzo dei componenti designato a sorte, tra cui il procuratore espresso dall’Italia, si rinnoverà tra tre anni anziché tra sei, in modo da garantire a regime un cambio parziale e periodico della composizione dell’organo.
A questo punto, una volta formato, il collegio nominerà i procuratori europei delegati su proposta del procuratore capo europeo, designandone almeno due per ciascuno Stato membro e scegliendo tra i magistrati attivi nelle procure del Paese di appartenenza. Le prime indagini si conta possano partire entro fine anno.

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