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Svizzera: più vicino lo scontro
sul finanziamento dei trasporti

Il 5 giugno è la data fissata per il referendum sulla tassazione dei carburanti. Il no del Consiglio, le ragioni dei promotori

consultazione referendaria
Il fisco entra ancora una volta nelle urne svizzere con un referendum sull’utilizzo dell’imposta sui carburanti. È infatti in calendario per il prossimo 5 giugno il voto sull’iniziativa popolare “Per un equo finanziamento dei trasporti”. I promotori puntano a destinare l’intero gettito (e non il 50% come avviene ora) dell’imposta sugli oli minerali riscossa su carburanti alle infrastrutture relative al traffico stradale e aereo. Come conseguenza immediata si aprirebbe un buco da circa 1,5 miliardi di franchi nelle casse dello stato per la copertura di voci di spesa fra le più importanti: dall’istruzione alla difesa. Per questo motivo, alla fine di marzo, l’iniziativa riceve una prima bocciatura: il parere negativo del Consiglio federale elvetico. I promotori dell’iniziativa vanno avanti e continuano a chiedere che “le tasse stradali siano effettivamente impiegate nelle infrastrutture stradali”.
 
La bocciatura del Consiglio federale, a rischio servizi essenziali – “La soluzione proposta – sottolinea il consigliere federale Ueli Maurer nel presentare il parere dell’istituzione –  chiede di destinare in modo vincolato l’intero gettito dell’imposta sugli oli minerali ed è eccessiva e tutt’altro che adeguata”.  Secondo il Consiglio, infatti,  questa consultazione popolare mette a rischio alcuni dei servizi chiave della macchina statale. “Modificando in questo modo una chiave di ripartizione dei finanziamenti di provata efficacia – prosegue Maurer – per tutti gli altri compiti la Confederazione ogni anno avrebbe circa 1,5 miliardi di franchi in meno a disposizione. Le misure di risparmio che si renderebbero necessarie inciderebbero in particolare su compiti centrali quali l’educazione e la ricerca, la difesa nazionale e l’agricoltura”.
 
Il no unanime dei Governi cantonali –  Alla bocciatura del Consiglio federale si affianca il pollice verso degli esecutivi locali. “Tutti i 26 Governi cantonali – spiega il consigliere di Stato Hans-Jürg Käser –respingono categoricamente l’iniziativa, poiché non permetterebbe assolutamente di acquisire un valore aggiunto e nel contempo causerebbe grandi problemi anche agli stessi Cantoni”.
 
La proposta del Governo, Il Fondo per le strade nella Costituzione – L’esecutivo elvetico indica un’altra strada per garantire i finanziamenti necessari a garantire “un’infrastruttura viaria sicura, funzionante, efficiente e sostenibile”. Il Governo propone di introdurre nella Costituzione l’istituzione del “Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato” (Fostra): risorse certe e a tempo indeterminato per le strade svizzere. Per il Consiglio federale “questa proposta pragmatica e moderata rappresenti in un’ottica complessiva la giusta soluzione per rispondere ai problemi di finanziamento delle strade”.
 
I promotori non cambiano rotta –  I sostenitori dell’iniziativa popolare, uniti dallo slogan “andare avanti”, rovesciano il punto di vista governativo. “Su ogni litro di benzina, la Confederazione riscuote circa 83 centesimi di tasse, circa il 60% dell‘attuale prezzo della benzina. Oggi, la metà dell’importo generato dalla tassa sugli oli minerali – afferma il comitato promotore – si disperde nella cassa generale della Confederazione. Una gran parte delle tasse stradali viene quindi utilizzato per altri scopi. L’iniziativa ‘per un equo finanziamento dei trasporti’ – conclude il comitato – esige che le tasse pagate dagli utenti della strada siano in futuro totalmente utilizzate per l’infrastruttura stradale”.
 
 
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