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Scozia: sulla nuova Income Tax
la parola d’ordine è progressività

Il governo scozzese presenta il Draft Budget. Due nuove aliquote per tutelare i contribuenti a basso reddito

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Chi guadagna di più paghi un po' di più, chi guadagna meno paghi un po' di meno. È questa, in sostanza, la filosofia fiscale del governo scozzese in materia di imposta sul reddito. A metà dicembre l’esecutivo di Edimburgo ha pubblicato il Draft Budget, che include una proposta di riforma della tassazione del reddito in direzione di una maggiore progressività. Il documento propone di portare da tre a cinque le aliquote della Income Tax ed è il risultato una estesa consultazione con le parti sociali.
 
Da tre a cinque aliquote
“I redditi più bassi – si legge nel Draft Budget – non devono sopportare il peso dell'austerità”. Per questa ragione l'esecutivo scozzese propone di introdurre una nuova aliquota più bassa (al 19% invece che al 20%) per i redditi compresi fra 11.850 e 13.850 sterline e di mantenere invece al 20% l’aliquota per i redditi medi, compresi fra i 13.850 e i 24.000 pound. La proposta prevede, inoltre, l'introduzione di una aliquota intermedia al 21% per i redditi fra 24.000 e 44.273 sterline. Vengono, infine, ritoccate verso l'alto le due aliquote più elevate: si alzano di un punto per arrivare al 41%, quella per i redditi fra 44.273 e 150.000 sterline, e al 46%, quella per chi dichiara oltre 150.000 pound.
 
La nuova Income tax alla prova del test
Cinque aliquote per un’imposta sul reddito più progressiva, ma non solo. Il governo scozzese ha, infatti, sottoposto le politiche fiscali a quattro Policy Test in materia di entrate, di protezione per le fasce di reddito più basse, di progressività e di crescita economica. Per quanto riguarda il flusso delle entrate, la riorganizzazione delle aliquote dovrebbe garantire, secondo le stime governative scozzesi, 164 milioni di sterline in più per i servizi pubblici nell’anno fiscale 2018/2019. Dal punto di vista dell’equità sociale, gli studi statistici assicurano che il 70 per cento dei contribuenti scozzesi (quelli che guadagnano sino a 33mila pound) non pagheranno più tasse nel 2018/19, rispetto a quelle del 2017/18. Sul fonte della progressività, con la revisione delle aliquote il governo scozzese attende una netta riduzione del coefficiente di Gini (l’indice statistico, introdotto dallo studioso italiano Corrado Gini, che misura la disuguaglianza nella distribuzione del reddito). Grande attenzione anche all’andamento dell’economia: da questo punto di vista, lo studio del Governo scozzese lega la crescita del gettito (+1,4%)  all’attuazione di una serie di misure di spesa per la crescita.
 
Lo scenario: autonomia e tagli
La rimodulazione delle politiche fiscali avviene in un contesto in cui la Scozia gode di una sempre maggiore autonomia tributaria. Un vero spazio di “sovranità” concesso via via dal Regno Unito alla nazione scozzese, anche dopo la vittoria su misura dei No (55,3% contro 44,7) nel referendum per l’indipendenza da Londra del 18 settembre 2014. In particolare, la possibilità di ridisegnare le aliquote della Income Tax  è stata assegnata al Parlamento scozzese dallo Scotland Act 2016.  D’altra parte, anno dopo anno, si riducono le risorse trasferite da Londra a Edimburgo: un taglio stimato in 2,6 miliardi di sterline fra il 2010 e il 2020. In concreto - sottolinea il Draft Budget –  nei prossimi due anni il governo scozzese dovrà affrontare tagli reali per 500 milioni nella spesa “giorno per giorno”.
 
Una riforma troppo complessa per i tecnici del fisco
Nonostante il coinvolgimento delle forze sociali nell’elaborazione del Draft Budget, le proposte fiscali del Governo scozzese non raccolgono comunque solo consensi. Il 15 dicembre, a poche ore dalla pubblicazione del Draft Budget, l’Associazione dei Tecnici Fiscali (ATT) ha diffuso un comunicato stampa dai toni preoccupati. Secondo l’associazione dei tecnici del fisco la riforma della Income Tax potrebbe infatti “rendere più complesso il calcolo delle imposte sul reddito”.  La dirigente dell’ATT, Yvette Nunn, ha affermato che “Ora che le aliquote si differenzieranno in maniera più significativa a Nord e a Sud del confine scozzese, diventa fondamentale che l’Hmrc sia in grado di identificare chi è un contribuente scozzese”.  
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