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Spagna, più assistenza e prevenzione
nel Piano strategico fiscale 2019-2022

L’Agencia tributaria ha presentato nei giorni scorsi il Plan Estratégico 2019-2022 che definisce gli obiettivi dell’Amministrazione per il prossimo triennio.

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L’Agenzia delle entrate spagnola (Agencia Estatal de Administración Tributaria) ha presentato nei giorni scorsi il Piano strategico 2019-2020, che illustra le strategie e le misure da adottare nel medio e nel lungo termine per migliorare la lotta all’evasione fiscale e l’assistenza ai contribuenti. Il documento, che specifica anche come dovranno essere allocate e distribuite le risorse tecniche e umane a disposizione dell’Amministrazione, rappresenta un punto di partenza che potrà essere integrato o modificato in base alle esigenze e priorità dettate anche dal nuovo governo.

I pilastri del Plan Estratégico 2019-2022
In base alla versione presentata a fine ottobre, le linee strategiche su cui si baserà l’attività dell’Agenzia nei prossimi anni riguardano il miglioramento dell’assistenza ai contribuenti - che si concentrerà maggiormente sulla prevenzione degli errori durante l’assolvimento degli adempimenti tributari e su azioni che portino a una maggiore compliance volontaria - e un rafforzamento della lotta alle frodi fiscali più complesse. Ma andiamo a vedere tutte le novità più nel dettaglio.

Nascono le ADI (Administraciones de Asistencia Digital Integral)
La principale innovazione annunciata dal piano è la creazione delle ADI, le Administraciones de Asistencia Digital Integral, dei centri di assistenza virtuali che si aggiungono a quelli fisici e che supporteranno il contribuente tramite internet oppure telefonicamente. In questo modo sarà possibile creare dei team di funzionari altamente specializzati in un determinata tematica fiscale e, inoltre, i contribuenti potranno evitare di recarsi fisicamente presso gli sportelli dell’Agenzia, senza contare che l’operatività delle ADI sarà più estesa rispetto ai classici orari di ricevimento degli sportelli. Il primo progetto pilota si concentrerà prevalentemente sull’Iva e partirà a Valencia nell’autunno 2020, per poi essere esteso a tutte le altre regioni del Paese.

Analisi del rischio e grandi imprese
Nell’immediato futuro, l’Agenzia delle entrate spagnola intende dare un forte impulso ai controlli, promuovendo l’adozione di standard di trasparenza più elevati (specie per le grandi imprese) che le permetteranno di agire tempestivamente e in un’ottica preventiva. Questo avverrà grazie all’utilizzo delle analisi del rischio - che già oggi vengono effettuate nel campo dell’imposta sul valore aggiunto - anche per nuovi profili e settori, con l’obiettivo di ampliare i buoni risultati ottenuti grazie all’utilizzo di potenti strumenti informatici che hanno facilitato di molto, negli ultimi anni, l’analisi, il rilevamento e la selezione dei rischi di evasione.
Per quanto riguarda le multinazionali digitali che operano in Spagna, invece, l’AEAT conferma la sua convinzione – che si sta delineando anche in molti altri Paesi europei - sulla necessità che le imposte delle società della new economy vengano pagate nel luogo in cui queste imprese generano profitti e hanno una presenza digitale significativa.
L’accento sulla prevenzione verrà messo anche nella lotta all’economia sommersa, grazie soprattutto alla collaborazione con i rappresentanti delle associazioni di categoria, con i quali verranno sottoscritti nuovi codici di buone pratiche.

Un progetto pilota per le partite Iva
Un’altra delle importanti novità contenute nel piano triennale dell’Agencia Tributaria interessa le partite Iva. Così come già accade per la dichiarazione dei redditi dei dipendenti, infatti anche per i lavoratori autonomi verrà predisposta dal fisco una bozza precompilata, in modo che i lavoratori possano confrontare le informazioni in loro possesso con quelle in fornite dall’AEAT. L’obiettivo è quello di facilitare l’adempimento spontaneo anche da parte delle piccole imprese autonome.

La valutazione dell’operato dell’Agenzia
Il piano include una sezione specifica dedicata alla misurazione dei risultati attesi e raggiunti dall’Agenzia, sia per quanto riguarda la compliance sia per quanto riguarda i controlli. Gli indicatori utilizzati nel 2019/2020 saranno sette e serviranno a monitorare i principali ambiti dell’azione amministrativa. Si tratta di un processo che punta a dotare l’Agenzia di una maggiore consapevolezza del proprio operato. Proprio nei giorni scorsi, per esempio, l’Agencia Tributaria è stata in grado di dimostrare, grazie ad uno studio specifico, come i contribuenti che nel 2015 erano stati soggetti a controllo hanno aumentato del 25% il loro reddito dichiarato nei tre anni successivi all’ispezione (rispetto agli anni precedenti).

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