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Dal mondo

La “ricostruzione” post-pandemia.
Le indicazioni di Ocse, Ciat e Iota

Analisi e consigli delle organizzazioni internazionali sulle attività delle Amministrazioni fiscali nel dopo-emergenza

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Continua l’attività di supporto delle organizzazioni internazionali alle Amministrazioni fiscali per l’emergenza Covid-19. È stato pubblicato qualche giorno fa il terzo report sulle misure anti-crisi prodotto dal Forum on tax administration dell’Ocse, in collaborazione con Ciat e Iota, dal titolo “Tax administration responses to Covid-19: recovery period planning”.
Con questo report il focus passa dalla business continuity ai business restoration plans, ovvero ai piani che le Amministrazioni fiscali devono attuare per riorganizzare le proprietà attività nel periodo della “ricostruzione” post pandemia. 

I piani per il recupero delle attività 
Dalla gestione del personale alla comunicazione strategica, dai servizi ai contribuenti alla riapertura degli uffici, il report affronta le questioni cruciali che investiranno le Amministrazioni nei prossimi mesi. 
La riapertura degli uffici, ad esempio, sarà una delle questioni che le agenzie fiscali dovranno gestire, cercando di trovare un equilibrio tra i benefici del ritorno al luogo di lavoro e i rischi alla salute che questo potrebbe comportare. Dovranno adottare le misure necessarie per garantire la sicurezza dei dipendenti e, nelle strutture aperte al pubblico, anche dei contribuenti. In quest’ambito, le Amministrazioni dovranno decidere se continuare a spingere gli utenti a utilizzare i servizi per via telematica per evitare di recarsi presso gli uffici, puntando, quindi, verso una maggiore digitalizzazione della propria attività. 

Sicurezza del personale e comunicazione strategica 
La gestione e il benessere del personale rappresenta uno degli altri elementi fondamentali nel periodo di ricostruzione. Alcune Amministrazioni hanno attivato programmi di assistenza con l’obiettivo di comprendere, attraverso focus group, interviste e colloqui, come i propri dipendenti hanno vissuto il periodo di crisi. L’esperienza della pandemia potrebbe avere delle conseguenze a lungo termine sulla gestione del personale: ad esempio, le Amministrazioni dovranno valutare se considerare il lavoro da casa come una soluzione stabile per garantire maggiore flessibilità ai propri dipendenti.
Sul fronte della comunicazione istituzionale, il report evidenzia come la crisi economica-sanitaria possa rappresentare un’opportunità per migliorare la percezione che i cittadini hanno del Fisco e, di conseguenza, la tax compliance. Per raggiungere questo obiettivo, le Amministrazioni fiscali dovranno comunicare in modo efficace l’importanza del pagamento delle tasse e delle entrate tributarie per garantire i servizi pubblici, primi tra tutti quelli sanitari. 

Scenari futuri
Il report sottolinea come a condizionare l’attività delle Amministrazioni fiscali sarà prima di tutto una forte diminuzione delle entrate tributarie a causa della crisi economica e dell’aumento della disoccupazione. In particolare, in netto calo potrebbero essere i contributi previdenziali e il gettito derivante dalle imposte sui redditi. La riduzione dei consumi, invece, potrà determinare una flessione delle entrate provenienti dall’Iva e dalle accise, mentre le imposte sugli immobili risentiranno meno dell’impatto negativo della crisi. 
Secondo il report, per comprendere la reale portata delle conseguenze della pandemia le Amministrazioni fiscali dovranno acquisire e utilizzare il maggior numero di informazioni a loro disposizione come quelle provenienti dai versamenti, dalla fatturazione, dall’attività di compliance e controllo quando ripartirà, dal numero di richieste di sospensione, differimento o ulteriore dilazione dei debiti fiscali da pagare da parte dei contribuenti. 

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