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Dal mondo

Regno Unito: sui debiti fiscali
ok a norma su riscossione diretta

Previsto a breve termine il debutto della nuova legge sul recupero forzato di tasse e imposte non pagate

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Tutto pronto a Londra per l’esordio, a breve, della nuova legge, “The Direct Recovery of Debt”, o DRD, che, in parte ridisegnata rispetto allo schema iniziale, riconosce comunque in via esclusiva ed eccezionale poteri straordinari all’Amministrazione finanziaria britannica nel recupero, quasi forzato, di tasse e imposte non pagate da parte di contribuenti. Cittadini che, pur non essendo al di sotto delle soglie minime di reddito prescritte per legge o in condizioni economiche estreme di povertà, perdurano nel loro fermo rifiuto di pagare al fisco il dovuto.

I pro e i contro - Secondo i sostenitori della linea del ministero delle Finanze, che da tempo pressava Governo e Parlamento per l’entrata in vigore della nuova norma, a partire dal 2015 sarà ripristinato l’equilibrio sociale, ed etico, tra coloro che pagano quanto dovuto entro i termini prefissati, e coloro che, al contrario, si ostinano a non versare quanto loro richiesto senza alcuna valida ragione. Naturalmente, i distinguo sono vari e differenziati. L’organizzazione dei commercialisti e dei consulenti fiscali, per esempio, non converge affatto con la linea espressa dal Tesoro e dai responsabili dell’Economia, indicando nel vulnus al diritto della privacy inferto dalla legge, oramai giunta al suo iter conclusivo, un danno incalcolabile sia ai diritti reali dei contribuenti sia all’immagine del Paese. Più equilibrati gli ordini degli avvocati, soddisfatte le altre parti in causa, tra cui le stesse associazioni dei contribuenti dato che la norma guarda in particolare al fenomeno dell’elusione.

Le novità, conti correnti sotto la lente diretta del fisco e confische fai da te – In dettaglio, la nuova norma consente all’Agenzia delle Entrate britannica, l’HMRC, di poter accedere senza alcuna autorizzazione ai conti correnti di eventuali contribuenti in debito con il fisco e, una volta individuato il conto e i patrimoni ad esso connessi, provvedere al recupero immediato del quantum in termini di tributi non pagato, come dovuto. Naturalmente, una volta individuata e sottratta la somma dovuta, il contribuente potrà far ricorso in prima istanza alla stessa Amministrazione finanziaria e, se non soddisfatto, alla Corte Superiore. Insomma, una procedura talmente rapida, e priva di controlli esterni, che in molti hanno ribattezzato come “confisca fai da te”, sottolineando gli ampi poteri d’intervento riconosciuti all’Agenzia delle Entrate, cioè al fisco in definitiva.

La confisca “condizionata” – Comunque, la norma prevede una serie di limiti e di condizioni, che inizialmente non prendeva in considerazione. Innanzitutto, la confisca può avvenire ma solo se il debito fiscale supera le 1000 sterline. Se al di sotto, si applicano le regole standard. In secondo luogo, individuato il conto corrente dl debitore e confiscato il suo patrimonio, indipendentemente dalla somma dovuta sul conto dovranno comunque risultare almeno 5mila sterline. Questo significa che il fisco non può ripulire o lasciar vuoti i conti bancari dei debitori. Una somma di garanzia deve permanere sempre. E ancora, la confisca automatica del dovuto scatta soltanto qualora tra Amministrazione e contribuente si sia svolto il contraddittorio, e, successivamente, nel caso in cui il debitore abbia rifiutato d’accordarsi o trovare una soluzione, per esempio, estinguere il debito rateizzandolo. Rispettate queste condizioni, l’Amministrazione può avviare la fase finale della confisca automatica del dovuto ai danni del contribuente debitore verso il fisco. E soltanto a cose fatte, il contribuente potrà adire le vie dell’appello.

I numeri? – Secondo le stime fatte dai ministeri interessati, nel 2015 dovrebbero essere circa 20mila i contribuenti interessati subito dall’applicazione della nuova norma. In media, si tratta di debitori che non hanno pagato 6mila sterline. Dunque, l’attesa per l’extra gettito è, già all’esordio, indicata in quasi 400milioni di sterline. Ma si tratta di stime.
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