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Svizzera: cambia la tassa
d’esenzione dall’obbligo militare

Il fisco si adegua alle nuove norme sul servizio militare e civile e penalizza chi non conclude il periodo obbligatorio

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La versione definitiva della legge conferma il progetto di modifica che, già alla fine dell’estate, era stato approvato dal Consiglio Federale per adeguare la tassa di esenzione alle nuove regole per il servizio militare e civile. In particolare, per incentivare i giovani elvetici ad assolvere la leva obbligatoria, ormai sempre più in abbandono, è stata prevista una tassa d’esenzione dall’obbligo militare da 19 a 37 anni, per un massimo di 11 annualità di riscossione, ed è stata introdotta la tassa d’esenzione finale. Quest’ultima si riferisce a coloro che sono prosciolti dall’obbligo militare nonostante abbiano ancora giorni di servizio residui da prestare, coloro cioè che non hanno completato il servizio militare. Il governo attende da questa ultima modifica maggiori entrate per circa 6 milioni di franchi all’anno. Il progetto è stato oggetto di consultazione da parte dei Cantoni, dei partiti politici, delle associazioni mantello, delle autorità giudiziarie, delle altre organizzazioni e delle persone interessate.

Come funziona attualmente la tassa di esenzione dall’obbligo militare
I cittadini elvetici che non prestano né servizio militare né servizio civile devono pagare la tassa annuale di esenzione dall’obbligo militare, pari al 3% del reddito imponibile ai fini dell’imposta federale diretta. La durata dell’assoggettamento è legata alla durata dell’obbligo di prestare servizio e comincia, attualmente, da quando si compie il ventesimo anno di età fino all’anno in cui si compiono 30 anni. Per coloro che posticipano il servizio militare o il servizio civile l’assoggettamento alla tassa dura al massimo fino ai 34 anni. Chi effettua i giorni di servizio presso la protezione civile è ugualmente tenuto a pagare la tassa, ma con uno sconto. In questo caso, infatti, per calcolare la tassa annuale d’esenzione dall’obbligo militare sono conteggiati i servizi prestati nella protezione civile: per ogni giorno di servizio prestato, la tassa di esenzione dall’obbligo militare diminuisce del 4%. Qualora, successivamente, si svolgesse il servizio obbligatorio, si può chiedere il rimborso della tassa di esenzione dall’obbligo militare che è stata versata. Il diritto al rimborso si prescrive in cinque anni dalla fine dell’obbligo.
 
Cosa prevede la modifica legislativa
Il progetto di modifica è intervenuto in diversi punti della norma attuale. Le differenze più importanti sono sicuramente due:
  • è stato ampliato il periodo di assoggettamento a tassazione, che secondo la nuova disposizione coinvolgerà i giovani di età compresa tra 19 e 37 anni. In questo lasso di tempo saranno riscosse al massimo 11 annualità;
  • sarà introdotta una tassa di esenzione finale che interesserà chi deve ancora prestare più di 15 giorni di servizio militare o più di 25 giorni di servizio civile.
Sono previste modifiche anche per il settore della protezione civile e la soppressione della tassa in caso di differimento delle scuole reclute. Inoltre, anche coloro che sono oggetto di complessi procedimenti giudiziari, ma considerati soggetti passivi, saranno tassati secondo la loro capacità economica.  
 
Il contributo della consultazione con Cantoni, partiti e altre organizzazioni
Il disegno di legge oggetto del voto da parte del Parlamento era stato oggetto di una consultazione da parte di Cantoni e altri soggetti interessati. I loro contributi hanno riguardato, in particolare, le sanzioni previste per chi non versa l’imposta dovuta e la vigilanza sulla riscossione della tassa da parte dei Cantoni.
Per gli inadempienti, infatti, in origine era prevista la possibilità di ritirare e non rinnovare i documenti (passaporto, carta di identità). Questa eventualità è stata poi eliminata perché violava le vigenti disposizioni del diritto internazionale pubblico. Riguardo al secondo punto, il Consiglio federale ha rinunciato a istituire un organo indipendente di vigilanza finanziaria che controllasse le operazioni di riscossione da parte dei Cantoni della quota della tassa di esenzione che sarebbe stata poi versata alla Confederazione. Al termine della consultazione era rimasta, invece, invariata l’aliquota del 3%, da applicare al reddito netto, per il calcolo della tassa di esenzione, con un importo minimo di 400 franchi, anche quest’ultimo rimasto invariato.
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