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Riforma della legge comunitaria e disciplina degli aiuti di Stato

Approvato il disegno di legge sulla rivisitazione della normativa che disciplina i rapporti tra l'Italia e l'Ue

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Il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare il disegno di legge "Norme generali sulla partecipazione dell'Italia al processo normativo dell'Unione Europea e sulle procedure per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea". Un provvedimento di riforma della legge n. 11 del 4 febbraio 2005, concepita nell'ottica dei Trattati europei precedenti a quello di Lisbona in vigore dal 1° dicembre di quest'anno. Il provvedimento, dopo il vaglio in Conferenza unificata, sede congiunta della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza Stato-Città ed autonomie locali, farà ritorno in Consiglio dei ministri per l'esame definitivo.

Il disegno di legge in dettaglio
Il disegno di legge è indirizzato alla rivisitazione della normativa su cui si fonda la disciplina dei  rapporti tra l'Italia e l'Unione europea attraverso la costituzione di un unico corpus iuris (attualmente molti aspetti specifici sono disciplinati in disposizioni di legge che si sommano alla legge n. 11/2005) che recepisce e disciplina le istanze del coordinamento a fini europei delle Amministrazioni centrali e locali dello Stato. Il provvedimento s'inserisce nel piano di attuazione concreta delle novità istituzionali dettate dal trattato di Lisbona che, ovviamente, si riverberano sui meccanismi di produzione legislativa. Basti pensare al principio di diretto coinvolgimento dei Parlamenti nazionali nelle tematiche sul funzionamento dell'Unione europea e sulla vigilanza del rispetto del principio di sussidiarietà nell'attività legislativa dell'Unione.

Semplificazione e snellimento delle procedure
Tali finalità primarie impongono il ricorso a meccanismi di adattamento che tengano conto anche dell'ampliamento delle componenti linguistiche emerse negli ultimi cinque anni e delle maturate esigenze di snellimento delle procedure, di semplificazione normativa e di trasparenza nella comunicazione.
Si è avuto modo di evidenziare che l'accoglimento delle istanze di rinnovamento ha gia preso avvio negli intendimenti governativi manifestati nei mesi passati relativamente alla riforma della legge comunitaria per consentire al Governo di predisporre in tempi brevi e certi le deleghe legislative necessarie per il recepimento degli atti dell'Unione europea.
La riforma prevede, come si è anticipato, uno sdoppiamento dell'attuale legge comunitaria annuale articolata due distinte leggi annuali: la legge di delegazione europea e la legge europea. La prima, da presentare al Parlamento entro il 28 febbraio di ogni anno, concerne esclusivamente deleghe legislative e autorizzazioni all'attuazione in via regolamentare; la seconda, eventuale e da presentare al Parlamento anche disgiuntamente rispetto alla legge di delegazione europea, recante disposizioni di attuazione diretta.

Una iniziativa per arginare le disfunzioni
Il protrarsi dei tempi di approvazione in Parlamento della legge comunitaria annuale (che puntualmente sfora l'anno di riferimento)  ritardano l'adeguamento alla normativa comunitaria attivando  numerose procedure di infrazione da parte della Commissione europea. Le procedure d'infrazione, infatti, complicano i tempi di approvazione della legge comunitaria perché impongono l'adozione delle  disposizioni modificative o abrogative di disposizioni statali vigenti necessarie per risolverle. L'attuazione di un disegno di legge "snello", contenente esclusivamente le deleghe al Governo, imprimerebbe celerità all' iter parlamentare, consentendo così al Governo di attuare rapidamente gli atti dell'Unione europea.

Gli aiuti di Stato e le procedure esecutive delle decisioni di recupero
Il disegno di legge rivede sistematicamente anche  la materia degli aiuti di Stato e delle relative procedure esecutive delle decisioni di recupero. Il testo si compone di 8 Capi, in particolare:

  • il Capo I contiene le disposizioni generali;
  • il Capo II la disciplina la partecipazione dell'Italia al processo normativo dell'Unione europea;
  • il Capo III disciplina la partecipazione del Parlamento, delle regioni e delle province autonome e delle autonomie locali al processo di formazione degli atti dell'Unione europea;
  • il Capo IV disciplina l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, ed i nuovi strumenti di adeguamento quali come già detto, la "legge di delegazione europea" e l'altra eventuale "legge europea";
  • il Capo V disciplina l'informazione al Parlamento,
  • il Capo VI disciplina il contenzioso;
  • il Capo VII disciplina la materia degli aiuti di Stato;
  • il Capo VIII le disposizioni transitorie e finali e le abrogazioni.
     
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