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Dal mondo

Spagna: sulle persone fisiche
taglio medio Irpef del 12,5%

Ad annunciarlo è stato nei giorni scorsi il governo che si appresta a presentare in Parlamento la riforma fiscale

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Il governo spagnolo ha presentato la riforma fiscale che prevede la riduzione degli scaglioni e delle aliquote di imposta sul reddito delle persone fisiche per tutti i contribuenti e la diminuzione dell'aliquota massima dell'imposta sulle società al 25% nel 2016. Non aumenterà l'Iva. Il Consiglio dei ministri ha esaminato di recente una relazione sul progetto di legge di riforma tributaria che ha l’obiettivo di riorganizzare le tasse rendendole più chiare e più eque. Secondo le previsioni, la riforma dovrebbe garantire un aumento dello 0,55% del Pil nel periodo compreso tra il 2015 ed il 2016.

 
I passaggi successivi del progetto di legge
Il testo, pubblicato sul sito del ministero delle Finanze e Pubblica Amministrazione, sarà sottoposto alle Comunità Autonome e alle varie parti sociali, e si aprirà un periodo di informazione pubblica. Dopo queste procedure  il governo ratificherà la sua presentazione al Parlamento in modo che possa entrare in vigore nel gennaio 2015.
Il vice primo ministro Soraya Saenz de Santamaria, ha sottolineato che si tratta di una riforma strutturale che prevede un taglio delle tasse generalizzato, per i lavoratori, le imprese e le famiglie. "Le riforme adottate in questi due anni e mezzo, ha ricordato, ci hanno permesso di affrontare la strada della ripresa. Bisogna consolidarla".
Allo stesso modo, il ministro delle Finanze e della Pubblica Amministrazione, Cristobal Montoro, ha sottolineato, invece, che "è giunto il momento di abbassare le imposte per tutti e il momento in cui gli spagnoli riceveranno una ricompensa per lo sforzo che hanno fatto".
 
Gli obiettivi della riforma tributaria
Entrambi hanno sottolineato che la riforma non è prevista solamente per compensare i sacrifici dei cittadini, ma anche per rafforzare la crescita economica, rinnovare la dinamica del risparmio e degli investimenti, con un sistema fiscale moderno che sicuramente favorirà la creazione di posti di lavoro. "Abbassiamo la tassazione in materia di occupazione in maniera enfatica, ridurremo ciò che viene chiamato il fiscal gap, che è troppo alto in Spagna", ha detto Montoro.
Il titolare alle Finanze ha sottolineato che la  riforma ‘’scommette’’ sugli imprenditori e sulla capacità di competere dell'economia spagnola nei confronti del resto del mondo: "Noi puntiamo ad avere, attraverso l’aumento del risparmio, più facilità di azione affinché in Spagna aumentino le aziende o si ingrandiscano e diventino più efficienti e competitive".
Tanto Saenz de Santamaria quanto Montoro hanno evidenziato che il principio fondamentale che caratterizza questa riforma è quello di costruire un sistema fiscale più equo, con particolare attenzione alle famiglie e alle persone con disabilità.
 
La riduzione media del 12,5% dell'imposta sul reddito
La diminuzione media delle imposte sui redditi sulle persone fisiche sarà del 12,5% per tutti i contribuenti. Il 72% dei dichiaranti con redditi inferiori a 24.000 euro, avrà una riduzione media del 23,5%. Il vice presidente ha anticipato che nel 2015 “venti milioni di contribuenti avranno più reddito disponibile al mese perché l’effetto di tale riduzione si avrà già a partire dal primo gennaio 2015”.
Il ministro delle Finanze e della Pubblica Amministrazione ha aggiunto che "per i dichiaranti con meno di 18.000 euro all’ anno, la riduzione complessiva rispetto alla situazione attuale potrebbe raggiungere il 31%.”
Montoro ha confermato che gli scaglioni  dell'imposta sul reddito saranno ridotti dai sette attuali ai cinque del prossimo anno. Lo scaglione più basso prevede un’aliquota del 20% per l'anno prossimo e scenderebbe al 19% nel 2016. Quello più alto si attesterebbe al 47% nel 2015 e dovrebbe scendere di due punti, al 45% nel 2016. Inoltre, ha osservato che i cittadini che hanno un reddito interamente derivante da lavoro dipendente inferiore a 12mila euro all’anno non dovranno pagare alcuna imposta sul reddito.
 
Ulteriori benefici sociali
Il ministro ha annunciato che saranno estese le cosiddette imposte negative, ovvero gli aiuti che provengono direttamente dal Tesoro e si rivolgono a gruppi specifici, come le famiglie con figli a carico o portatori di handicap. Come novità, ha indicato che è confermato il sostegno per le madri lavoratrici  e che saranno create nuove figure di salvaguardia sociale.
In ognuno di questi casi si potranno ricevere 1.200 euro in unica soluzione e anticipati piuttosto che in tranche da cento euro al mese e che queste “imposte negative” sono cumulabili.
 
La tassazione societaria
Cristobal Montoro ha sottolineato che il peso generale dell'imposta sulle società sarà ridotto dall'attuale 30% al 28% nel 2015 per arrivare al 25% nel 2016. Inoltre è prevista la costituzione di una riserva di capitalizzazione aziendale. Questo significa che le aziende potranno destinare un fondo esente da imposte, con risorse proprie, fino al 10% del beneficio conseguito nel corso dell'anno fiscale. Ciò servirà a promuovere l’autofinanziamento aziendale e ridurre la dipendenza da risorse esterne.
Nel caso delle piccole e medie imprese sarà creata una apposita riserva di livellamento, grazie alla quale potranno godere di una riduzione del 10% i redditi imponibili fino a un limite di un milione di euro. Il ministro delle Finanze ha anche confermato la riduzione del 15% dell'imposta per i nuovi imprenditori. Come misura per combattere l’evasione fiscale, saranno diffusi gli elenchi dei contribuenti morosi, impegno assunto dal Governo sin dall'inizio della legislatura.
 
Niente aumento dell’Iva
La vice presidente ha annunciato che il governo non alzerà l’imposta, fatta eccezione per alcuni dispositivi medici nel rispetto delle sentenze europee.
Il ministro ha spiegato che l’esecutivo non prevede una maggiorazione dell'Iva perché l’imposta aveva subito già un aumento in "un momento ipercritico per la Spagna", nel luglio 2012, e questo era stato abbastanza sostanzioso tanto da permettere, nel nuovo scenario economico, di riscuotere persino di più "I dati della riscossione dell’Iva sono francamente positivi e pertanto non andiamo a promuovere nuovi aumenti perché li consideriamo assolutamente non necessari e addirittura non convenienti in questo momento”.
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