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Dal mondo

Il sistema fiscale nella Repubblica Ceca

A partire dal 1998, la tassazione dei redditi da impresa è passata progressivamente dal 39 al 35 per cento fino a giungere all'attuale livello di imposizione del 31 per cento

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In vista del suo ingresso fra i Paesi dell'Unione europea a decorrere dal prossimo 1° maggio, la Repubblica Ceca ha intrapreso un progressivo procedimento di riassetto fiscale sia con riferimento alla propria struttura organizzativa in senso stretto sia con riferimento alla tassazione vera e propria. Tuttavia una simile riorganizzazione si è resa necessaria oltre che per gli impegni strettamente internazionali (ad esempio, su alcuni prodotti l'aliquota Iva era inferiore a quella praticata negli altri Paesi comunitari), anche per le esigenze dirette di uno Stato, quale quello ceco, caratterizzato da una spesa pubblica poco modificabile nel breve periodo.
Nell'ottica di questo "risanamento fiscale", il Ministero delle Finanze ceco ha avviato un progetto complesso che prevede fra l'altro una modifica anche dell'imposizione diretta e l'avvio di iniziative fiscali rivolte a incentivare le assunzioni e gli investimenti favorendo in tal modo la crescita economica.

Imposta sul reddito delle persone fisiche (Dan z prijmu fyzickych osob)
L'imposizione fiscale sui redditi prodotti nella Repubblica Ceca da persone fisiche verte su di un sistema progressivo di aliquote che vanno da un minimo del 15 per cento a un massimo del 32 per cento, secondo quanto di seguito riportato:

0 - 109.200 (base imponibile annua in corone ceche) = 15 per cento
109.200- 218.400 = 16.380 + 20 per cento dell'imponibile che eccede 109.200 corone
218.400 - 331.200 = 38.220 + 25 per cento dell'imponibile che eccede 218.400 corone
331.200 e oltre = 66.420 + 32 per cento dell'imponibile che eccede 331.200 corone
Il tasso di cambio del 03/03/2004 è stato pari a 1euro = Czk 32,9210 (Fonte: Il Sole-24 Ore).

Le imposte sulle persone fisiche si applicano ai redditi derivanti da attività svolte nella Repubblica Ceca e/o all'estero.
Per evitare la doppia imposizione dei redditi stranieri, la legge ceca prevede che si applichi il criterio del credito d'imposta sui redditi stranieri, a condizione che un accordo internazionale non preveda l'adozione di una procedura differente.

Sono tenute al pagamento di queste imposte tutte le persone fisiche residenti permanentemente o solitamente domiciliate nel territorio della Repubblica Ceca.
Le persone fisiche, che non sono permanentemente residenti o solitamente domiciliate, sono tenute solo al pagamento delle imposte sui redditi delle attività svolte nella Repubblica Ceca.
Le persone domiciliate all'estero e che, per delega di soggetti stranieri e in qualità di esperti, svolgano all'interno del territorio ceco attività di assistenza professionale a soggetti residenti o domiciliati nella Repubblica Ceca, sono anch'esse soggetti passivi di tale imposta, ma soltanto sui redditi percepiti per il lavoro svolto entro i confini nazionali.

La base imponibile è rappresentata dai redditi di lavoro dipendente e dai redditi di lavoro autonomo, anche se con regole diverse: infatti, i primi sono assoggettati all'applicazione di una ritenuta da parte del datore di lavoro, gli altri, invece, operano in regime di autotassazione e, invero, trova applicazione un sistema di acconti e saldi analogo a quello esistente nel nostro Paese. Per quel che concerne le deduzioni dalla base imponibile, accanto ad alcune "generiche" ne sussistono altre "particolari" quali, ad esempio, quelle per i carichi di famiglia con il progressivo innalzamento di quella per i figli verso quota 2mila corone.

Il programma del Governo non prevede, almeno nel breve periodo e salvo l'intervento su quelle citate, modifiche alla tassazione delle persone fisiche né in termini di operazioni sulla base imponibile, né su scaglioni o sugli oneri deducibili.

Alle aliquote riportate in precedenza vanno aggiunte altre, più basse, che si applicano ai redditi percepiti nel territorio ceco:
- i diritti d'autore sono sottoposti a un'aliquota del 10 per cento, a condizione che la remunerazione non superi le 3mila corone al mese
- interessi e dividendi sono soggetti a un'aliquota unica del 15 per cento operata attraverso il sistema della ritenuta a titolo d'imposta
- si applica un'aliquota del 15 per cento anche per i redditi derivanti da una seconda attività di lavoro dipendente, purché non eccedano le 2mila corone mensili.
Gli accordi sulla doppia imposizione possono prevedere condizioni più vantaggiose.

Imposte sul reddito delle persone giuridiche
Le società che svolgono attività nella Repubblica Ceca devono essere registrate a fini fiscali entro 30 giorni dall'avvenuta iscrizione nel Registro delle imprese. A partire dal 1° gennaio 1998, la tassazione dei redditi da impresa è passata progressivamente dal 39 per cento al 35 per cento, fino a giungere all'attuale livello di imposizione del 31 per cento. Tale aliquota viene applicata anche alle filiali di ditte ceche o estere. Obiettivo prioritario del Governo, come evidenziato dalla legge approvata lo scorso 2 dicembre 2003, è una tendenziale riduzione del carico fiscale che porti all'applicazione di un'imposta del 28 per cento per quest'anno, per poi passare al 26 per cento nel 2005 e infine arrivare all'aliquota del 24 per cento nel 2006 con un progressivo ampliamento, però, della base imponibile. A un'aliquota ulteriormente ridotta sono, invece, assoggettate le società di gestione d'investimenti, i fondi d'investimento e i fondi pensione. A partire dal 2000, si applica un'aliquota del 15 per cento ai dividendi sui redditi delle persone giuridiche ceche, mentre l'aliquota sale al 25 per cento per i dividendi pagati da persone giuridiche ceche all'estero.

La base imponibile è data dalla differenza fra entrate e costi sostenuti, fra i quali si annoverano i premi di assicurazione, i costi contributivi sociali e previdenziali, gli ammortamenti dei beni materiali.
Con riferimento proprio alle quote di ammortamento può essere utile evidenziare che il periodo di ammortamento varia dai 4 anni (per computer e automobili) fino ai 30 anni, tuttavia, dal 1999, il periodo di ammortamento per alcuni beni è stato ridotto (per esempio è sceso dagli 8 ai 6 anni per i camion e dai 45 anni ai 30 per gli immobili). Anche in questo Paese la normativa fiscale prevede la possibilità di avvalersi del procedimento di ammortamento accelerato.

Non sono deducibili dalla base imponibile invece, a titolo esemplificativo, i costi sostenuti per:
- l'acquisto di terreni, fabbricati, proprietà immateriali e titoli
- spese di rappresentanza

In materia di imposta sulle persone giuridiche, il Governo ha varato nel 2000 una serie di iniziative finalizzate a rendere più appetibili le iniziative produttive nella Repubblica Ceca e attrarre capitali dall'estero. Il piano prevede la realizzazione di investimenti almeno pari a 10 milioni di dollari; a fronte di tale onere le imprese ottengono l'esenzione totale dall'imposta per i primi dieci anni di attività.
Quando, poi, le aziende investono nelle aree caratterizzate da un alto tasso di disoccupazione, la soglia minima per l'investimento è ribassata a cinque milioni di dollari.
Per poter beneficiare di tutte queste agevolazioni, però, occorre che gli investimenti soddisfino alcuni requisiti "oggettivi": deve trattarsi della costruzione di nuovi impianti, dell'acquisto o della locazione di macchinari e attrezzature mai ammortizzate da un altro soggetto, devono essere investimenti comunque compatibili con le problematiche ambientali.

In alternativa all'esenzione decennale, il Piano ammette (se si tratta di imprese gia operanti nella Repubblica) il differimento dell'imposta per i cinque anni successivi all'investimento con ulteriori benefici per quei soggetti che siano in possesso di particolari requisiti. Queste aziende "virtuose" possono ottenere l'azzeramento del carico fiscale (inclusi gli interessi connessi all'originario differimento quinquennale delle imposte) e un bonus (di ammontare pari all'onere) da far valere a scomputo delle imposte degli esercizi futuri. Anche in questo caso, i beni devono essere "nuovi" ed eco-compatibili. È richiesto inoltre l'azzeramento delle perdite pregresse a partire dal primo esercizio in cui l'azienda chiuda con un utile.

Ulteriori agevolazioni sono previste al fine di incentivare l'occupazione soprattutto nelle aree meno sviluppate. In tale direzione è finalizzata l'erogazione di un prestito senza interessi fino a un ammontare pari a 80mila corone per ciascuna nuova assunzione, a condizione che il contratto abbia una durata non inferiore a due anni e il datore si impegni a rispettare le linee-guida stabilite dalla specifica normativa e a effettuare un numero minimo di assunzioni.

Analogo scopo si riconnette l'identica misura introdotta a favore dei tirocini: in tal caso, lo Stato contribuisce nella misura massima del 50 per cento del costo per il tirocinio (nei limiti, però, degli stanziamenti annuali di bilancio) a condizione che il datore di lavoro stipuli un numero minimo di contratti di tirocinio.
Le Amministrazioni locali, poi, possono contare su un prestito senza interessi che copre fino al 60 per cento dei costi connessi alla realizzazione di infrastrutture industriali, sempre nel rispetto degli stanziamenti di bilancio, a condizione che tali Amministrazioni rispettino i parametri fissati dal programma di sviluppo economico.

Imposta sul valore aggiunto (Dan z pridane hodnoty)
L'imposta sul valore aggiunto (DPH) è stata introdotta nella Repubblica Ceca a partire dal 1° gennaio 1993 e si applica alle importazioni di beni nel territorio dello Stato e alle prestazioni imponibili (vedremo più avanti che alcune di esse sono invece considerate esenti) effettuate nella Repubblica stessa.

Esistono due aliquote Iva, la più alta, pari al 22 per cento, si applica alla maggior parte dei beni e dal 1° gennaio 1998 anche a elettricità, gas e combustibili solidi. L'aliquota del 5 per cento, invece, si applica in generale ai servizi (a eccezione dei noli, delle attività di mediazione e dei servizi per il trasporto di turisti, per i quali trova applicazione l'aliquota più alta) e ad alcuni beni di largo consumo alimentare. È stato approvato dal Parlamento di Praga un emendamento in materia fiscale che prevede la riduzione, a partire dal 1° maggio 2004, dell'aliquota Iva dal 22 per cento al 19 per cento. L'aliquota più bassa rimane al 5 per cento per alcune categorie di beni.

Alcuni servizi espressamente indicati nella legge sull'Iva, infine, sono esenti (fra questi i servizi postali, assicurativi, medici, le operazioni finanziarie, attività di gioco e lotterie, le operazioni svolte da enti no-profit). Dal 1° aprile 2000 sono esenti da Iva anche gli affitti e i leasing di terreni, fabbricati (o parti di fabbricati), appartamenti e locali non residenziali. Il soggetto tenuto al pagamento dell'Iva può decidere di applicare tale imposta sul leasing, ma solo quando la proprietà oggetto del contratto verrà utilizzata dalla controparte per scopi commerciali. In questi casi, si applica l'aliquota Iva ridotta, del 5 per cento.

Altre modifiche sono state introdotte dall'emendamento del 1° aprile 2000:
- alcuni articoli sanitari e per persone handicappate sono stati trasferiti nel gruppo di beni su cui si applica l'Iva ridotta del 5 per cento
- gli imprenditori stranieri non operanti nella Repubblica Ceca possono, ora, fare richiesta di rimborso per alcuni tipi di beni e servizi acquistati in territorio ceco, senza che sia necessario concludere appositi accordi internazionali, come avveniva in passato
- è possibile ottenere, sotto specifiche condizioni, il rimborso dell'Iva per quei beni acquistati nella Repubblica Ceca ed esportati all'estero.

Anche nella Repubblica Ceca la liquidazione e il versamento dell'imposta sul valore aggiunto ha di regola una cadenza mensile, tuttavia per gli operatori con volume d'affari più contenuto è possibile ricorrere a liquidazioni, e conseguenti versamenti, trimestrali.
Il piano delle agevolazioni fiscali varato nel 2000 prevede, ai fini Iva, l'esenzione dall'imposta sulle importazioni di macchinari e attrezzature (purché siano "nuovi" e rappresentino almeno il 40 per cento dell'investimento complessivo) o, laddove non sia possibile per motivi di concorrenza comunitaria, il differimento di ben 90 giorni dell'onere tributario.

Le altre imposte
Il sistema fiscale ceco prevede accanto alle imposte "principali" appena descritte, una serie di altri tributi che assicurano un gettito notevole. Basti pensare che secondo i dati riportati dall'Amministrazione finanziaria della Repubblica Ceca nella relazione annuale riferita al 2002, le imposte sui consumi (Spotrebni dane) hanno assicurato all'Erario un'entrata di circa 80 miliardi di corone che ne fa il terzo tributo nazionale dopo le imposte sui redditi (circa 176 miliardi) e l'imposta sul valore aggiunto (circa 155 miliardi). Le imposte sui consumi colpiscono beni (quali i combustibili, gli idrocarburi, i prodotti della distillazione e gli alcolici, il tabacco e i suoi derivati) di produzione domestica o d'importazione con aliquote (per unità prodotta o importata) uniche per tutto il territorio nazionale, senza distinzione fra le singole regioni. L'imposizione è liquidata mensilmente e ammette la possibilità di rimborso per i beni che successivamente vengono esportati. Anche in questo campo, è in atto un progressivo innalzamento delle aliquote anche in relazione all'adeguamento agli standard comunitari.

Un'altra imposta in vigore nella Repubblica Ceca è l'imposta sugli immobili (Dan z nemovitosti), che colpisce il possesso di terreni e fabbricati. Attualmente, i primi vengono assoggettati a tassazione in base al tipo di terreno, alla sua ubicazione e all'uso a cui è destinato; a partire dal 2005 si prevede di modificare il criterio ricorrendo invece al loro valore di mercato. I fabbricati sono tassati sulla base della distinzione per tipologia (fissata per legge), prescindendo dal loro valore di mercato finché questo è inferiore a quello determinato in base alla legge. Sia per i terreni che per i fabbricati, il periodo d'imposta coincide con l'anno solare e la base imponibile viene determinata (con i criteri già enunciati) in relazione allo stato in cui essi si trovano al 1° gennaio di ciascun anno.

Con criteri analoghi avviene l'applicazione dell'imposta sui trasferimenti delle proprietà immobiliari (Dan z prevodu nemovitosti), che grava sul venditore in base all'aliquota del 5 per cento; dal luglio di quest'anno si prevede di agire su quest'imposta attraverso la riduzione al 3 per cento dell'aliquota a cui si contrapporrà la progressiva eliminazione di una serie di esenzioni per alcune tipologie di trasferimenti.

Quanto all'imposta sulle successioni (Dan dedica) e l'imposta sulle donazioni (Dan darovaci), la tassazione oscilla tra lo 0,5 per cento e il 40 per cento in base alla relazione che intercorre tra il de cuius/donatore e l'erede/donatario.

Infine, si segnala l'applicazione della cosiddetta road tax (Dan silnicni), che colpisce esclusivamente i veicoli (sia quelli destinati al trasporto di persone sia quelli commerciali in senso stretto) destinati all'utilizzo nell'attività, mentre ne sono esenti quelli usati per scopo meramente personale. La tassazione ha periodicità annuale ed è commisurata per gli autocarri al numero di assi e al peso, mentre per gli altri veicoli è determinata in base alla cilindrata.
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