Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Dal mondo

Regno Unito: ok alla nuova tassa
sulle imprese multinazionali

La decisione assunta dal governo di Sua Maestà giustificata dalla necessità di far fronte all’evasione fiscale

Thumbnail
Il governo britannico vuole colpire i gruppi multinazionali che cercano di evadere, introducendo la nuova normativa “Diverted Profit Tax”, che prevede una nuova tassa del 25% sugli utili delle società hi-tech e i gruppi internazionali che realizzano profitti in Gran Bretagna, ma poi li spostano artificialmente in Paesi nei quali pagano meno imposte come per esempio Irlanda, Svizzera e Lussemburgo. Annunciata dal cancelliere dello Scacchiere George Osborne, durante la presentazione della legge finanziaria per il 2015, la nuova tassa entrerà in vigore ad aprile 2015 con l’obiettivo di raccogliere oltre 1 miliardo di sterline in 5 anni. Il Cancelliere ha affermato che “alcune delle maggiori società mondiali, soprattutto nel settore tecnologico, utilizzano strutture elaborate per non pagare le tasse. Non è giusto né per le società britanniche né per quelle estere”.
 
Nuove misure 2015
La nuova tassa che prevede un prelievo del 25% degli utili generati da una società all’interno del Regno Unito, indipendentemente da dove si trovi la sede centrale della multinazionale, avrà un tasso più alto del 21% applicato attualmente nel Paese. Osborne ha anche annunciato che saranno cambiate le regole sulla tassazione bancaria, che dovrebbe far pagare alle banche e agli istituti di credito quasi 4 miliardi di sterline in più in 5 anni.
Osborne ha, inoltre, introdotto un’imposta del 12% sul prezzo delle case di pregio da oltre 1,5 milioni di sterline.  Tra le altre misure presentate, c’è anche un progetto per permettere alla Gran Bretagna di ripagare il debito utilizzato per finanziare la prima guerra mondiale. Le obbligazioni sono state emesse con una scadenza fissa, ma l’esecutivo britannico intende approfittare di tassi di interesse particolarmente bassi.
Secondo i dati del quotidiano britannico Financial Times, i colossi del web hanno pagato nel 2012 un’aliquota fiscale globale “che è significativamente più bassa di cinque anni fa”: al 25% per Apple, al 19%, per Google, al 24% per Microsoft e al 15% per Ebay.  Così nelle casse del Governo britannico, per tutto il 2012, sette multinazionali del web americane hanno versato in tutto 54 milioni di sterline (77 milioni di euro) a fronte di guadagni per oltre 15 miliardi di dollari. Analizzando il fenomeno nel Regno Unito, il quotidiano evidenzia come questi numeri sottolineino la necessità di ottenere maggiori entrate fiscali dalle multinazionali e al tempo stesso rivedere le regole fiscali globali.
 
Rapporto tra immigrazione e tasse
Gli immigrati nel Regno Unito pagano tendenzialmente più tasse di quanto riescano a sfruttare i servizi offerti al pubblico. Questi alcuni dei dati emersi da una ricerca pubblicata dal Centro per la ricerca ed analisi dell’immigrazione dell’University College di Londra (Ucl) che ha studiato i comportamenti degli immigrati in Gran Bretagna dal 2001 al 2011, in relazione ai costi del Welfare e ai contributi fiscali. Secondo questa ricerca, tra il 2000 e il 2011 gli immigrati provenienti dall'Ue hanno versato nel Regno Unito contributi fino a 20 miliardi di sterline (circa 26 miliardi di euro). I cittadini dei 15 Paesi membri dell'Unione europea prima del processo di allargamento avviato nel 2004 hanno contribuito per il 64% con 15 miliardi in più in tasse rispetto ai sussidi ricevuti. Mentre per gli immigrati dai partner dell'est si calcola un contributo pari al 12%.
URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/dal-mondo/articolo/regno-unito-ok-alla-nuova-tassa-sulle-imprese-multinazionali