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Dal mondo

Svezia: ok alla tonnage tax.
Il debutto con la bella stagione

Le previsioni, in base a quanto indicato dalla legge di stabilità, sono per l’inizio dell’estate di quest'anno

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Anno nuovo, vita nuova per armatori, navi e lavoratori marittimi svedesi. Dal 2016, più precisamente con l’inizio della bella stagione, dovrebbe fare capolino, tra navi, flutti e gomene, la tonnage tax. A darne notizia è il governo in persona che ha deciso di inserire nella nuova legge di stabilità il meccanismo opzionale di calcolo dell’imposta. Ovviamente per dare corso all’operazione servirà l’imprimatur della Commissione europea. Ma non è escluso che arrivi in tempi brevi alimentando le speranze di un settore competitivo, ma in crisi di risultati. Almeno è quanto accaduto negli ultimi anni.
 

La tonnage tax nella nuova legge di stabilità
Il governo ha proposto l'introduzione della tonnage tax ispirandosi a quanto è stato fatto in altri Stati dell’Unione europea e non. Tra il 2006 e il 2007 sono stati messi a punto diversi progetti che hanno fatto seguito a due indagini di fattibilità. Nel 2013 il governo svedese ha elaborato un piano d’azione per il rilancio dei trasporti marittimi che prevedeva anche l’introduzione della tassa sul tonnellaggio.
 
Le modalità di calcolo dell’imposta
Il modello proposto prevede che l’imposta sulle società armatoriali di navigazione sia prelevata sui redditi di tonnellaggio, invece che sul profitto commerciale reale, rendendo così la tassazione competitiva e trasparente. Con la tonnage tax le compagnie di navigazione potranno pagare le tasse in Svezia, in base tariffe fissate secondo il tonnellaggio netto delle navi. L'iniziativa, in base a quanto indicato da fonti governative, sarà finanziata attraverso gli stanziamenti infrastrutturali messi a bilancio nella legge di stabilità e di cui la metà sono programmati per il settore del trasporto marittimo.
 
Recuperare la competitività del settore marittimo
L’obiettivo del governo, come per altri Stati che hanno deciso di introdurre nei rispettivi ordinamenti tributari la tassa sul tonnellaggio, è rafforzare la competitività della flotta nazionale, senza falsare indebitamente la concorrenza. È uno dei principi di base a cui, secondo la Commissione europea, deve ispirarsi la misura nata con il preciso intento di rilanciare il trasporto marittimo, garantire la prevenzione dell'inquinamento marino e favorire una politica di semplificazione fiscale.
 
La caratterizzazione marittima dell’economia svedese
La Svezia è fortemente dipendente dal settore dei trasporti marittimi per ciò che riguarda il settore merci e passeggeri. Secondo le ultime cifre del settore, più dell’80% del commercio estero viene effettuato attraverso i trasferimenti via mare, mentre ogni anno utilizzano i porti svedesi circa trenta milioni di passeggeri senza considerare che più di 300 navi mercantili vi attraccano ogni giorno. Dati che testimoniano la forte caratterizzazione dell’economia svedese che, negli ultimi anni, ha subito i contraccolpi della recessione economica internazionale ma che, per i suoi illustri precedenti, merita di ritornare ai fasti di un tempo. A pensarla in questo modo è l’Associazione nazionale degli armatori.
 
I grandi gruppi hanno optato per i registri stranieri
A metà degli anni 1990, la Borsa di Stoccolma ha rappresentato un mercato importante per il trasporto marittimo. È sufficiente pensare che Frontline, ICB trasporto, Nordstrom & Thulin, Argonaut, Bylock & Nordsjofrakt e Concordia Maritime erano tra le più importanti società di navigazione quotate in Borsa. Oggi, di queste società, soltanto Concordia è ancora presente sul mercato borsistico.
 
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