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Dal mondo

Sussidi per le vacanze, in Giappone
si scommette sul “Go To Travel”

Un bonus massimo di 162 euro al dì per ciascun viaggiatore pari al 50% della spesa effettiva

immagine del Giappone

Pochi settori sono stati duramente colpiti dalla pandemia come quelli dei viaggi, dei grandi eventi e del turismo più in generale. Al riguardo, la stessa Ocse ha previsto dei trend futuri a tinte fosche per i flussi e i volumi del turismo internazionale che, secondo le ultime stime dell’Organizzazione parigina, dovrebbe infatti presentare nel 2020 un conto in rosso pari a meno del 60% a livello globale. In sostanza, un’attività di rilievo che risulterebbe quindi più che dimezzata a causa del Covid-19. Non è quindi frutto del caso il fatto che diversi governi siano impegnati nel definire iniziative, per lo più fiscali, volte a rilanciare il turismo. Come? Versando dei sussidi direttamente sui conti dei vacanzieri o, in alternativa, sui bilanci degli operatori della filiera del turismo.

Miliardi da spendere in viaggio
Comunque, tra tutte le iniziative che si rincorrono, forse il più ambizioso è il programma giapponese "Go To Travel", lanciato a luglio. I numeri sono di sicuro d’impatto. Infatti, si tratta di circa 11,1 miliardi di euro destinati ad essere spesi per compensare la metà del costo dei viaggi, entro i confini giapponesi, sostenuti da qualsiasi viaggiatore, anche stranieri. In realtà, piani simili sono in già fase di attuazione in Islanda, ad esempio, ed anche in Italia, in Corea del Sud, Taiwan.

In cosa consiste la campagna "Go To Travel"
Il calo del turismo in Giappone, da marzo a maggio, è stato pari all’incirca al 90%. Il crollo maggiore è stato quello degli arrivi dei visitatori stranieri. Dunque, come riportare le persone sulla strada, nei negozi, nei ristoranti e magari anche spendendo molto? Non potendo contare sul turismo in ingresso, il governo ha accelerato sul turismo e sui viaggi nazionali. In pratica, inaugurata il 22 luglio e in corso fino a metà marzo 2021 o, più probabile, fino a quando tutti i soldi non finiranno, la campagna “Go To Travel” è un’iniziativa governativa per aiutare a stimolare l'economia giapponese post-Covid-19, con particolare attenzione ai settori dei viaggi, dell'ospitalità e dell'intrattenimento. Come mezzo per stimolare le imprese e le industrie locali che operano nel turismo, il Governo offre sconti e sussidi sostanziali per coloro che desiderano viaggiare entro i confini giapponesi. Il sussidio coprirà la metà delle spese di viaggio di chi ne fa richiesta, con un limite di sovvenzione pari a 162 euro per persona a notte, o 81 euro a persona per viaggi di un solo giorno. Per sfruttare al meglio il sussidio, i viaggiatori dovranno spendere 324 euro a notte. In tal caso, infatti, il 50% è pagato dal viaggiatore, 162 euro, mentre il restante 50%, sempre 162 euro, è pagato dallo Stato.

A chi guarda il sussidio giapponese?
L’iniziativa “Go To Travel” è pensata per coloro che intendono viaggiare a livello nazionale ed è orientata verso offerte di viaggio che includono alloggio e trasporto, come pacchetti turistici, comprese gite di un giorno, prenotati tramite agenzie di viaggio e siti di prenotazione di viaggi o direttamente attraverso il sito web di un hotel. In particolare, anche i viaggiatori stranieri possono beneficiare di questo sussidio, a condizione che prenotino il loro viaggio attraverso un'agenzia di viaggi che partecipa alla campagna e che possano viaggiare fino in Giappone. Quest’ultimo punto presenta delle criticità, sia perché non tutti i Paesi hanno aperto corridoi da e per il Giappone, sia perché Tokyo stessa è ancora “chiusa” ad ingressi provenienti da una lunga lista di Paesi. Inoltre, al momento l’abc dell’iniziativa è ancora dettagliata in lingua nipponica, precludendo quindi l’informazione completa anche a eventuali, potenziali viaggiatori stranieri. Almeno per ora.

La ripartizione dei sussidi
La sovvenzione è suddivisa in due categorie: spese di viaggio e vendita al dettaglio. Le spese di viaggio comprendono i biglietti di trasporto e l’alloggio. Questi rappresentano il 70% della sovvenzione, il che significa che il 70% del potenziale sovvenzionabile di 162 euro al dì, cioè all’incirca 113 euro, deve essere indirizzato verso queste tipologie di spesa. Il restante 30%, invece, massimo 48,5 euro, sarà assegnato sotto forma di coupon locali da spendere per cose come souvenir della zona e altro, ovvero, spese in oggetti comunque correnti per riattivare l’intero indotto dell’industria del turismo, non soltanto alberghi e alloggi.

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