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Dal mondo

Spagna: contro l’evasione fiscale,
il 2015 è un anno da ricordare

A indicarlo l’ultimo Rapporto dell’Agencia Tributaria che fa il punto della situazione e traccia un bilancio dei risultati

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Il 2015 è un anno che rimarrà negli annali dell’Agenzia spagnola delle Entrate. Dal lavoro di prevenzione e lotta contro le frodi fiscali, sono ritornati nelle casse dell’erario più di 15 mld di euro, per la precisione 15mld e 664 mln, che, comparati con il risultato raggiunto nel 2014, indicano un incremento percentuale del 27,2. A indicarlo è l’Agencia Tributaria che, proprio recentemente, ha presentato il tradizionale Rapporto di attività, tracciando un bilancio dei controlli portati a termine nel 2015. Il raggiungimento di questi risultati avviene in un contesto in cui, anche se si va consolidando la ripresa economica, gli esercizi soggetti ad approvazione sono, in parte, riferiti ad annualità con basi imponibili aggregate in diminuzione.
 
Prevenzione, lotta all’evasione e riscossione
Della cifra globale, 15,188 mld di euro sono riferibili direttamente ai risultati ottenuti dall’Agenzia nell’esercizio delle sue funzioni di prevenzione e lotta all’evasione fiscale. Una cifra che, in termini di raffronto con l’anno precedente, significa un incremento del 32,2%. Di questa cifra, a sua volta, 9,687 mld di euro derivano da attività di verifica fiscale e accertamento che aumentano dell’11,6% rispetto all’anno precedente.
Nell’insieme dei risultati dell’Agenzia per il 2015 rilevano, in particolare, gli introiti provenienti da liquidazioni e da atti della gestione legata alla riscossione. Queste entrate, che storicamente riflettono il nucleo fondamentale dei risultati economici della lotta contro l’evasione fiscale, aumentano di un 7,6% rispetto al 2014 attestandosi a 8,346 mld di euro, cifra mai raggiunta fino ad ora in questo ambito.
 
I risultati da attività ispettiva e la lotta al sommerso
L’Agencia Tributaria ha continuato a rafforzare l’attività ispettiva, con un totale di 107.580 attività di verifica e indagine, un 8% in più rispetto all’esercizio precedente e un 46% in più rispetto al 2011. Le attività di controllo sull’economia sommersa sono state accentuate grazie anche ai nuovi strumenti messi a disposizione da una normativa più adeguata ai tempi inclusi quelli derivati dalla legge antifrode approvata dal Parlamento nel 2012. In questo contesto gli interventi di verifica, condotti nel rispetto delle limitazioni introdotte dalla legge per i pagamenti in denaro contante, si sono tradotti in 6.087 atti di analisi condotte su casi di inosservanza, con un incremento del 27,8% rispetto allo stesso periodo del 2015. In chiusura dello stesso anno, sono stati avviati 1.313 atti sanzionatori, un 36,7% in più rispetto al 2014.
L’anno passato l’importo totale liquidato dagli organi ispettivi è cresciuto sensibilmente, quasi un 43%, fino a raggiungere i 7,129 mld di euro. In questo risultato riveste gran rilevanza il debito liquidato dalla direzione centrale dei grandi contribuenti ossia 3,142 mld di euro, che rappresenta un 44% dell’importo totale liquidato.
 
I controlli sul fronte informatico
Speciale rilievo hanno avuto i controlli sul fronte informatico con l’appoggio sinergico delle Unità di Auditoria Informatica (UAI), che hanno partecipato alla realizzazione di 1.630 interventi su irregolarità rilevate con queste particolari caratteristiche. Dal 2012 le attività della UAI sono aumentate dell’80% e l’aumentata efficienza dei controlli ha permesso di individuare nuove tipologie di “software di occultamento”, acquisire prove inoppugnabili sulle irregolarità commesse e ridurre il tempo necessario per le verifiche e gli accertamenti ispettivi.
 
Adempimenti formali e locazioni in nero
Nell’ambito delle attività speciali condotte contro l’economia sommersa da parte dell’Agencia Tributaria, gli accertamenti sul campo, destinati a verificare il rispetto degli adempimenti formali e di registrazione in settori a speciale rischio di evasione fiscale, hanno prodotto risultati superiori all’anno precedente. Delle 21.810 verifiche di questo tipo, in particolare, 14.449 sono strettamente legate all’economia sommersa, con un incremento del 28,7% rispetto al 2014. Un risultato che è anche connesso alla selezione di nuovi addetti da destinare a questa specifica attività e all’inclusione di nuovi settori di indagine. Di rilievo anche le 5.469 visite ispettive finalizzate a rilevare le locazioni in nero.
 
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