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Dal mondo

Regno Unito: dal 2005 al 2019
tax gap in costante discesa

Nell’ultimo periodo registrato, 2018-2019, la differenza tra imposte dovute e versate è stata di 31 miliardi di sterline

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La differenza tra le imposte dovute e quelle realmente pagate dai contribuenti è passata dai 35 miliardi di sterline del 2017-2018 ai 31 miliardi per il 2018-2019, mentre guardando l'arco temporale dal 2005 al 2019 è scesa dal 7,5% al 4,7%. Sono due dei dati più significativi contenuti nel report Measuring tax gaps 2020 edition. Tax gap estimates for 2018 to 2019 realizzato dalla Hmrc, l’Agenzia delle entrate e delle dogane britannica.

Il tax gap ai raggi X
Come ogni anno, le Entrate d’Oltremanica dedicano un ampio studio statistico al fenomeno del gap fiscale. I dati sul divario tra quanto dovuto e quanto realmente riscosso permettono di capire come e perché contribuenti e imprese non pagano le tasse all’Erario. In base ai dati, inoltre, l’Agenzia britannica riesce a elaborare strategie mirate per migliorare l’adesione agli obblighi tributari da parte dei propri cittadini. Nel volume, il tax gap viene analizzato sotto diversi aspetti: per gruppi di contribuenti, tipologia di imposte e cause del fenomeno. 
Per quanto riguarda i diversi tipi di contribuenti, lo studio suddivide la platea in imprese (grandi, medie e piccole), attività criminali, persone fisiche e, per la prima volta quest’anno, “ricchi”, cioè coloro che hanno un reddito superiore a 200mila sterline o un patrimonio di oltre 2 milioni di euro. Sono le piccole imprese il gruppo meno in linea con la compliance, con un tax gap di oltre 13 miliardi di sterline, seguite dalle imprese di grandi dimensioni con più di 5 miliardi. 

Perché non si pagano le tasse?
Quali sono le principali cause della perdita di gettito? Individuare i comportamenti “a rischio” è importante, perché può permettere all’Amministrazione finanziaria di intervenire per migliorare la propria attività e il rapporto con i contribuenti. 
Infatti, accanto a un’evasione consapevole e fondata su cui si basano attività sommerse e legate alla criminalità, spesso le tasse non vengono versate per errori, disattenzione, o errata interpretazione delle norme. Proprio la cosiddetta “mancata attuazione di ragionevole cura”, ovvero la carenza di attenzione da parte del contribuente nelle operazioni e negli adempimenti fiscali, rappresenta la causa principale del tax gap, con una percentuale di oltre il 40% e una perdita di gettito di oltre 5 miliardi di sterline. A causare un mancato introito di quasi 5 miliardi sono anche tutti quei casi in cui l’interpretazione della norma e i modi in cui viene applicata da parte dei contribuenti porta a determinare un’imposta differente rispetto a quanto stabilito dall’Amministrazione fiscale (ciò può accadere, ad esempio, per via del metodo di calcolo delle imposte dovute nel trasfer pricing). 

Una discesa lunga 15 anni
Guardando a un orizzonte temporale più ampio, si vede con chiarezza che il tax gap nel Regno Unito risulta in costante diminuzione. Dal 2005 al 2019 è infatti passato dal 7,5% al 4,7%. Negli ultimi anni la flessione è stata causata principalmente dal calo del gap relativo all’imposta sul reddito, a quella sui capital gain e all’Iva. Per quanto riguarda l’ultimo anno, imposte sul reddito, quella sui capital gain e i contributi presentano il tax gap più elevato, con oltre 12 miliardi di sterline, seguite dall’Iva con circa 10 miliardi. Queste quattro imposte insieme rappresentano il 71% del gap complessivo. 

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