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Dal mondo

Spagna: il country report
vera novità del piano BEPS

Il documento va ad integrare masterfile e local file, si compone, a sua volta, di due differenti prospetti

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Gli obblighi di report Paese per Paese, che scattano a partire dall’anno d’imposta 2016, valgono per i soggetti residenti ai fini fiscali in Spagna che siano società holding di un gruppo multinazionale (come definito in base alle norme di diritto commerciale spagnolo) a loro volta non  controllate da altra società ovunque residente (anche in Spagna) nella misura in cui il fatturato netto del gruppo consolidato nel corso dell'anno fiscale precedente sia superiore a 750 milioni di euro.
 
Le stabili organizzazioni e le holding
Le nuove disposizioni si applicano anche a soggetti e stabili organizzazioni che sono, direttamente o indirettamente, detenuti da una holding non residente quando una qualsiasi delle seguenti condizione è soddisfatta:
  • il soggetto residente spagnolo o la stabile organizzazione in Spagna è stato delegato dalla sua controllante non residente a preparare il report country by country;
  • il Paese in cui la holding è residente non ha fissato obblighi documentali simili a quelli spagnoli;
  • non vi è scambio automatico di informazioni  in relazione a tali obblighi tra la Spagna ed il Paese in cui la holding è residente;
  • nel Paese in cui in cui la holding è residente non è stato adempiuto l’obbligo di reporting country by country e tale omissione è stata notificata alle società spagnole (o stabili organizzazioni in Spagna) del gruppo prima della scadenza del termine per la presentazione del report  (12 mesi dalla chiusura dell’anno d’imposta).
 
Le informazioni da indicare nel report
Nel report in discussione per ogni giurisdizione fiscale su base aggregata va indicato:l’ammontare dei ricavi complessivi del gruppo, distinguendo tra quelli derivanti da transazioni  infragruppo e quelli derivanti da transazioni con parti indipendenti; il risultato prima delle imposte; le imposte sul reddito maturate nell’anno, ivi incluse le ritenute alla fonte subite; le imposte sul reddito effettivamente pagate nell’anno d’imposta, ivi incluse le ritenute alla fonte; il capitale sociale ed il patrimonio netto alla fine dell’anno d’imposta; il numero medio di dipendenti; le immobilizzazioni materiali ed investimenti immobiliari; la lista dei soggetti del gruppo residenti, incluse le stabili organizzazioni e le principali attività da essi svolte, altre informazioni considerate rilevanti dal soggetto che compila il report. Gli ammontari devono essere denominati in euro tuttavia non risulta ancora definito chiaramente quale tasso di cambio debba  essere applicato (medio, rilevato alla fine dell’anno d’imposta, ecc…).
 
Altre novità sulla documentazione di transfer pricing
Con l’intervento di luglio è stata integrata la documentazione obbligatoria dei prezzi di trasferimento. Per quanto concerne il masterfile (relativo al gruppo multinazionale) è stato previsto che esso debba anche contenere: la descrizione delle principali attività del gruppo con indicazione dei principali mercati geografici dove esso opera, fonti dei ricavi e di approvvigionamento che rappresentano almeno il 10% del fatturato del gruppo; le informazioni sugli intangibili del gruppo: strategia globale perseguita con riferimento allo sviluppo, proprietà e sfruttamento dei beni immateriali ed eventuali trasferimenti infragruppo intervenuti; l’individuazione delle imprese del gruppo dove viene svolta attività di ricerca e sviluppo,  indicazione del management responsabile e compensi corrisposti per tali attività dalle imprese del gruppo committenti; la descrizione delle attività finanziarie del gruppo: identificazione delle imprese del gruppo che svolgono principalmente attività di finanziamento con indicazione del Paese nel quale l’attività viene svolta e dei principali contratti infragruppo ed con soggetti esterni al gruppo sottoscritti; una breve descrizione degli accordi sui prezzi di trasferimento in vigore ed altre eventuali decisioni di autorità fiscali che influenzano la distribuzione dei profitti del gruppo tra i Paesi in cui esso opera.
 
La documentazione locale
Per quanto concerne la documentazione locale (relativa esclusivamente alla impresa o stabile organizzazione in Spagna) le novità sono le seguenti: la descrizione della struttura organizzativa del management; un organigramma con indicazione della reportistica verso l’estero (ad es. verso principal e capogruppo). Tale documentazione ha l’obiettivo di chiarire dove le decisioni rilevanti sull’attività vengono prese; l’attività e business strategy del contribuente con indicazione di operazioni sui beni intangibili ed altre operazioni connesse a business restructurings; l’indicazione dei principali competitors; la riconciliazione tra i dati della analisi economica (arm’s length value) e i dati di bilancio.
 
Percorso semplificato per alcune categorie
In una ottica di semplificazione è previsto infine che per i gruppi con fatturato consolidato inferiore a 45 mln di euro la documentazione debba contenere esclusivamente: una descrizione della natura e caratteristiche principali del business e delle operazioni con parti correlate; l’identificazione del contribuente e delle parti correlate con le quali vengono realizzate le operazioni; l’identificazione del  metodo di determinazione dei prezzi di trasferimento utilizzato; i comparables selezionati e valore o gamma di valori di libera concorrenza. 
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