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Dal mondo

Spagna-Usa: per l'accordo Fatca,
un protocollo suggella l'intesa

I due Stati hanno sottoscritto un documento di attuazione dopo i preliminari del 2010 per l'avvio del negoziato

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Il ministro delle Finanze e della Pubblica Amministrazione, Cristobal Montoro, e l’ambasciatore degli Stati Uniti in Spagna, Alan D. Solomont, hanno firmato un accordo per migliorare il rispetto degli adempimenti fiscali internazionali e l'attuazione del Foreign Account Tax Compliance Act, meglio conosciuta come FATCA, la normativa statunitense per contrastare l’evasione fiscale all’estero e che entrerà in vigore a pieno regime dal 2014.

Lo stato dell’arte e i passaggi successivi
Nel 2010, il governo degli Stati Uniti ha approvato, attraverso la normativa FATCA, un insieme di disposizioni che impegnano le istituzioni finanziarie a riferire all’Amministrazione statunitense in merito ai conti detenuti all'estero da parte di contribuenti statunitensi. Spagna, Germania, Regno Unito, Francia e Italia hanno impostato una trattativa negoziale comune con gli Stati Uniti e, a metà del 2012, è stato raggiunto un modello di accordo intergovernativo, che è stato la base per gli accordi bilaterali dei cinque Paesi con l’interfaccia americano. L’accordo di Spagna e Stati Uniti era già in agenda alla fine del 2012 ed era quindi in attesa di firma.

I dettagli dell’accordo
Secondo l’intesa sottoscritta, le istituzioni finanziarie della Spagna e degli Stati Uniti si impegnano a comunicare alle autorità fiscali informazioni riguardanti i contribuenti del rispettivo Paese firmatario. In un secondo momento le informazioni verranno scambiate tra le autorità fiscali, in modo automatico e mediante una procedura standardizzata.
L'accordo costituisce una pietra miliare nello scambio di informazioni fiscali e getta le basi per l’affermazione di un nuovo quadro di riferimento a livello internazionale.

Lotta contro l’evasione fiscale: impegno rafforzato
In un contesto di globalizzazione economica e finanziaria e di proliferazione di transazioni di beni e servizi tra Paesi, è imprescindibile rafforzare lo scambio di informazioni e di assistenza amministrativa tra gli Stati e raddoppiare gli sforzi nella lotta contro i paradisi fiscali.
In questo senso è rilevante lo sforzo delle Amministrazioni tributarie di entrambi gli Stati per intensificare la pressione internazionale sui paradisi fiscali, attraverso una rete di convenzioni e di accordi di scambio di informazioni, in linea con gli impegni internazionali con altri paesi Ocse.
 
Estensione a tutta l'Unione europea
Gli Stati firmatari dell’accordo ritengono che il modello concordato con gli Stati Uniti rappresenti un sistema innovativo di collaborazione. Per questo motivo auspicano l’estensione a livello multilaterale anche ad altri Paesi. L’obiettivo è promuovere un modello standardizzato e  di nuova concezione nella lotta contro le frodi fiscali e i tax haven.
I ministri hanno inviato una lettera al commissario europeo per la fiscalità, le dogane, la lotta antifrode e  Audit, Algirdas Šemeta, in cui hanno annunciato la decisione di lavorare a stretto contatto su uno strumento pilota per lo scambio multilaterale di informazioni fiscali. Il lancio di questa iniziativa, oggetto di attenzione del Consiglio Ecofin, consentirà all'Europa e agli Stati Uniti di essere dei veri e propri pionieri nella promozione di un sistema globale di comunicazione per far fronte al problema dell’evasione fiscale internazionale.
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