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Dal mondo

Spagna: web economy e rischi Beps
nel piano di lotta all’evasione

Una sezione del documento è dedicata alle implicazioni del commercio elettronico e nuovi mezzi di pagamento

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Utilizzo di internet e collaborazione con le Amministrazioni tributarie di altri Paesi Ue e non Ue sono le due direttrici lungo le quali si muove il piano di controlli fiscali messo a punto dall’Agenzia spagnola delle Entrate per il 2017 nel settore della fiscalità internazionale.
 
Scambio informazioni e collaborazione internazionale
L’obiettivo dell’Amministrazione finanziaria è incrociare i dati relativi agli agenti economici che utilizzano internet come mezzo per promuovere la vendita di beni e servizi, dal momento che si tratta di grandi imprese transnazionali con sede al di fuori dei confini nazionali.
Innalzare il livello di efficacia e di efficienza dello scambio automatico delle informazioni e, nel contempo, intensificare il ricorso alla trasmissione spontanea di dati e notizie è una operazione che segue un tracciato già individuato dall'Agencia Tributaria negli ultimi anni (vedasi l’accordo con l’Agenzia italiana delle Entrate del 2009) e che continua a dare buoni frutti nella lotta all'evasione fiscale internazionale.
 
Lo sviluppo di modelli di analisi di rischio
Il personale tecnico-informatico dell’Agencia per tutto il 2017, nell’ambito della fiscalità internazionale, sarà impegnato nello sviluppo di nuovi modelli di analisi di rischio che permettano di anticipare e ottimizzare l’uso delle informazioni ricevute da “tax rulings” nel 2018 e da quelle “Paese per  Paese”. In questo ambito l’Agencia pensa di poter utilizzare l’esperienza accumulata dalla Oficina Nacional de Fiscalidad Internacional dalla sua creazione nel 2013.
 
L’evasione fiscale nell’economia digitale
L’Agencia Tributaria ha previsto un ulteriore potenziamento delle attività di controllo sulle operazioni di importazione associate a transazioni di commercio elettronico e all’analisi dei nuovi mezzi di pagamento (criptomoneta, piattaforma di mediazioni di pagamento, pagamento diretto da dispositivi mobili) che possono facilitare l’opacità delle operazioni finanziarie. Dello stesso tenore le attività selettive coordinate a livello nazionale per combattere l’evasione fiscale internazionale attuata attraverso l’uso di software specifici che, secondo le indagini fiscal-finanziarie condotte negli ultimi anni, offrono la possibilità di occultare le vendite. Un’attenzione speciale sarà poi rivolta al controllo di quelle entità che operano nell’ambito dell’economia digitale, in relazione alla possibile esistenza di azioni tendenti ad escludere la giurisdizione spagnola dal pagamento delle imposte dirette dovute.
 
L’elusione fiscale delle multinazionali
Nel 2017 l’Agenzia concentrerà, in accordo collaborativo con il programma BEPS (Erosión de Bases y Traslado de Beneficios) dell’OCSE, la sua attenzione sulla individuazione delle pratiche elusive delle multinazionali. In particolare saranno analizzate le strutture di pianificazione fiscale aggressiva, le organizzazioni ibride (con trattamento fiscale diverso in Spagna e in un Paese terzo, la generazione artificiale di costi finanziari, l’utilizzazione abusiva delle politiche dei prezzi di trasferimento dei beni intragruppo, l’attribuzione fittizia di benefici fiscali a strutture permanenti di entità non residenti in Spagna e gli adempimenti tributari di operazioni realizzate con residenti nei paradisi fiscali. Le attività di verifica saranno particolarmente dirette a garantire che le decisioni strategiche delle multinazionali non risultino contrarie allo spirito e alle finalità del BEPS.
 
La divisione artificiale delle attività e le imprese fantasma
Alle operazioni fin qui descritte si aggiungeranno altri controlli che tradizionalmente sono considerati prioritari dall’Agenzia, vincolati a rischi fiscali come la divisione artificiale delle attività e l’occultamento di titolarità sotto figure societarie senza attività economica reale; i segnali esterni di ricchezza analizzati mediante azioni combinate da parte delle aree di Ispezione e Vigilanza doganale; l’utilizzazione di prestanome e il controllo di trame condotte nelle frodi dell’Iva, nelle importazioni di prodotti dall’Asia e nel settore degli idrocarburi.
 
I controlli a livello doganale
Nell’area del controllo doganale proseguiranno i tradizionali interventi condotti negli ultimi anni nella lotta contro la fabbricazione clandestina di sigarette, la pratica di fuorviare le foglie di tabacco con destinazione il consumatore finale e il controllo degli invii tra persone fisiche effettuati per via postale ordinaria o attraverso imprese di messaggeria. In materia di riciclaggio di capitali, sarà incrementato lo sviluppo di strumenti che facilitino l’investigazione sulle grandi organizzazioni criminali.
 
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