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Dal mondo

Tabacchi, in quattro mosse
scacco matto al traffico illecito

È l’obiettivo che si prefigge la Commissione europea con un nuovo piano che si aggiunge a quello del 2011

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Quattro per quattro. Non si tratta dell’ultima novità in tema di autotrazione ma di un nuovo piano di interventi messo a punto dalla Commissione europea per affrontare in modo efficace il traffico illecito di tabacchi. Una serie di misure coordinate a livello nazionale, comunitario e internazionale per proteggere meglio le finanze pubbliche, la salute dei cittadini e le imprese che operano correttamente nel mercato legale del settore. Le misure, proposte in una recente comunicazione, vanno ad aggiungersi ai provvedimenti già predisposti a partire dal 2011 per combattere un fenomeno diffuso su larga scala lungo le frontiere orientali dell'Unione europea considerate particolarmente a rischio sotto questo profilo.
 
Quattro azioni specifiche in quattro settori chiave
Disincentivare il contrabbando del tabacco; migliorare la sicurezza della filiera legale di distribuzione; intensificare i controlli nei riguardi chi è tenuto a corrispondere le imposte dovute; introdurre sanzioni più severe per il traffico illecito. Un pacchetto completo che prevede quattro azioni specifiche in quattro diversi settori: distribuzione, fiscalità, controlli, apparato sanzionatorio. Il contrabbando, e soprattutto il contrabbando di sigarette, è una questione prioritaria per l’Unione europea, giacché produce ingenti perdite a danno dei bilanci nazionali e del bilancio comunitario.
 
Gli effetti dannosi sull’economia dell’Unione
L’obiettivo dichiarato della Commissione europea è intensificare la lotta contro il commercio illegale dei tabacchi con particolare riferimento a quello di sigarette. E gli ultimi dati diffusi dall’Olaf parlano chiaro se si considera che il fenomeno del contrabbando produce, in termini di imposte e tasse non pagate, effetti negativi per l’economia comunitaria che si traduce, per il bilancio dell’Unione europea e per i bilanci nazionali degli Stati membri, in una perdita secca valutata nell’ordine di circa 10 miliardi di euro all’anno.
 
Le cifre del fenomeno secondo i rapporti Olaf
Soltanto per farsi una idea dell’ampiezza del fenomeno è sufficiente fare riferimento ai dati ufficiali diffusi nel Rapporto 2011 dell’Olaf e relativi a una indagine avviata nel marzo 2010 per conto di un tribunale tedesco. Da marzo a maggio 2010 le operazioni anticontrabbando effettuate sino a quel momento dall’Olaf avevano comportato il sequestro di 70 milioni di sigarette in Germania, Lituania, Polonia e Bielorussia, equivalenti a una perdita di imposte e dazi per gli Stati membri e l’UE di circa 6,5 milioni di euro.
 
Arginare un fenomeno in aumento
Nonostante gli sforzi per affrontare le criticità individuate già nel 2011 in quella particolare area geografica, il commercio illecito di tabacchi è in aumento costante. E le cifre lo attestano. Due i fenomeni di rilievo evidenziati da studi condotti da organismi comunitari come l’Olaf ma anche da istituti di ricerca. Il crescente afflusso illecito di marchi provenienti da Paesi terzi e l’aumento della produzione e della distribuzione illegale all'interno degli Stati membri dell’Unione europea. In queste condizioni, secondo la Commissione, un approccio poliedrico si impone per le dimensioni sempre più complesse e globali e per gli effetti deleteri prodotti dal fenomeno sull’economia legale.
 
Le motivazioni alla base degli interventi
Il traffico illecito di prodotti del tabacco è oggi una delle punte di diamante dell’economia sommersa dato che rappresenta una delle fonti primarie di alimentazione delle attività della criminalità organizzata transfrontaliera. Ma oltre alle motivazioni economiche, che costituiscono un peso per l’Unione europea, ricorda la Commissione, vi sono anche quelle di carattere sanitario dato che il commercio illegale di tabacchi finisce per neutralizzare le iniziative di politica sanitaria orientate a ridurre il consumo legale dei prodotti.
 
Gli accordi con le multinazionali del tabacco
British American Tobacco, Imperial Tobacco Limited, Philip Morris International e Japan Tobacco International sono le quattro industrie del settore con cui l’Unione europea ha siglato accordi di collaborazione tra il 2004 e il 2010. La funzione di queste intese, conformi alle disposizioni anticontrabbando della convenzione quadro dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sul controllo del tabacco (CQCT dell’OMS) è duplice: limitare la presenza dei prodotti di tali società sul mercato illecito del tabacco; consolidare l'impegno dell'Unione europea per favorire, anche attraverso specifici protocolli, l'eliminazione del commercio illecito di tabacchi lavorati.
 
Le prossime mosse dell’esecutivo Ue
La strategia messa a punto nella comunicazione analizza anche la legislazione e le politiche esistenti, individua punti deboli e lacune, propone ulteriori azioni di rinforzo laddove si ritiene necessario. Tra le novità l'invito a coordinare meglio le politiche e gli strumenti esistenti dato che si tratta di un problema trasversale che coinvolge l’economia mondiale, così da migliorare la cooperazione tra i vari attori a livello europeo, nazionale e internazionale. La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio a discutere le misure proposte nella comunicazione per poter dare attuazione al piano al massimo entro la fine del 2015.
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