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Dal mondo

Regno Unito: tax gap al 6,5%
e svolta digitale del Fisco

Pubblicato dall’Agenzia delle Entrate il Rapporto che evidenzia, in dettaglio, lo stato del divario tributario

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Il Regno Unito attraversa la tempesta economica e finanziaria della Brexit con un fisco ben oliato ed efficiente. Nel Regno Unito il tax gap, la differenza fra le imposte dovute e quelle effettivamente raccolte,  continua infatti a essere uno dei più bassi al mondo: il 6,5%. È quanto afferma il rapporto diffuso recentemente dalle Entrate di Sua Maestà, Her Majesty Revenue and Customs.  Questo “divario fiscale”, rivelano i dati  del fisco britannico,  si è ridotto di quasi due punti percentuali  in oltre un decennio, passando dall’ 8,3% del 2005 al 6,5% del 2014-2015, per una cifra stimata in 36 miliardi di pound. La riduzione dell’evasione fiscale ha consentito, secondo l’ufficio stampa dell’Hmrc, di recuperare 11 miliardi di sterline all’anno.

Una rotta digitale, l’abolizione della dichiarazione dei redditi, l’ultimo film di Ken Loach – I buoni risultati conseguiti dalle Entrate britanniche sono anche il frutto dell’impegno nella digitalizzazione “che consente ai contribuenti di pagare in maniera più facile quanto dovuto al fisco”.  In particolare, la possibilità di gestire in tempo reale le informazioni relative al sistema Pay as You Earn ha consentito di registrare in maniera più accurata i dati sulle imposte sui salari. Non solo, il passaggio alla gestione online dell’Iva ha permesso di ridurre nel 2014-15  il tax gap relativo a questa specifica imposta al 10,3%, per un ammontare complessivo di 12,7 miliardi di sterline. Secondo Hmrc, “l’introduzione dei servizi digitali sta trasformando il modo in cui individui e imprese pagano il dovuto. In particolare, le piccole imprese stanno beneficiando del supporto attraverso una serie di canali digitali, come ad esempio webinar, video tutorial di YouTube e corsi in e-learning”.  Il punto di approdo della rotta digitale del fisco britannico sarà l’abolizione della dichiarazione dei redditi, che nel 2020 sarà sostituita da conti fiscali personalizzati.  Ai rischi di una digitalizzazione integrale dei servizi pubblici, senza le necessarie attenzioni per chi è rimasto tecnologicamente indietro, è dedicato l’ultimo film di Ken Loach “Io, Daniel Blake”. Blake è un carpentiere, abilissimo ma digitalmente analfabeta, che dopo un infarto si trova perso all’interno del labirinto informatizzato e freddamente burocratico del welfare state britannico.

Hmrc, 1,8 miliardi in più contro evasione ed elusione Il numero uno delle Entrate di Sua Maestà, Jon Thompson, commenta con ovvia soddisfazione i risultati ottenuti. “La grande maggioranza dei contribuenti paga ciò che è dovuto, quando è dovuto – spiega Thompson –  ma se vogliamo assicurate un sistema fiscale più equo ed efficace, e più risorse per i servizi pubblici, dobbiamo tenere alta la pressione per ridurre ulteriormente il tax gap, perseguendo instancabilmente la piccola minoranza che cerca di imbrogliare il fisco tramite l’evasione e l’elusione fiscale. A partire dal 2010 il governo ha investito 1,8 miliardi di sterline in più per contrastare l’evasione e l’elusione. Questo include l’azione di contrasto alle organizzazioni criminali che stanno dietro al commercio illecito di tabacchi e di alcolici”.

Come si calcola il tax gapIl bilancio positivo, dall’Iva alle imposte sui tabacchi, è corredato da una utile nota metodologica. Secondo il fisco britannico,  il tax gap misurato in percentuale fornisce una misura migliore della compliance nel tempo, questo perché tiene conto degli effetti dell’inflazione, della crescita economica e delle variazioni delle aliquote fiscali. I numeri forniti dalle Entrate non sono quindi piegati alle esigenze della politica contingente. Sono infatti elaborati seguendo il codice di condotta per la produzione di statistiche ufficiali. Si tratta di una metodologia che ha già ricevuto l’approvazione del Fondo monetario internazionale e del National Audit Office.
 
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