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Dal mondo

Riforma fiscale: il Giappone punta
su start up, innovazione e difesa

La manovra programma i cambiamenti che saranno introdotti gradualmente per reperire più risorse per il bilancio militare

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Il 2022 appena concluso è stato un anno difficile per il Giappone. L’economia, con un rallentamento del Pil del 0,8% nel terzo trimestre, non è ancora pienamente fuoriuscita dalla stagnazione dovuta all’impatto del Covid. Il difficile quadro internazionale ha spinto l’esecutivo ad aumentare gli stanziamenti per le “forze di autodifesa”. E, a segnare quasi la chiusura di un’epoca, si è aggiunto l’omicidio dell’ex premier Shinzo Abe, l’uomo che con la Abenomics aveva segnato lo scorso decennio. In questo scenario i partiti di governo hanno presentato, come da tradizione, la riforma fiscale per l’anno successivo nella terza settimana di dicembre. Non si tratta però di una manovra di routine, ma di un insieme di provvedimenti che intende gettare le basi della politica fiscale nel lungo e medio periodo, a partire dagli incentivi su ricerca, sviluppo e innovazione per arrivare all’aumento graduale della pressione fiscale per rimpolpare il bilancio militare.

Ricerca, sviluppo: se aumenti gli investimenti cresce il credito di imposta
Con la proposta presentata qualche settimana fa, il governo Kishida continua a puntare sul settore della ricerca e sviluppo, con robuste agevolazioni fiscali. In particolare, saranno premiate le imprese che aumenteranno gli investimenti in test e ricerca. L’attuale credito di imposta del 25% sarà elevato fino al 30% per le imprese che incrementeranno questo tipo di investimenti e sarà ridotto fino al 20% per quelle che li ridurranno. Il trattamento preferenziale nel sistema di crediti di imposta R&D riguarderà anche le imprese che assumeranno lavoratori in possesso di Phd o ricercatori con un certo livello di esperienza.

Nuove agevolazioni fiscali per chi investe nelle Start Up
La manovra fiscale riserva, inoltre, una particolare attenzione alla promozione delle Start Up. Fa infatti parte del “pacchetto” una nuova esenzione fiscale sugli investimenti di profitti fino a due miliardi di yen, derivanti dalla compravendita di azioni, nella costituzione di nuove imprese o nel rafforzamento di Start Up nella fase embrionale (“pre seed”) o in quella in cui l’azienda si struttura per entrare nel mercato di riferimento (“seed”).

Global Minimum Tax, verso l’applicazione del secondo pilastro Ocse
L’introduzione dell’aliquota minima al 15% per le imprese con un volume d’affari superiore a 750 milioni di euro all’anno è il secondo pilastro Ocse nell’ambito di una strategia comune di tassazione delle grandi società attive su scala internazionale. Con la riforma fiscale 2023, il Giappone ha deciso di applicare questa parte della strategia con l’introduzione dell’Income Inclusion Rule (vedi articolo Global Tax, istruzioni per l’uso. Linee guida Ocse sul secondo pilastro) a partire dal periodo di imposta 2024, tenendo d’occhio eventuali aggiustamenti in sede Ocse.

Risorse per il settore militare: più tasse, ma dal 2024
Con l’obiettivo di destinare, a partire dal periodo d’imposta 2027, mille miliardi di yen al rafforzamento delle “capacità di autodifesa”, ossia alle forze armate, i partiti di governo hanno programmato una serie di aumenti delle aliquote che saranno applicati dal 2024. Si tratta, in sintesi, di una addizionale del 4-4,5% sull’imposta sulle società, una addizionale dell’1% sull’Irpef e un aumento delle accise sul tabacco pari a tre yen per sigaretta. È messa nero su bianco anche la questione che aveva monopolizzato l’attenzione della stampa giapponese nei giorni precedenti alla presentazione della manovra: la decisione di introdurre una Minimum Tax nazionale sui redditi “estremamente elevati” delle persone fisiche; una nuova imposta che però slitta al 2025. 

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