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Svizzera: per le tasse sul traffico,
no alla concentrazione

Il Consiglio federale contrario a trasferire nell’imposta sugli oli minerali le tasse federali e cantonali

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No al trasferimento delle tasse sul traffico di Confederazione e Cantoni nell’imposta sugli oli minerali. È, in estrema sintesi, la posizione espressa dal Consiglio federale di fronte alla richiesta di elaborare modelli di imposizione basati sul consumo di carburante anziché sugli autoveicoli. Secondo il Consiglio un trasferimento di questo tipo è di difficile attuazione poichè entra in conflitto con problematiche politico-economiche e di carattere istituzionale.   Un po’ di storia L’idea di trasferire le tasse sul traffico di Confederazione e Cantoni nell’imposta sugli oli minerali ha una sua logica. L’obiettivo è ridurre le emissioni di Co2 prodotte dagli autoveicoli a motore. Entro il 2020, infatti, le emissioni di gas serra in Svizzera devono essere ridotte di almeno il 20 per cento rispetto ai livelli registrati nel 1990. Nel 2007 il gruppo parlamentare liberale-radicale ha formulato al Consiglio un esplicito invito finalizzato a elaborare modelli di imposizione basati sul consumo di carburante. Il tutto, però, nel rispetto di quattro precise condizioni.   Le condizioni indicate nella richiesta Proporre soluzioni grazie alle quali sia possibile compensare le perdite fiscali dei Cantoni; esaminare tutte le possibili ripercussioni che il nuovo sistema avrebbe sull’economia nazionale; indicare nel dettaglio come sia possibile compensare le possibili ripercussioni negative per ogni singola categoria di utenza; presentare modelli che non incidano sui proventi. Sono le quattro esplicite condizioni indicate nel postulato del gruppo liberal-radicale.  Le varianti di un possibile trasferimento delle imposte e tasse sui veicoli a motore nell’imposta sugli oli minerali sono sostanzialmente di due tipi.   I due modelli a confronto La prima prevede che tutte le imposte di Confederazione e Cantoni connesse al traffico siano trasferite nell’imposta sugli oli minerali. Rientrano in questa categoria l’imposta cantonale di circolazione, sugli autoveicoli e il contrassegno stradale. Unica eccezione è rappresentata dalla tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni. La seconda prevede che soltanto le tasse della Confederazione connesse al traffico possano essere trasferite nell’imposta sugli oli minerali con la sola esclusione della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni. In particolare l’imposta sugli autoveicoli e il contrassegno stradale.   La tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni La tassa, di marca squisitamente federale, che dipende dal peso totale del veicolo, dal livello di emissione e dai chilometri percorsi permette di perseguire un obiettivo indipendente di incentivazione (trasferimento del traffico pesante dalla strada alla rotaia). Tra l’altro proprio quest’anno uno studio federale ha rilevato, a dieci anni dalla sua introduzione, che l'introduzione della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni non ha causato un riversamento del traffico di camion dalle autostrade alle strade statali.   Una soluzione di difficile attuazione Secondo il Consiglio federale entrambi i modelli presentano una serie di inconvenienti che non permettono di concentrare le tasse sul traffico nell'imposta sugli oli minerali. Anche se va sottolineata, ricorda lo studio della Confederazione, la valenza del progetto che ha come obiettivo garantire un'imposizione più conforme al principio di causalità. Nel caso del primo modello le maggiori difficoltà sono di natura contabile ed ecocompatibile. È stato valutato che il volume del trasferimento ammonta a 2,6 miliardi di franchi e per garantire la neutralità di bilancio sarebbe necessario aumentare l’imposta sugli oli minerali di 60 cent per litro. La riduzione delle emissioni di Co2 per due quinti è prevalentemente di natura contabile in quanto riconducibile alla cessazione del cosiddetto “turismo del pieno” nel senso che i cittadini elvetici finirebbero per fare il pieno di carburante all’estero ma le emissioni continuerebbero a essere prodotte nei Paesi contigui. L’autonomia fiscale dei Cantoni rischierebbe poi di essere limitata dal passaggio dall'imposta cantonale di circolazione all'imposta sugli oli minerali della Confederazione. Nel caso del secondo modello, invece, per garantire la neutralità del trasferimento sotto il profoilo dei proventi, sarebbe necessario aumentare di 14 cent al litro l’imposta sugli oli minerali. A fronte del fatto che il volume del trasferimento finirebbe per ridursi a 700 milioni di franchi.         Fonte: Il Rapporto del Consiglio federale
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