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Dal mondo

Qatar: nasce la General Tax Authority,
nel 2019 no Iva ma tasse salva salute

Tabacco ed energy drink sconteranno una tassa del 100%, mentre per l’imposta sul valore aggiunto bisognerà aspettare

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Il Governo del Qatar in chiusura d’anno detta l’agenda fiscale per il 2019, da un lato approvando nuove norme che introducono un’alta tassazione sui beni dannosi per la salute e che confermano la politica imposte zero per i residenti, dall’altro fugando ogni dubbio su un’imminente introduzione dell’Iva nel Paese. Inoltre, con il nuovo anno arriverà anche la General Tax Authority, una sorta di Agenzia delle Entrate che si occuperà di tutti aspetti operativi legati alla tassazione. Le novità in campo fiscale introdotte nel Paese arabo rispondono all’esigenza di rafforzare la crescita economica e la stabilità finanziaria interna.

Ruolo e compiti della nuova Autorità fiscale
Dal 2019 nel panorama fiscale internazionale entra in scena un nuovo attore: la General Tax Authority. Nei giorni scorsi, infatti, il Qatar ha istituito la nuova autorità fiscale che sarà, a tutti gli effetti, un ente autonomo, ma agirà sotto la supervisione del ministero delle finanze del Paese della penisola araba. La General Tax Authority avrà come compito principale quello di applicare tutte le leggi fiscali emanate in Qatar. In particolare si occuperà di rendere operative le leggi fiscali e di creare tutti i relativi statuti, le procedure e le istruzioni, di controllare e valutare le dichiarazioni dei redditi presentate dai diversi soggetti e di riscuotere le relative imposte. Inoltre, avrà il compito di rappresentare lo Stato del Qatar nelle organizzazioni internazionali e regionali che operano nell’ambito della tassazione, nonché nelle conferenze e negli eventi internazionali. Sempre alla nuova autorità spetterà il compito di firmare con altri Paesi le convenzioni contro la doppia imposizione per incoraggiare la cooperazione economica e gli investimenti comuni.

Tasse salva salute
Il Qatar che ha un livello di tassazione molto basso o nullo su quasi tutti i fronti ha deciso di utilizzare le tasse come leva contro il consumo di beni dannosi per la salute. La scorsa settimana, quindi, è stata approvata la legge che prevede l’introduzione dal 2019 di una Selective tax, ossia una tassa su specifici beni. I beni in questione sono il tabacco e gli energy drink, a cui sarà applicata una tassazione del 100% e le bevande zuccherate, a cui sarà applicata una tassazione del 50%.

Imposta sul reddito: nuova legge stesse aliquote
Con la nuova legge sull'imposta sul reddito, emanata in questi ultimi giorni del 2018, il Governo del Quatar mira a riformare i sistemi amministrativi e procedurali in favore di una maggiore tax compliance e allo stesso tempo a favorire, attraverso una serie di agevolazioni, lo sviluppo delle attività nei settori economici  e nelle zone chiave, per sostenere la crescita,  la diversificazione economica e per incentivare gli investimenti stranieri . Nulla cambia, invece, per quanto riguarda l'imposta sul reddito delle società straniere operanti in Qatar o sulle quote di partner stranieri che operano in joint venture, che è rimasta allo stesso livello, ossia a un tasso forfettario del 10% sugli utili. Situazione invariata anche per gli stipendi e le retribuzioni dei cittadini e dei residenti che continuano a non essere soggetti ad alcuna imposta.

Niente Iva all’orizzonte
Il governo del Qatar ha annunciato che l’Iva non sarà introdotta nel Paese, almeno per il 2019. Il Ministro delle Finanze ha dichiarato che c’è bisogno di più tempo per valutare l’impatto dell’Iva, che porterebbe inevitabilmente ad un aumento del costo della vita nell’emirato. Il Qatar, come altri Paesi del Golfo, avrebbe dovuto introdurre l’Iva sulla base dello Unified Agreement for Vat che prevede l’implementazione dell’imposta sul valore aggiunto nei Paesi che aderiscono al  Consiglio di cooperazione del Golfo: Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, con l’obiettivo di diversificare le entrate statali nell’ottica di ridurre nel tempo la dipendenza dal petrolio e dagli altri idrocarburi, che rappresentano attualmente una fonte significativa di reddito. Emirati Arabi e Arabia Saudita l’hanno introdotta nel 2018 ad un’aliquota del 5%.
 
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