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Scozia & Regno Unito, uno sguardo
alle differenze nelle aliquote Irpef

La terra delle cornamuse adotta misure fiscali diverse dal resto delle nazioni britanniche per quanto riguarda i contribuenti persone fisiche

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In Scozia il 6 aprile è iniziato il nuovo anno fiscale e con esso persistono alcune distanze, già emerse anche lo scorso anno, tra il regime scozzese e quello vigente nel resto del Regno Unito. In particolare le differenze riguardano gli scaglioni previsti per l’imposta sul reddito, sia per quanto riguarda le soglie minima e massima, sia per quanto riguarda il numero di fasce reddituali previste. Questa differenza determina, inoltre, una serie di conseguenze nell’ambito delle agevolazioni previste per alcune categorie di contribuenti. Vediamole in dettaglio.

Scaglioni e aliquote per i redditi imponibili
A Edimburgo non sono imponibili i redditi fino a 11.850 sterline. A partire da questa soglia iniziale, le fasce di reddito imponibili sono così suddivise:

  • da 11.851 a 13.850 sterline (tassata al 19%)
  • da 13.851 a 24.000 sterline  (tassata al 20%)
  • da 24.001 a 43.430 sterline (tassata al 21%)
  • da 43.431 a 150.000 sterline  (tassata al 41%)
  • al di sopra di 150.000 sterline (tassata al 46%)

Nelle restanti nazioni del Regno Unito, invece, la quota non imponibile del reddito arriva a 12.500 sterline, mentre i restanti scaglioni (e le rispettive aliquote) sono i seguenti:

  • da 12.501 sterline a sterline 50.000 (20%)
  • da 50.000 a  150.000 sterline (40%)
  • al di sopra di 150.000 sterline (45%)

L'imposta scozzese sul reddito prevede cinque scaglioni di reddito, due in più rispetto ai tre per l'imposta sul reddito del Regno Unito. In Scozia, infatti, ci sono tre aliquote per i redditi medio-bassi (una sola nel resto del Regno), seguite da altre due rispettivamente del 41% e del 46% (contro le aliquote del 40% e del 45% previste dall'imposta sul reddito delle persone fisiche in vigore nel Regno Unito). Questa ripartizione di aliquote e scaglioni si applica solo ai redditi provenienti da proprietà in affitto o dai redditi da lavoro, da pensione o da lavoro autonomo. Invece, per quanto riguarda ciò che deriva da risparmio o da dividendi, i contribuenti scozzesi sono soggetti al regime del Regno Unito.

Cosa succede alle agevolazioni fiscali
Le differenze appena evidenziate sono emerse per la prima volta nel sistema introdotto dal governo scozzese nell'anno fiscale 2018/19 e restano valide anche per il 2019/2020. La ricaduta di questa situazione determina altrettante diversità nell’ambito delle possibilità di beneficiare o meno di alcune agevolazioni. In particolare, in Scozia si assiste a una limitazione dell'ammissibilità per l'indennità di matrimonio a chi guadagna meno di  43.430 sterline, contro il tetto stabilito a  50.000 sterline nel resto del Regno Unito. Ciò è dovuto alla soglia inferiore, prevista dal parlamento scozzese per lo scaglione più elevato dei tre previsti per i redditi medio-bassi. Inoltre, i contribuenti scozzesi che pagano l'aliquota d'imposta intermedia (21%) e che si avvalgono di un regime pensionistico con “sgravio alla fonte” dovranno contattare il Fisco di sua Maestà per chiedere l'ulteriore quota di sgravio fiscale a cui hanno diritto sui loro contributi. Ancora, il persistente disallineamento tra le aliquote fiscali scozzesi e il limite superiore dei guadagni per la National Insurance provoca una situazione per cui i dipendenti scozzesi che guadagnano tra  43.430 e  50.000 sterline, saranno esposti a un'aliquota marginale del 53%, rispetto al 42% nel resto del Regno Unito. Questi punti di divergenza tra le aliquote e gli scaglioni della Scozia e quelli britannici creano inevitabilmente alcune complessità per i contribuenti scozzesi. Ad esempio, i contribuenti scozzesi che devono dichiarare dividendi e redditi da lavoro, devono considerare sia le aliquote e le fasce di reddito scozzesi che quelle del Regno Unito quando preparano la loro dichiarazione dei redditi.

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