Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Dal mondo

Spagna e Algeria “si accordano” contro la doppia imposizione

La Convenzione, entrata in vigore di recente, si applica alle imposte sul reddito e sul patrimonio delle persone residenti in uno o entrambi gli Stati
Per la Spagna le imposte prese in considerazione sono quella sul reddito delle persone fisiche (Irpf), sulle società, sul reddito dei non residenti, sul patrimonio e le imposte locali su reddito e patrimonio. Per quanto riguarda l’Algeria la convenzione regola l’imposta globale sul reddito, sugli utili delle società, sulle attività professionali, sul patrimonio, sulle proprietà immobiliari. Le disposizioni contenute all’interno dell’accordo avranno effetto dal 1° gennaio 2006.
Il 6 luglio scorso, con l’ultima notifica tra le due parti contraenti dell’avvenuto recepimento nelle rispettive legislazioni dei procedimenti previsti dalle norme interne dei due Paesi, è entrata in vigore la Convenzione contro la doppia imposizione fiscale.
L’ambito della Convenzione
L’accordo tra i due Paesi si applica alle imposte sul reddito e sul patrimonio delle persone residenti in uno o in entrambi gli Stati. Ai fini della convenzione sono considerate imposte sul reddito e sul patrimonio tutte quelle che gravano sulla totalità del reddito, del patrimonio o anche soltanto parte di essi, inclusi i guadagni derivanti dall’alienazione di beni mobili o immobili, le imposte sul totale degli stipendi o salari pagati dalle imprese, così come le imposte sulle plusvalenze. In Spagna le imposte prese in considerazione sono l’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpf), sulle società, sul reddito dei non residenti, sul patrimonio e le imposte locali su reddito e patrimonio. Per quanto riguarda l’Algeria la convenzione regola l’imposta globale sul reddito, sugli utili delle società, sulle attività professionali, sul patrimonio e sulle proprietà immobiliari. L’accordo prevede che se, successivamente alla firma, in uno dei due Paesi saranno introdotte, in sostituzione o in aggiunta, nuove imposte di analoga natura a quelle regolate dalla Convenzione, le autorità competenti comunicheranno le modifiche apportate alla legislazione fiscale e la Convenzione si applicherà automaticamente anche a queste nuove imposte.
Alcune definizioni
La Convenzione sottoscritta identifica con il termine di residente di uno Stato contraente qualsiasi persona che, in base alla legislazione del Paese, è soggetta a imposizione in ragione del domicilio, della residenza o della sede di direzione. In ogni caso una persona è considerata residente nello Stato in cui ha una abitazione permanente o dove detiene il centro dei suoi interessi personali ed economici, ossia i suoi interessi vitali. In mancanza di una casa di abitazione permanente oppure quando non è possibile individuare il centro degli interessi vitali, la persona è considerata residente nello Stato in cui vive abitualmente. Nel caso di un soggetto non persona fisica, residente in entrambi gli Stati contraenti, la Convenzione stabilisce che sia considerato residente nel Paese dove è situata l’effettiva sede di direzione. Per stabile organizzazione s’intende un luogo fisso di affari, mediante il quale un’impresa svolge tutta o una parte della sua attività. Nel concetto di stabile organizzazione rientrano la sede di direzione, le succursali, gli uffici, compresi quelli che svolgono attività professionale, le fabbriche, i laboratori, le miniere e i pozzi di petrolio e ogni luogo di estrazione di risorse naturali.
Effetti della Convenzione
Le disposizioni contenute all’interno della Convenzione produrranno i rispettivi effetti, per evitare la doppia imposizione e per prevenire l’evasione fiscale in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, dal 1° gennaio 2006. I redditi che un residente di uno Stato ottiene da beni immobili situati nell’altro Paese (ne fanno parte anche i redditi ottenuti dallo sfruttamento agricolo o forestale) sono imponibili in quest’ultimo Stato. Gli utili di un’impresa sono tassabili nello Stato di appartenenza a meno che l’impresa non svolga la propria attività nell’altro Stato per mezzo di una stabile organizzazione qui collocata. In questo caso, gli utili sono imponibili nell’altro Stato per la quota attribuibile alla stabile organizzazione. I dividendi pagati da una società di uno Stato contraente a una persona residente nell’altro Stato, sono assoggettati a imposizione in quest’ultimo Stato. Questi dividendi possono altresì essere tassati nello Stato contraente dove ha sede l’impresa che li paga, secondo la legislazione vigente e nonostante il beneficiario sia residente nell’altro Stato. In questo caso l’imposta applicata, però, non può eccedere: il 5 per cento del valore lordo dei dividendi se il beneficiario è una società che possiede almeno il 10 per cento del capitale della società che distribuisce il dividendo; il 15 per cento dell’importo lordo dei dividendi in tutti gli altri casi. I guadagni derivanti dall’alienazione di beni immobili sono imponibili nello Stato in cui i beni sono situati.
Il metodo per eliminare la doppia imposizione
Il sistema per eliminare la doppia imposizione fiscale, approvato dai due Stati, prevede che, ferme restando le disposizioni e le limitazioni imposte dalla legislazione del Paese, quando un contribuente di uno dei due Stati produce redditi o possiede beni patrimoniali che, in base alla Convenzione, sono assoggettati a imposizione nell’altro Stato contraente, il primo concederà una detrazione dall’imposta sul reddito o sul patrimonio per un importo pari all’imposta effettivamente pagata nell’altro Stato.

Lo scambio di informazioni

La Convenzione approvata prevede che le autorità competenti dei due Stati contraenti si scambino le informazioni necessarie all’applicazione dell’accordo, impegnandosi, però, a tenerle segrete. Le informazioni ricevute potranno essere comunicate soltanto alle persone o autorità, compresi i tribunali e gli organi amministrativi, incaricate dell’accertamento, della riscossione, dei ricorsi e delle procedure che riguardano le imposte regolate dalla Convenzione.
URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/dal-mondo/articolo/spagna-e-algeria-si-accordano-contro-doppia-imposizione