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Dal mondo

Regno Unito: tocca ora alle imprese
misurarsi con il fisco digitale

La fase sperimentale interesserà 3 milioni di aziende, per lo più piccole, medie e micro, spesso a conduzione familiare

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La visione britannica di tasse, imposte e tributi modello-digital è pronta ad entrare nel vivo. I contribuenti individuali, infatti, hanno già avviato,  a partire dal 2016, la sperimentazione di questa nuova prassi estremamente flessibile, semplice, immediata e, soprattutto, disegnata sulla persona e sui servizi e soltanto, in caso estremo, sui controlli.
 
Ulteriore passo avanti del fisco inglese nell’era digital: il calendario degli adempimenti è scritto in base alle necessità dei contribuenti  – La svolta è arrivata di recente. Dopo un lungo incontro in seno al Governo, i ministri hanno infatti deciso di dettare una nuova agenda per la nascita definitiva d’un sistema impositivo informatizzato al 100%. Il nuovo calendario interesserà 3 milioni di aziende, per lo più piccole, medie e micro, spesso a conduzione familiare, fino ad includere i piccoli proprietari. Questa micro-economia, comunque importante nel sostenere consumi, spese e flussi legati all’economia domestica, transiterà al nuovo sistema digitale riguardo specifiche funzioni tra le quali, per esempio, la tenuta dei registri fiscali, la loro modifica e l’aggiornamento. Naturalmente, i tempi e i calendari saranno completamente riscritti a vantaggio dei contribuenti coinvolti e tenendo conto delle loro necessità.
 
Anche le piattaforme digitali hanno bisogno dei loro tempi – La settimana passata, il Governo ha ascoltato le preoccupazioni sollevate dai parlamentari, in particolare il Comitato ad hoc del Tesoro, le imprese coinvolte e gli organismi professionali in particolare sul ritmo del cambiamento al fine di intraprendere tutte le misure utili a garantire una transizione regolare, senza scossoni, verso un sistema fiscale digitale. Un cambiamento soft quindi in modo da fare del fisco digitale una vera e propria piattaforma capace di veicolare agevolmente il sistema fiscale attuale nel ventunesimo secolo, fornendo al contempo alle imprese un sistema moderno e snello per interagire e relazionarsi con l’Amministrazione finanziaria. Per questa ragione s’è deciso di dilatare la tempistica, in modo da facilitare l’adattamento degli attori interessati.
Mel Stride, segretario finanziario del Tesoro e Paymaster General ha dichiarato: "Le aziende concordano sul fatto che la digitalizzazione del sistema fiscale è la giusta direzione di viaggio. Tuttavia, molti sono stati preoccupati per l'ambito e il ritmo delle riforme”. "Abbiamo ascoltato con molta attenzione le loro preoccupazioni e stiamo apportando delle modifiche in modo da poter portare il sistema fiscale nell'era digitale in un modo che è giusto per tutte le imprese".
 
Le novità oltre alla tempistica – Non soltanto un nuovo calendario per tracciare la mappa d’avvicinamento al digital tax day, ma anche regole sostanziali riviste. In particolare, a partire da ora soltanto le imprese con un fatturato superiore alla soglia Iva (attualmente £ 85.000) dovranno tenere registrazioni digitali ed esclusivamente per fini Iva, ma a partire dal 2019, non più dal 2018.  Le aziende, invece, non saranno invitate a mantenere e gestire, e sperimentare, i registri in formato digitale o ad aggiornare trimestralmente il fisco per altre tasse, eccetto l’Iva, almeno fino al 2020.
 
Essere digital è una facoltà non un obbligo – La piattaforma digitale del fisco sarà disponibile su base volontaria per le piccole imprese e per altre tasse, diverse dall’Iva. Ciò significa che le imprese e i piccoli proprietari con un fatturato inferiore alla soglia Iva potranno scegliere quando trasferirsi al nuovo sistema digitale. Poiché l'Iva richiede già rendimenti trimestrali, nessuna attività, operatore economico dovrà fornire informazioni più regolari durante questa fase iniziale di quanto non faccia già. Tutte le imprese, piccole e medie, così come i piccoli “padroncini” di casa avranno almeno due anni per adattarsi ai cambiamenti prima di essere invitati a tenere registrazioni digitali per altre imposte.
 
E l’Agenzia britannica delle Entrate? – In tutto questo, il ruolo del fisco è centrale oltre che strategico. L’Amministrazione, infatti, è pienamente impegnata a sostenere le imprese, le partite Iva e i piccoli proprietari in questa transizione. L’HMRC ha già iniziato a pilotare, veicolare, monitorare e gestire i servizi digitali Making Tax Digital e continuerà a farlo, testando il sistema in modo estensivo con le imprese. Comincerà poi a gestire a pieno anche il sistema per l'Iva entro la fine di quest'anno, a partire da test su piccola scala e privati, seguiti da un più vasto test-pilota dal vivo, questo però partendo dalla primavera del 2018. Ciò consentirà più di un anno di test e sperimentazioni prima che qualsiasi attività funzionale o procedurale venga mandata completamente  a sistema, in pratica prima che diventi effettiva.
 
Il mondo dell’Iva al digitale - Le modifiche riguardo segnalazioni e adempimenti dell'Iva entreranno in vigore a partire dall'aprile 2019. A partire da tale data, le imprese al di sopra della soglia Iva dovranno quindi fornire le loro informazioni sull'Iva alle Entrate britanniche attraverso la creazione di specifici software Tax Digital. Milioni di aziende sono online tramite le rispettive banche, pagando le bollette e interagendo tra loro e con i loro clienti in linea e tramite bonifici e transazioni online. In pratica, la nuova spinta del fisco digitale aiuterà anche le grandi aziende a presentare più agevolmente le rispettive dichiarazioni e le documentazioni al fisco evitando errori anche banali che, in  realtà, costano ogni anno agli operatori economici all’incirca 10miliardi di euro. E si tratta, per lo più, di errori evitabili che il nuovo sistema digitale cancellerà.
 
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