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Dal mondo

Svizzera: sui fondi agricoli
il passato torna di moda

Avviata dal Consiglio federale una procedura di consultazione su una mozione che è stata presentata nel 2012

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Ripristino della tassazione privilegiata sugli utili che derivano da tutti i fondi di un’azienda agricola o silvicola e conseguente esenzione del plusvalore da imposta. È, in estrema sintesi, il contenuto della proposta di legge presentata, sotto forma di mozione, da un consigliere federale e che è stata trasmessa al Parlamento della Confederazione. Il Consiglio federale, in adempimento della mozione, ha avviato una procedura di consultazione. Nel quadro del dibattito parlamentare della mozione, è stata anche discussa la possibilità di effettuare una modifica retroattiva a cui il Consiglio federale si è però dichiarato contrario per ragioni di costituzionalità.
 
Il contenuto della proposta
Il disegno di legge contenuto nella mozione, secondo quanto si legge in un documento ufficiale del dipartimento delle Finanze, propone di estendere la definizione di fondi agricoli e silvicoli. Grazie all’estensione concettuale, l’attuale tassazione privilegiata degli utili conseguiti con l’alienazione potrà essere applicata non soltanto ai fondi agricoli e silvicoli, secondo quanto indicato nella sentenza del Tribunale federale del 2011, ma anche agli altri fondi degli immobilizzi di un’azienda agricola o silvicola. Tra questi vi rientrano i terreni edificabili e i piccoli fondi di meno di 15 are se si tratta di vigne e di meno di 25 are se si tratta di altri terreni, detenuti nella proprietà commerciale di un’azienda agricola o silvicola.
 
I precedenti in materia
Prima del 2011 fondi agricoli e silvicoli godevano di una tassazione privilegiata ai fini dell’imposta sul reddito. Un trattamento che risaliva ai tempi del decreto del Consiglio federale del 9 dicembre 1940 sulla riscossione di un’imposta federale diretta (DIFD). Grazie a questo statuto particolare gli agricoltori erano esentati dall’obbligo di registrarsi e di tenere una contabilità.
 
La sentenza del Tribunale federale
Nel 2011 il Tribunale federale elvetico ha emanato una sentenza per conformare nel diritto tributario la definizione di fondo agricolo e silvicolo al diritto fondiario rurale e quindi  limitare la tassazione privilegiata. L’obiettivo è conformare i privilegi fiscali agli obiettivi comuni del diritto fondiario rurale, della legge sulla pianificazione del territorio e della legge sull’agricoltura.
 
Gli effetti prodotti dalla sentenza
In seguito a questa sentenza, gli utili ottenuti dall’alienazione e che derivano dalle riserve di terreni edificabili sono soggetti a tassazione, anche se prima della vendita sono stati utilizzati a scopo agricolo o silvicolo. Per l’imposta federale diretta e per i Cantoni con sistema dualistico risulta imponibile come reddito l’intero utile conseguito con l’alienazione. Nei Cantoni con sistema monistico, invece, sono considerati reddito imponibile gli ammortamenti recuperati. L’utile derivante dall’aumento di valore è soggetto all’imposta sugli utili da sostanza immobiliare.
 
La vendita di piccoli fondi: un caso a parte
Diversa è la situazione per gli utili conseguiti dalla vendita di piccoli fondi di meno di 15 are se si tratta di vigne e di meno di 25 are se si tratta di altri terreni non riconducibili a un’azienda agricola. In questi casi la tassazione è diversa considerato che questi fondi non sono sottoposti alla LDFR (legge federale sul diritto fondiario rurale) e in alcuni Cantoni sono imponibili come fondi agricoli o silvicoli e in altri come terreni edificabili. Inoltre, dal maggio dello scorso, anno una tassa sul plusvalore (utile derivante dall’aumento di valore) pari almeno al 20% dei vantaggi derivanti dalle pianificazioni che risultano dall’assegnazione durevole del terreno a una zona edificabile, viene applicata, sia pur parzialmente, agli utili da sostanza immobiliare. Questa tassa trova applicazione già all’inizio della costruzione o al momento dell’alienazione.
 
La procedura di consultazione
Sei sono le domande al centro della consultazione pubblica che il Dipartimento delle Finanze è stato incaricato di effettuare dal Consiglio federale. Dagli obiettivi del disegno di legge alla ammissibilità della retroattività passando per la formulazione del progetto, la sua attuabilità, le ripercussioni finanziarie e altre osservazioni di merito. La procedura di consultazione, che coinvolge Cantoni, partiti politici, associazioni nazionali dei Comuni, delle città e delle Regioni di montagna, le associazioni economiche e gli altri ambienti interessati, terminerà il 25 settembre prossimo.
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